(Questo articolo è stato scritto il 11 gennaio 2018 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
A casa mia quella sembra solo una bambina.
Mille Bobby Brown è la bellissima ragazzina che tra poco compirà 14 anni e che è la protagonista indiscussa di Strange Things e che quest'anno ha partecipato ai Golden Globe, ovviamente vestita di nero. Se fossero in Italia nessuno si sorprenderebbe, ma lì sono in America dove il Dress Code impone solitamente colori sgargianti. E mentre tutti si fanno i complimenti per il loro ipocrita politically correct contro le molestie sessuali, ecco che spuntano le sciacallate contro la tredicenne.
Lei, bella con un abito nero svolazzante di maniche e lo chignon semplice, fa scalpore.
Perchè?
In primis dicono che il vestito è troppo sexy, poi dicono che ammicca troppo.
Io non ho visto i filmati video, ma posso sinceramente dire dalle foto, che a mio modesto e insindacabile parere l'erotismo di quelle immagini sta nell'occhio di chi le guarda.
Sì, la ragazzina è troppo truccata (per quanto l'effetto nude sia estremamente sobrio ed elegante), ma è un evento che impone tonnellate di trucco per tutte le luci che si sarebbero piazzate impietose su di lei (e tutti gli altri), quindi la scelta che OVVIAMENTE la rende più adulta, non è poi così assurda. Con tutto il flash che le hanno sparato addosso, come minimo dovevano truccarla.
Poi si sono messi a dire che non sembra una tredicenne e qui io mi chiedo: ma le conoscono le sue coetanee quelli che le che lo dicono?
Io il paragone lo faccio d'istinto: ho una nipotina di 12 anni e, posso dire con un certo magone, che di bimba non ha poi molto. Ha gli atteggiamenti, ma neanche tutti, ha il corpo acerbo che però è magro, affusolato e lungo, il viso non differisce così tanto da quello della signorina Brown se non fosse per il trucco che le hanno messo. E parliamo dei vestiti. Quello che la ragazzina americana ha indossato non è ovviamente un vestito che viene messo solitamente, preferendo un abito quasi uguale a quello in cui l'anno scorso andò a conoscere Emma Whaston agli MTV Music Aword.
Anche all'epoca la ragazzina indossava un vestito corto uguale a quello indossato nell'ultima uscita pubblica, solo che era bianco. I capelli, corti, potevano essere tirati indietro e ricoperti di gel e nient'altro, ma le gambettine esposte erano quelle. Non c'era la schiena scoperta? vero. L'erotismo nella mise è solo questa?
Come doveva vestirsi? Come il personaggio che interpreta? Tutto anni '80 e cattivo gusto pseudo infantile che denota soprattutto l'età di chi la guarda, piuttosto che sua?
Doveva mettere un fiocco rosa sui capelli e fare il frisè?
E parliamo degli atteggiamenti: questi atteggiamenti da adulta secondo voi da cosa sono dovuti? Rispondo io perché i suoi detrattori sono così cani da alzare le spalle e scuotere la testa con finto buongusto.
Da più di un anno questa ragazza lavora come un'adulta, vive come un'adulta e si confronta con gli adulti. Non potete pretendere che abbia anche la stessa freschezza che aveva un anno fa (perché lei è comunque un anno più grande) o la freschezza di una quasi quattordicenne qualsiasi e normale (che poi se a me danno meno di 18 anni, la domanda è "e dov'è finita sta freschezza delle ragazzine normali?"), ma soprattutto: quello è l'atteggiamento che le dicono e le insegnano ad avere e che è solo più pesante e palese rispetto allo stesso atteggiamento che insegnano ad avere a tutte le ragazzine.
Bisogna essere vergini porche con sguardo da cerbiatto ferito, pronte ad essere colpite dal prode e succulento cacciatore.
Quindi, ancora, fingono i buoni proposti, ma poi è quello l'atteggiamento che insegnano ancora ad assumere.
L'erotismo che le hanno imputato è solo negli occhi di chi l'ha guardata, che ancora la vuole come oggetto e giocattolo sessuale che rispecchia i suoi gusti. Anche perchè, certe affermazioni ricordano tanto, ma tanto tanto, i commenti dei pedofili che stuprano una bimba perchè: lo provocava ammiccando mentre giocava sull'altalena...
Poi pur di sputarle addosso le dicono che "si sta allontanando agli altri di Strange Things"... ma che si facciano una vita vera!
Come volevano si presentasse per essere "accettabile".
Intanto confermano solo la vecchia storia che per quanto si mescolino le carte, rimangono sempre le stesse. E no: una donna non può aspirare altro che essere un oggetto, da insultare e possedere. Rompere e buttare via.
(Questo articolo è stato scritto il 23 ottobre2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Come tutti gli abitanti di questo pianeta, siamo stati tartassati dagli "scandali sessuali" che hanno sconvolto Hollywood. Ho messo tra virgolette, perchè non era nascosto e fino a quando non c'è stato l'articolo di denuncia, era tutto normale, conosciuto e lecito.
Essenzialmente, un tizio che molestava da trent'anni le donne per farle lavorare.
Tutto questo pseudo movimento liberatorio nasce dopo un anno di ricerche che Ronan Farrow
Roman Farrow - NON COMMENTO CHE SIA UN UOMO CHE DEVE ESSERE ASCOLTATO PER UNA VIOLENZA SULLE DONNE (ANCORA UNA VOLTA)
(che per forza di cose conosce questo mondo, visto i genitori) e che ha portato alla luce qualcosa che sapevano tutti.
Il trentenne ha infatti dichiarato che per più di un anno ha raccolto testimonianze su testimonianze di celebrità che hanno denunciato (e poi taciuto a volte dopo essersi dati un prezzo) le violenze subite.
Il signor Farrow è corrispondente per la NBC, ma l'emittente ha deciso di ignorare l'inchiesta e di non pubblicare nulla e lui, ovviamente, non ha piagnucolato in un angolino bofonchiando contro i suoi capi come fosse un giornalista italiano, ma ha proposto a qualcun altro, l'emittente rivale e il New Yorker infatti non si è fatto sfuggire questa succulenta opportunità.
(sì, so che in Italia non è possibile, visto che sono tutti la stessa melma che umilia la memoria di Terzani e ha ucciso il povero (grande) Biagi buttandolo fuori perchè per dieci minuti di messa in onda, lavorava davvero e faceva lavorare davvero). Figuriamoci dei grandi corrispondenti di guerra da cui prendevano le informazioni le testate straniere negli anni '60-'70!
Ora ci sono donne che si fanno avanti con le testimonianze (elenco troppo lungo, ma ovviamente qui sotto parlerò del "caso italiano"), alcune che fanno le scandalizzate e fingono di non aver mai saputo (Meril Streep, questa non te la perdona nessuno, soprattutto per l'uscita ipocrita), altri che vanno ai ripari facendo un mea culpa (perchè in fondo Tarantino tira avanti solo con il nome che si è fatto a inizio carriera e voleva solo far parlare di sè).
Saltano però fuori racconti spettacolari, come quello sulla compianta Principessa Leila: leggenda vuole, infatti, che quando una sua amica è stata molestata dal maniaco lì sopra, lei abbia risposto mandandogli una lingua di mucca, minacciandolo (in maniera molto più delicata di come la butto io ora) di evirazione.
Ancora più sconvolgente però è stato dover stimare Cortney Love che già dodici anni fa aveva consigliato alle ragazze di rifiutare di andare a colloqui privati col produttore e non perchè lei è stata molestata (perchè lo sapeva) e sapeva di rischiare una denuncia per diffamazione, venendo comunque estromessa da molti ambienti dello spettacolo subito dopo questo. Ora, diciamocelo: il mondo non ci ha perso nulla, ma qui quindi dimostra che non si parla di meritocrazia, o talento inesistente, ma di altro. E, lo giuro: trovo assurdo che io abiti in un mondo dove devo stimare Cortney Love!
Nei fatti lo hanno subito buttato fuori da non so che consiglio supremo degli imbecilli di Hollywood, ma Roman Polansky che ha abusato di una tredicenne è ancora bellamente osannato dai più. E hanno coraggio di dire "Poverino, le hanno brutalmente ammazzato la moglie incinta mille anni fa!". Col cazzo! Povera Tate che comunque non era una sua proprietà!
No, non hanno agito per onore, orgoglio e nuova era.
Hanno agito per correre ai ripari e per salvare il salvabile.
Ora c'è il caso ITALICO (sì, perchè quando ci dimostriamo così squallidi, meritiamo di tornare indietro anche nel lessico).
Asia Argento.
Diciamocelo: non è una grande attrice. Mi vergogno pure un po' a pensare che nel mondo quando pensano ad un'attrice italiana, in molti pensano a lei. Personalmente trovo in lei sempre qualcosa di volgare e viscido, il tutto condito con una buona dose di sciatteria. Mi irrita come parla, mi irrita come recita, mi irrita la sua ipocrisia.
Parliamoci chiaro: quando lei ha fatto la santarellina perchè l'ex ha ammesso di fumare cannabis, il mio pensiero è stato, depurandolo da ogni volgarità: "parla quella che pippava con lui fino a ieri".
Capirete quindi che no, non ho una grande stima nei suoi confronti e, sinceramente, il nostro paese italico (sì, il minuscolo è APPOSTA) migliorerà soltanto se non rischiamo più di vedercela in televisione.
Però è questo il problema.
Il motivo per cui se ne va, non è perchè è talmente pessima come attrice, ma perchè altre sgallettate senza morale, nè cervello dicono che avrebbe dovuto farlo prima.
Quelle che ora chiamiamo le grandi attrici dei vecchi tempi, sono note anche per avere avuto dei figli di cui non si conosce il padre e che comunemente, tranne che in televisione, vengono chiamati "i figli del lavoro": per fare i film, la dovevano dare.
Che avessero talento oppure no, le gambe comunque dovevano aprire.
Lo hanno fatto e fingono di no.
Come gira il mondo, tutti sanno che per fare quel mestiere, devi pure fare il mestiere.
Soprattutto se vuoi farlo per essere famoso.
Niente illusioni, solo rassegnazione.
Personalmente: non avendo mai alcune velleità da attrice, non mi sono mai posta il problema. Già combatto le mie battaglie, figuriamoci se devo combattere quelle che non vengono combattute neanche da chi dovrebbe farlo: vuoi man forte? Eccomi, ma non sarò io a fare il lavoro per te.
Tornando a coloro ormai troppo vecchie per aprire le gambe e che ora vantano l'ipocrisia guadagnata di un rispetto fasullo, ora dicono "dovevi dirlo prima".
La figlia del più pavido maestro dell'horror della storia del mondo, poi, si è vendicata tirando fuori anche abusi da parte di altri italici grandi uomini del nostro cinema. Di cui non si è fatto nome.
E per fortuna che papino è sempre stato il suo maggiore sostenitore...
Ma no, non me la sento di giudicare il suo tacere sul nome. Tanto in questo paese (sì, come sopra), non avrebbe alcun valore.
Le persone dimenticano qualcosa di fondamentale. E parlo di persone, perchè non distinguo lo schifo di genere: si è persone senza considerare il sesso, ma intelligenza.
Quella che ormai manca nella maggior parte degli individui.
Non abitiamo in un mondo veramente perbene, ma perbenista e ipocrita.
Pieno di restrizioni culturali, sociali e discriminatori che vanno palesemente a sfavore del più debole.
Il problema è vivere in un mondo dove certe cose sono comunemente accettate e dove la vittima (soprattutto dalle nostre parti) è colpevole solo perchè è vittima: non ha davvero detto no, non l'ha detto troppo forte, non ha denunciato subito, non si è buttata dalla finestra pur di schivare la deflorazione, se sono molestate è solo perchè hanno dimostrato di volerlo, per come si sono vestite o per aver sorriso (come se non ci insegnassero che dobbiamo sempre sorridere - è il mantra che ci insegnano sin da piccole), come se non fosse colpa loro, quando si sa che lo stupro e l'aggressione non è un fatto legato all'altro, ma al prevalere sull'altro.
Non si stupra perchè l'altro ha provocato, ma per dominarlo, distruggerlo, sottometterlo e prevaricarlo. E' un atto di odio e non di libido.
La libido viene generata dall'odio e dal togliere la dignità all'altro e non dall'attrazione.
Non è legato alla libido, ma alla dominazione. All'esigenza di fare del male a qualcuno non perchè qualcosa manca nel tuo cervello, ma piuttosto al tuo carattere.
Si sa che la violenza è l'atto di chi è nel torto, soprattutto in una discussione. Lo stesso è per la violenza: non accetti un verbale no, costringi fisicamente al sì.
Oltre al fatto che certi tipi di violenza, sono eseguiti verso chi si pensa inferiore e quindi non meritevole di rispetto.
Peggio ancora è il luogo comune che sia "il passo che devi fare per...".
E per le donne che l'hanno subito "se l'ho fatto io..."
Concordo: una donna che non denuncia, consente a un uomo a rifare violenza, ma se tutto il modo ti dice "è la norma", alla fine ti convinci che è così e su questo non si piò fargliene una colpa.
Ci vogliono convincere che ce lo meritiamo, ma non è vero.
Come donna, ma prima ancora come PERSONA, perchè E' QUESTO CHE SONO!, non accetto l'omertà, ma ancora di più, non accetto chi accusa di omertà una donna vittima di violenze.
Perchè sono proprio queste accuse che rendono difficili le denunce.
Poi non solo si colpevolizza la vittima, ma si dice che è tutta una messa in scena.
Da noi gli stupratori diventano eroi, come là, se sono abbastanza ricchi, vanno in clinica. In clinica e additati come malati, qui nel paese degli italici succede quando cocainmani e pippaioli del Jet Set, si fanno scoprire in festini con transessuali a base di coca, e altre sostanze (tutti gli altri sono dei drogati di merda).
Che poi forse nei suoi confronti io ho la stessa reazione che in molti hanno nei miei confronti. Con il mio corpo esile, il mio faccino infantile e i miei capelli lunghi (e perchè no, anche gli occhiali), chissà perchè gli uomini pensano sempre di potermi prevaricare fisicamente, moralmente e intellettualmente. E io devo sempre capire e pure ringraziare. E sono una stronza quando mando a 'fanculo.
Perchè per quanto Asia Argento non mi piaccia, mi piace ancor meno chi l'accusa.
Che se ne vada e, per favore: che si porti dietro pure tutti gli altri.
(Questo articolo è stato scritto il 03 aprile 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Giudice Minucci,
È da qualche giorno che tento di capacitarmi come è possibile una cosa del genere, lo sa? In effetti succede tutte le volte che sento parlare di una cosa del genere, ma al momento il programma su cui sto lavorando è bloccato e quindi scrivo ora, che poi, non devo mica giustificarmi per avere ragione. In fondo dovrei farci il callo: sei già stata picchiata da tuo marito? Allora non c’è reato, lo sostengono i giudici a Genova. Chiessene frega degli studi sulla violenza di genere, su quella domestica e sulle loro vittime. I giudici ne sanno di più e ne sanno meglio.
Ma lei non è di genova, Giudice, lei è di Torino ha ragione.
Io mi senti indignata come persona e come essere umano prima che come donna.
In Svezia, è vero, la vittima di studio che non presenta lividi non è vittima di stupro, ma le donne svedesi stanno combattendo una lotta d'opinione per cambiare questa legge e sono sicura che non ci metteranno molto a vincerla. In Svezia c’è un così basso tasso di violenza sulle donne che per loro le punizioni sono meno severe. Per noi le punizioni non ci sono per gli stupratori, perché giudici come lei, Minucci, che danno loro ragione.
Dire “Basta” a quanto pare per lei non è abbastanza. Bisogna chiedere aiuto e urlare. La prego, giudicem scriva “il manuale di chi subisce uno stupro” così quando capiterà nuovamente (e sappiamo che è già successo dalla sua sentenza fino ad oggi, ma loro le tralasciamo perché non avevano le sue direttive) a una donna di subire violenza saprà come comportarsi. Sa vero che dovrebbe bastare? Quel basta? E dire che ha studiato molto per diventare giudice, come fa a essere così ignorante?
Non usi la scusa dei sui colleghi, giudice, sappiamo tutti che la misoginia tra quelli della sua categoria hanno permesso più stupri, omicidi e violenza di genere che impedirli anche solo liberando gli aguzzini perché non erano un pericolo. E immagino ne andiate tutti molto orgogliosi.
Che poi io sono tremendamente ignorante dell’emotività femminile e nella lingua italiana, pur essendo io donna e italiana, ma quando leggo che le motivazioni sono date dal fatto che lei avrebbe tradito quell’emotività che pur doveva suscitare in lei la violazione della sua persona… io lo ammetto: non lo capisco. Che significa?
Si sa che voi persone di legge siete come i giornalisti: parlate pomposo e male per non dire niente, ma magari se dice a una donna stuprata che se l’è cercata perché non ha fatto abbastanza, dovrebbe dirlo meglio.
Oltre il danno, la beffa: la vittima di stupro deve pure subire un’accusa di calunnia. E lei, Giudice? Lei sarà così orgogliosa della sua persona e della sua toga, che interpreta in maniera arbitraria le legge e decide come devono comportarsi le donne. Già che ci siamo, andiamo dal Papa e dirgli di toglierci l'anima, non l'abbiamo avuta per così tanti secoli! Non ci serve più!
E lei, Giudice Minucci, sicuramente si è sentita un vero Giudice della nostra amata repubblica, dopo quella sentenza. Sono molto felice per lei. Non mi chiedo neanche come fa a dormire la notte, o guardarsi allo specchio, Giudice: sappiamo entrambe che lo fa benissimo. Perché questo non è di certo il paese di William Murray.
Lei, Giudice, smetta di guardate la televisione e cominci a guardare la vita vera. E si ricordi: anche il suo è stato uno stupro. Ha stuprato la dignità stessa di tutte le persone e tutte le donne. Avvalorare tesi come la sua sono un insulto dei Nostri Tempi, del Nostro Paese e della Libertà e Dignità umana. Ma immagino che i giudici del suo calibro amino follemente poter decidere del corpo di una persona.
Poi ci si chiede perché le scrivono quelle cose sui muri...
Finchè ci saranno persone come lei.
Avrà capito, Giudice, che a me non interessa il suo sesso. Interessa il suo ruolo. E non mi interessa di che sesso sono io, perchè IO sono una Persona. E non piagnucoli perchè la trattano male, se lei non avesse protetto gli stupratori. Si ricordi: non serve dire basta. Ma lei immagino abbia anche il culo parato per poter fare la voce grossa.
(Questo articolo è stato scritto il 01 luglio 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Non farò la guerra al paese più misogino e quello meno in Europa. Ci sono troppi dati da contare che spesso non vengono mia davvero diffusi per essere distorti e, soprattutto, molte donne non ammettono neanche a se stesse di aver subito un reato, figuriamoci a terzi.
L'Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) ha condotto un'indagine che prendeva quarantaduemila (42.000) donne provenienti un egual modo da tutti i 28 paesi.
Si evince che, in Europa, una donna su tre subisce abusi. Parliamo di sessantadue milioni (62.000.000) di donne.
Una donna su cinque invece subisce violenza domestica.
Solo il 13% di loro ha però sporto denuncia se questo è il proprio partner o un altro uomo.
Una donna su venti ha subito uno stupro.
Dall'indagine, comunque, si avvince che sì, le donne subiscono violenza anche da altre donne, ma il numero risulta irrilevante rispetto all'azione maschile che rende praticamente inesistente quella cifra.
Il problema è l'ammissione in sé della violenza.
Spesso se un uomo dice ridendo insulti o denigrazioni, noi donne lo accettiamo come se fosse un dazio da pagare.
Approcci sgradevoli come uno scotto tollerabile per essere accettate.
La stessa paura di rimanere sole è alla base di denunce mancate e di non accettazione della realtà.
Ci hanno insegnato che senza l'accettazione maschile non possiamo vivere.
Non lasciamo perché essere una donna sola è peggio di essere una donna picchiata dal proprio partner.
Almeno così ci insegna la nostra cultura progressista europea: anche la ministro bavarese Ilse Aigner che subisce ingiustizie perchè non ha un partner, perchè anche solo l'idea di una donna single rimane un abominio agli occhi di molti.
Figuriamoci qui da noi...
Non c'è infatti solo la paura delle critiche (spauracchio di base per le mancate denunce) o per le denigrazioni di vario genere, ma soprattutto la paura del rimanere sole.
Magari senza casa o senza alcun tipo di sussistenza.
A volte si ha paura di perdere anche il lavoro che non è necessariamente legato all'uomo che ne abusa.
Un tempo si voleva definire la violenza sulle donne come legato all'odio razziale, perché non guarda solo il trattamento di un'altra persona, ma perchè prende il 50% della popolazione mondiale come oggetto di discriminazione, odio e ghettizzazione.
Ma si sa, non siamo così importanti.
Poi c'è la coscienza che tanto le autorità non fanno nulla, essere umiliate anche in questo modo, quando ti dicono che c'è un maniale per la donna maltrattata e se non rientri in quegli standard allora non è vero.
A volte è davvero troppo da sopportare. Anzi, lo è di sicuro, per qualunque essere umano.
Perché per quanto dicano no al burca, mentono e ancora ci vogliono pie relegate in casa e uscire solo col permesso e ben coperte.
Senza desideri, aspirazioni e appetiti.
E intanto sale il numero delle vittime di odio da parte di uomini.
(Questo articolo è stato scritto il 16 marzo 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Qualche giorno fa è apparso online il resoconto di un signore, tale Martin Schneider, che raccontava di come fosse stato orribile il trattamento che lui ha subito nel momento in cui i suoi collaboratori hanno pensato che fosse donna.
Un genio.
Ma andiamo con ordine. Martin lavora in un’agenzia interinale e ha una collega con cui si smezza il lavoro, Nicol Hallberg. Per quanto, sicuramente, le stesse simpatica, ma non aveva un’altissima opinione di lei come collaboratrice. Perché? Beh, se il tuo capo (che anagraficamente era un loro coetaneo e quindi sicuramente - notate l'ironia please - non era un misogino e le cose non se le inventava) si lamenta di lei dicendo che è troppo lenta, mentre tu sei ineccepibile, beh! Magari ha tutte le ragioni per non averla.
La vita di Martin era tranquilla e il suo lavoro gli andava bene, fino a quando un giorno, non gli capita di ricevere scorbutiche risposte da un cliente che gli contesta tutto. A lui? Impossibile!! E infatti, si accorge che l’email ufficialmente non è stata mandata da lui, ma dalla collega.Lui allora, risponde che è Martin. Il cliente quindi muta immediatamente i toni. Immagino si scusi pure, ma comunque… trovo interessante che lui deduca subito che il motivo dell’astio del cliente sia dato che era lei e non lui a mandare l’email…
Probabilmente poi, i due hanno parlato e, immaginando il dialogo tra i due, lui si è sicuramente sentito piccato dall’accondiscendenza del sorriso della collega sull’ipocrisia del “non sapevo”. Soprattutto quando lui le chiede “Ma succede tutte le volte?” e lei risponde “Beh, non tutte le volte, ma sì. Spesso”.
Da qui lo scambio di identità. Almeno per quel che riguarda quella digitale. Mi immagino anche come sia successo. Lui che risponde “Non ci credo, magari stai antipatica solo a lui” e lei “vuoi provare?”.
Il risultato? Per lui (solo per lui, dubito per lei) fu qualcosa di stupefacente. Nei fatti dopo una settimana piagnucola in un angolo perché ogni cosa che viene da lui chiesta o proposta viene criticata (e bocciata). Più di tutto ha notato il tono accondiscendente come se fosse la povera bambina fiammiferaia delle storie di due secoli fa, fino alle avance di uno di loro.
Lei? Ah! Lei non è stata così facile (perchè non è più produttiva, è più facile).
Alla fine lui rimane sconvolto e lei ha l’ennesima conferma della solita solfa: per un uomo è più facile. Non perché lui sia più bravo, ma perché a lei le cose le complicano apposta e solo perché è donna.
Nei fatti lei nei resoconti aggiunge anche la storia vera, quella fisica, che il signor Martin ovviamente né ha visto, né ha voluto vedere. Sapeva solo che per il suo capo era lenta, non vedeva i commenti e le battute sessiste che le indirizzava concludendo che si chiedeva (un po’ ipocritamente, perché non è una questione lavorativa e lo sa) cosa ci guadagnasse il loro capo a farlo e a negare l’esistenza del suo sessismo. Non solo da parte sua, ma anche dai clienti: in fondo per una settimana si sono comportati male con lui perchè avevano la luna storta, mica perchè faceva la collega.
Lei rammenta nache altri adorabili aneddoti del loro capo, ma non sono importanti, visto che l’articolo in Italia è stato pubblicato da un uomo e in fondo concorderò con quei commenti.
Quando lei chiese come era Marty, lo definiva “un bravo scrittore, ma troppo emotivo, era un po’ una ragazza”. Lei si era stupita: lo vai a dire all’unica ragazza, capisci che nota la discriminante? È come dire: si è dire “è bravino in matematica, ma non abbastanza, strano perché è cinese” o “è bravo nello sport, ma è lento nella corsa, strano perché è senegalese”, “uccidiamo tutti quelli con gli occhiali: sono intallettuali”… e queste sono in positivo. Non ho voglia di essere particolarmente volgare, quindi non dirò altre uscite razziste, ma si sa, io non darei mai il mio gatto in affidamento a un vicentino. Comunque lui capisce la gaffe e non la ritira come sbagliata, ma solo che era detta alla persona sbagliata. Lei però i conti li sa fare. Nei fatti già all’assunzione si era sentita dire “Non pensavo di assumere college femmine, ma sono felice di averlo fatto. Mi hai colpito”. Perché le idee del testosterone sono migliori, si sa. Ma lei non si scompone e commenta “E allora perché non assumente tutte donne?” la sua risposta? Non voleva perdere la bella atmosfera.
Nei fatti il caro Martin seguiva l’andazzo e ignorava le parole della ragazza, fino a quando lei non lo ha preso di petto e non gli ha detto di smetterla. E lui, l’ha fatto. Quindi almeno uno sapeva di essere palesemente a torto, aggiungo io. Ma qui conferma la mia ipotesi detta poco sopra.
Nicole sa solo di essere felice che ora, dove lavora (perché sì, ha cambiato lavoro) non deve essere sempre sotto attacco.
Ora parliamo di numeri.
Perché questo resoconto, che io fatto riprendendo un articolo del corriere della sera, è un resoconto di stampo… anglosassone? Angloamericano? Beh, diciamo di un mondo dove è più facile cambiare lavoro, per mentalità e opportunità. Perchè lo sappiamo no? Franca Viola non era coraggiosa e ammirevole, quando rifiutava di sposare il suo stupratore. Il coraggioso era l'uomo che l'ha sposa, Giuseppe Ruisi, che sposa una svergognata (che comunque le disse la cosa che vorrebbero sentire tutte le donne "Meglio vivere dieci anni con te, che tutta la vita con un'altra" a memoria che qualche uomo degno di nota, c'è!).
Qui le donne la maggior parte delle volte se lo devono tenere, anche solo per il terrore di non avere altre possibilità. Oltre al fatto che a trent’anni non ti assumono perché vuoi avere figli, come se loro prima di te sentissero il tuo utero urlare di voler ospitare vita e a ventisei anni ti dicono che, se poi vuoi sposarti e avere figli, la distanza tra casa tua e il lavoro sarebbe per te un problema (cose veramente avvenute).
I numeri dicono che lo stipendio di un non laureato maschio è del 10% superiore di un non laureato di sesso femminile. Se c’è una laurea di mezzo, ironicamente il divario è superiore (nonostante la cultura e il sapere che sia semplicemente ignobile): arriviamo al 36%. E sono valori di media.
Ma si sa, se sei laureata, hai ventisei anni, vorrai sposarti e avere figli. Anzi, devi farlo. Se no che donna sei? Che ci stai a fare al mondo?
Perchè lo sappiamo, in Italia le avrebbero detto: "Te la sei cercata, a conciarti così".
Perchè sì, ora faccio meme pure io. E questa mi piace.
E anche perchè una femminista sa che se non combatte per difendere la dignità e tutte le persone, non ci sarà mai libertà e non ci sarà mai la necessità di non esserlo.
Io lavoro nel mio piccolo, non faccio gesti plateali ma la mia voce, lo so, non è sola. E per fortuna c'è chi fa anche da megafono ai miei pensieri, anche quelli non detti.
Whoa, oh, yeah
She was so young with such innocent eyes
She always dreamt of a fairytale life
And all the things your money can't buy
She thought that he was a wonderful guy
Then, suddenly, things seemed to change
It was the moment she took on his name
He took his anger out on her face
She kept all of her pain locked away
Oh mother, we're stronger
From all of the tears you have shed
Oh mother, don't look back
'Cause he'll never hurt us again
So, mother, I thank you
For all you've done and still do
You got me, I got you
Together we always pull through
We always pull through
We always pull through
Oh mother, oh mother, oh mother
It was the day that he turned on his kids
That she knew she just had to leave him
So many voices inside of her head
Saying over and over and over
'You deserve much more than this.'
She was so sick of believing the lies and trying to hide
Covering the cuts and bruises (cuts and bruises)
So tired of defending her life; she could have died
Fighting for the lives of her children
Oh mother, we're stronger
From all of the tears you have shed (all of the tears you have shed)
Oh mother, don't look back
'Cause he'll never hurt us again (He'll never hurt us again)
So, mother, I thank you (thank you)
For all that you've done and still do (still do)
You got me, I got you
(Yeah, you got me, and I got you)
Together we always pull through
Oh mother, oh mother, oh mother
All of your life you have spent
Burying hurt and regret
But, mama, he'll never touch us again
For every time he tried to break you down
Just remember who's still around
It's over, and we're stronger
And we'll never have to go back again
Oh mother, we're stronger
From all of the tears you have shed
Oh mother, don't look back (Oh mother, don't look back again)
'Cause he'll never hurt us again 'Cause he'll never hurt us again)
So, mother, I thank you (And I thank you for everything you've done)
For all that you've done and still do (Together we always move on)
You got me, I got you (You got me, I got you)
Together we always pull through (always pull through)
We always pull through
We always pull through
I love you, mom
Whoa, oh sì
Era così giovane con occhi così innocenti
Ha sempre sognato una vita da favola
E tutte le cose che i tuoi soldi non possono comprare
Pensava che fosse un ragazzo meraviglioso
Poi, improvvisamente, le cose sembrarono cambiare
Fu il momento in cui assunse il suo nome
Lei prese la sua rabbia sul viso
Ha tenuto chiuso tutto il suo dolore
Oh mamma, siamo più forti
Da tutte le lacrime che hai versato
Oh mamma, non guardare indietro
Perché non ci farà più del male
Quindi, mamma, ti ringrazio
Per tutto quello che hai fatto e ancora fai
Me l'hai detto, te l'ho detto
Insieme ci facciamo strada sempre
Ce la facciamo sempre
Ce la faremo sempre
Oh mamma, oh mamma, oh mamma
È stato il giorno in cui si è rivoltato contro i suoi figli
Che sapeva che doveva solo lasciarlo
Così tante voci dentro la sua testa
Dicendo ancora e ancora e ancora
"Ti meriti molto più di questo."
Era così stanca di credere alle bugie e di cercare di nascondersi
Coprendo tagli e contusioni (tagli e contusioni)
Così stanca di difendere la sua vita; sarebbe potuta morire
Combattendo per la vita dei suoi figli
Oh mamma, siamo più forti
Da tutte le lacrime che hai versato (tutte le lacrime che hai versato)
Oh mamma, non guardare indietro
Perché non ci farà più del male (Non ci farà più del male)
Quindi, mamma, ti ringrazio (grazie)
Per tutto quello che hai fatto e fai ancora
Me l'hai detto, te l'ho detto
(Sì, tu hai me e io te)
Insieme ci faremo sempre strada
Oh mamma, oh mamma, oh mamma
Tutta la vita che hai trascorso
a seppellire dolori e rimpianti
Ma, mamma, non ci toccherà mai più
Per ogni volta che ha cercato di farti cadere
Ricorda solo chi c'è ancora
È finita e siamo più forti
E non dovremo mai più tornare indietro
Oh mamma, siamo più forti
Da tutte le lacrime che hai versato
Oh madre, non guardare indietro (Oh madre, non guardare indietro)
Perché non ci farà più del male (Perché non ci farà più del male)
Quindi, mamma, ti ringrazio (e ti ringrazio per tutto quello che hai fatto)
Per tutto quello che hai fatto e ancora fai (Insieme andiamo sempre avanti)
Tu hai me, io ho te (tu hai me, io ho te)
Insieme ce la facciamo sempre (ce la facciamo sempre)
Ce la faremo sempre
Ce la faremo sempre
Ti voglio bene, mamma
Non c'è molto da dire, la storia la si legge da sé e da quando è uscita, si sa che parla dell'infanzia della Aguilera.
Decisamente, è una canzone che parla da sola.
(Questo articolo è stato scritto il 2 febbraio 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Credo sinceramente che ci siano note e informazioni che in questo periodo non possono che colpire il lettore.
Perchè tra le manifestazioniamericane contro il proprio presidente, manifestazioni che non stanno cambiando le cose, ma almeno fanno esprimere le proprie opinioni (non come noi) e che li rende degni di rispetto per l'amore che dimostrano per quello in cui credono o che dicono di credere (ma lameno non si lamentano soltanto nascosti in casa), ci sono innumerevoli storie che non fanno altro che far pensare.
Ci sono Ray Johnstone che non vuole farsi abbattere dalla solitudine e dalla vecchiaia e che cerca dei nuovi compagni di pesca. Ha provato con Facebook, ma non ha ricevuto risposta, ma non si è arreso e ha messo un annuncio su Gumtree (sito popolare per gli annunci in Australia), sotto la dicitura "usato", il che denota anche un certo senso dello humor. Un annuncio che ha avuto migliaia di riscontri, dai vicini di casa e da persone anche più lontane, olre a imbarcazioni che lo vogliono ospitare sulla loro barca. Ancora ricordo amarmanete il vecchio romano che chiedeva di fare il nonno a una famiglia (e piangeva per la sua solitudine) e che poi ha finito per derubarla, ma mi consolo e credo ci sia ancora speranza nel mondo.
Un mondo sommerso che riemeprge, un po' come quello che dicono di aver trovato grazie alle rocce vulcaniche sulle isole Mauritius, che ancora permettono di sognare mondi nuovi senza cercarli fuori dal sistema solare, probabilmente soprattutto per le vittime di abusi in famiglia nel grande Stato/Continente che è la Russia, dove a quanto pare hanno rimosso dal codice penale russo il reato di "percosse in famiglia", declassandolo a illecito amministrativo, punibile con un'ammenda ridicola con un arresto altrettanto ridicolo. Un po' come il fondatore della Jingbei Investiment che denota solo di odiare e aver paura delle donne, non di avere ragione, a dimostrazione che il mondo arretrato è ovunque e in qualunque ceto sociale. In fondo si sa, di schifosi imbecilli ne è pieno il mondo ed è così pieno che comandano e impediscono al mondo di evolvere... poi ci si chiede perché dalla Cina scappano tutti.
Finiamo con il piangere in modi diversi le nostre amiche: Nadia Pulvirenti, che muore a 25 (venticinque) anni mentre svolgeva il suo lavoro di riabilitatrice spichiatrica e che è stata accoltellata dal suo paziente e mentre sdrammatizzano dicendo "sapeva i rischi che correva", quando in certe strutture dovrebbero stare attenti e no, non te lo devi aspettare, i suoi familiari chiedono al suo spirito di aiutarli a imparare a perdonare. Perché il perdono non è qualcosa che di lungo e tortuoso, qualcosa che è personale e che nel perbenismo buonista dei nostri giorni è del tutto abusato dando sempre ragione al male e mai alla vittima di quel male. Se la si smettesse di farla così facile con l'idea di perdonare e ci si interessasse di più di star vicino a chi soffre... magari Fabio di Lello non avrebbe ucciso l'assassino di sua moglie, non avrebbe passato questi mesi struggendosi dell'amore che tutti sogniamo di avere e che lui ha perduto, perchè forse avremmo più fiducia della giustizia. Anche se, lo so, in Italia è una parola vuota.
E concludo con la felicità degli animalisti, dove i falchi viaggiano in aereo meglio delle persone normali. Basta avere i soldi.
(Questo articolo è stato scritto il 25 settembre 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
L’autoproclamazione di dio e l’autocelebrazione del maschio non mi sorprende.
Purtroppo sta diventando un problema: non sorprendendosi più di qualcosa non ci si indigna più e se non ci si indigna più… si manda tutto a puttane.
Questa volta andiamo in provincia di Brescia a Borgosatollo.
Infame (così chiameremo il quarantaduenne in questione) è l’esempio eclatante di tanti infami del mondo.
Infame era solito picchiare la moglie, tanto che se cerchi online parlano di “abitudine a risolvere diatribe coniugali”. Nessuno se ne preoccupa quindi e tutto sarebbe andato tutto bene (il che è davvero tutto dire) se non fosse stato che il 25 agosto scorso era stato particolarmente violento arrivando a fratturarle uno zigomo e l’ha segregata in casa. Donna (così chiamo ora la vittima trentaquattrenne) si è quindi ridotta a un’apatica creatura pronta ad accettare tutto pur di non subire ulteriori maltrattamenti: le aggressioni infatti come la maggior parte delle volte in questi casi, avviva per le questioni più banali.
Un vero Infame, non c’è che dire. Anche perché Donna, da quando Infame aveva perso il lavoro, si occupava di tutto in casa. L’inutilità di Infame come essere umano quindi sembra volersi giustificare dalla sua sensazione di non essere più il capo del mondo e per rilassarsi menava la compagna.
Futili motivi è infatti segnalato anche nel rapporto dei Carabinieri di San Zeno dopo che questi sono intervenuti.
Il là ai tutori dell’ordine è stata data da una segnalazione di un conoscente (che chiamerò Uomo) della coppia che era venuto a conoscenza della cosa si è comportato come una vera persona e ha deciso di informarli sui fatti dopo che Infame lo ha messo a conoscenza delle sue azioni.
Infame, infatti, aveva condiviso la cosa con Uomo e altri amici (anche colleghi di Donna), vantandosi addirittura di avere delle prove della violenza e si è procurato dei trofei come ogni bravo Serial Infame fotografandole le ferite, mandandole poi condividendole con gli amici.
Donna, raggiunta dai Carabinieri, ha quindi raccontato e dato un senso alla ricostruzione dei fatti e ha formalizzato la denuncia contro Infame che è stato arrestato ed è finito in carcere e lì sta in attesa del processo, dove dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia, lesioni e sequestro di PERSONA (perché sì, non illudetevi, anche le donne sono persone).
Ci sono delle domande però che non possono che non assillare la mia mente.
Uomo ha denunciato. Secondo i dati non era la prima volta che dava in giro le fotografie della sue Infamità, ma non c’è molto da chiedersi, se è vero, perché non l’ha fatto prima o perché non è intervenuto: l’intervento lo avrebbe reso passibile lui stesso di denuncia e l’altro può essere passato dall’essere convinto a uno scherzo, per poi essere turbato fino a prendere la decisione di intervenire e al diavolo se gli dicevano che non poteva farlo (capita anche questo in Italia).
Ma gli altri?
Io di mio li denuncerei tutti per concorso in aggressione e rapimento.
(Questo articolo è stato scritto il 16 settembre 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Come tanti altri siti, io pure cado nel clichè di parlare della violenza telematica perpetrata ai danni di DONNE.
La prima a una mia coetanea (quindi sento una connessione emotiva data dal "potrei essere io") che umiliata per gli insulti subiti si è ridotta a trovare rifugio nell'atto più estremo.
La seconda è invece solo una diciassettenne (e qui arriva l'istinto di protezione: "potrebbe essere mia nipote") e quindi potrei dire che donna ancora non è, è poco più di una giovane ragazza, tra qualche anno la considererò praticamente una bambina (quando mia nipote, appunto, avrà quell'età).
Tutto poi è considerare la questione di una violenza data dal (mal) costume italico e un'altra che ha l'aggravante di quella fisica.
Qui infatti parlo dello sharing: la condivisione a terzi di immagini che non sono tue.
La questione è lo sharing: hai chiesto il permesso di diffusione? No. Allora non lo diffondi.
Io per prima ho ricevuto un filmato di un ragazzo che per salvare un albero ci è salito, fermando il traffico (la persona che poi mi ha inviato il link, oltre a conoscerlo, era una di quelle che si è ritrovato nella via del fatto ferma in macchina).
Personalmente, visto che le sue azioni (dettate da ottime intezioni) hanno portato a far muovere qualcosa, prima dell'arrivo degli articoli online volevo pubblicarlo io con tanto di video.
Non l'ho fatto.
Perchè? Perchè volevo che si vedesse quel video, volevo caricarlo e diffonderlo. Non fare un altro articolo così, per mettere una pagina in più.
Quindi ho chiesto se potevo farlo e mi è stato detto di no.
Il video mi era stato passato su whatsapp perchè io non avevo facebook (dove mi avevano detto che stava diventando praticamente virale tra i concittadini) ed era un video che testimoniava l'operato (o meglio il non operato) dell'amministrazione pubblica e dello scempio botanico conseguente e che voleva far smuovere le acque, cosa che era già successa prima del mio articolo: il protagonista del video è stato convocato in comune (e vedremo come finirà). Ed era una cosa che fa dire "avrei voluto farlo io", quando guardi quel video.
Non era qualcosa che sapevo che, una volta pubblicata, avrebbe umiliato il soggetto ,sapendo che sarebbe stato deriso, ma comunque ho chiesto il consenso.
Ho chiesto anche quello di diffonderlo su whatsapp, tra l'altro.
Non serve un genio, non serve neanche essere una buona persona.
Basta essere una persona.
La prima vittima dello sharing negativo è Tiziana.
Lei è una normalissima ragazza di trentun'anni che ha fatto quello che in molt fanno, ma che nessuno dice di fare ammantandosi dello stesso onore degli ipocriti: un sex tape.
Adesso, sappiamo tutti che l'idea di essere attorni porno (o dotati come attori porno) piace al 99,9% degli uomini, se no non avrebbero fatto un reality show con il signor Siffredi e, soprattutto, non conosceremmo mai il nome di Rocco Siffredi. Il signore in questione poi viene ammantanto dalla gloria che si danno agli attori del grande cinema e ai calciatori, mentre una corrispondente femminile vive inondata di volgari risatine della serie "so che ti piace, viziosa" (geni, vi svelo un segreto: se il sesso non piacesse alle donne, ci saremmo già estinti).
Che poi è vero: la donna media non è entusiasta di farli, ma li fa e solo per far contento l'imbecille con cui hanno una relazione, come se la propria opinione non fosse importante. Ci sono poi quelle che lo fanno volontariamente perchè trovano la cosa deliziosamente erotica.
E, vaffanculo, ci sta: se l'idea piace a un uomo, perchè non dovrebbe piacere a una donna?
Sai cosa ti dico bigotto vizioso?
Il problema, nei fatti, è stata la condivisione del video che è finito sul web con tanto di nome e cognome e gli insulti pesanti che ne sono arrivati.
Iporcrite mezze seghe, evitate i finti perbenismi del vademecum di come si dovrebbe comportare una donna, che avete rotto, che siate uomini o donne non m'interessa: dovete finirla, perchè solo perchè non vi piace quello che vedete quando vi guardate allo specchio e nessuno lo farebbe con voi, non vuol dire che dovete vomitare la merda che avete dentro agli altri.Italiano medio? Non sei lo stallone che il resto del mondo ancora pensa che tu sia, sei solo una eiaculazione sempre più precoce, piuttosto.
Ora. Sua madre dice che la figlia era "plagiata" altimenti non l'avrebbe mai fatto.
Perchè, appunto, per compiacere l'italiano medio si torna all'idea che "una brava ragazza (come sicuramente era lei e qui non si mette in discussione) non l'avrebbe mai fatto".
La domanda è? Perchè no?
Era il suo ragazzo, quello? Sì? Bene.
Era un ragazzo che gli piaceva e basta? Sì? Bene.
Non c'è stato il suo consenso di metterli online? No? Male.
Antonio Iacuzio
Enrico Iacuzio
Christian Rollo
Antonio Villano
Fate schifo.
Immagino che le vostre vite fallite vi abbiano dato soddisfazione solo in quel momento, quando sapevate di stare per rovinare la vita a una donna.
Non usate la mia morale contro di me: sappiamo già che io non l'avrei fatto non perchè non lo doveva fare lei, ma perchè non era da fare. Il sistema morale attuale in Italia è tale per cui
E perchè non ci sono gli altri nomi?
Punto.
Sapevi perfettamente che la cosa avrebbe leso moralmente quella Persona e hai scientemente deciso di farlo.
E' uno stupro.
Giudice che le ha detto che deve pagare lei?
Devono indagare anche te, lo sai, vero?
Sai che non sarebbe stata lei a dover pagare, ma piuttosto il sito che non aveva il consenso firmato dei soggetti dell'opera?
E/o chi ha messo il video sapendo di non averli?
Non ci vuole essere un bravo giudice per saperlo.
E ti paghiamo con le nostre tasse?
Ma non ti vergogni?
Sei fortunato che non so il tuo nome, se no riempirei il web col tuo nome con l'accusa della misoginia e dell'assoluto arbitrio e abuso che fai del tuo ruolo per avvalorare tesi assurde e anticostituzionali.
Fai schifo.
Come e quanto loro.
Ti sei divertito?
Immagino di sì. Voglio il tuo licenziamento e la radiazione dall'albo se esiste un albo dei giudici.
I giornalisti dicono "ma pensavamo fosse una che voleva farsi pubblicità"?
No, davvero, questa come la posso commentare se non con la speranza che vi venga almeno un attacco di diarrea verde (e che quindi vi cloniate in questo modo)?
No, davvero, e poi rendete impossibile diventare giornalisti se non si ha fatto cosa? L'università per i falliti?
Che poi non finisce qui, ovviamente.
Ma mi permetto solo di dire una cosa (forse solo una) sulla questione di Tiziana: Selvaggia Luccarelli, sei una signora. Io ad Antonio Leaf Foglia avrei non solo augurato quello che lui e vorrei ricordare anche che la Filarmmonica di Salerno che hanno tutti i presupposti per un licenziamento (non so se definito per giusta causa) in quanto la sua pubblica appartenenza alla loro società e la lesione che le sue azioni hanno fatto alla reputazione di questa, darebbero un buon motivo per farlo.
Ma si sa... è un uomo, quindi come al solito si salva.
E ora passiamo all'anonima ragazza di 17 anni.
Immagini che i giornalisti ci stanno male a non poter dire il loro nome, sospirarlo con piacere mentre raccontano la sua tragica storia.
Persona, così la chiamerò io, ha subito violenza qualche giorno fa in una serata in discoteca.
Che questo genere di cose non sia una novità è fin troppo ovvio dirlo.
Che si stiano chiedendo se lei avesse bevuto troppo o cosa pure, come se questo giustificasse la cosa.
Immagino che per voi Esseri Immondi, bere qualcosa di più vuol dire "Stuprami".
Perchè lo sappiamo no, di chi è davvero la colpa? Stupratore (che a quanto si dice è un ventun'enne albanese) aveva tutti i diritti, no?
Ma lo notate il disgusto che suscitate a un individuo normale?
Mentre le ultime novità vogliono che Stupratore le abbia fatti visita nei giorni successivi all'aggressione sessuale per essere sicuro che non si ricordasse nulla, cosa che non è allarmante, è decisamente agghiacciante, ma che ironicamente non risulta così stridente come per l'altro fatto.
Le amiche hanno filmato e condiviso.
Le amiche di lei, non di lui.
Il mondo alienante dove viviamo ha fatto questo alle diciassettenni d'oggi?
Perchè ancora oggi io mi crogiolavo nell'illusione che questo servizio delle iene ancora funzionasse a distanza di 5 anni (cosa volete che vi dica, forse sono solo un'eterna ottimista ben nascosta), mi arriva questa coltellata. Non immagino (perchè non ce la posso nè voglio farlo) come si senta lei.
Orribile, Mostro, Immonda, Lurida, Fallita sono le cosiddette amiche di Persona sono così coscienti e consapevoli (quindi non ubriache) da filmare tutto e passarsi il video su whatsapp.
Video che arriverà il giorno dopo anche a Persona.
La brava e bella Orribile, autore del video, affermerà poi: Ero ubriaca anch'io e non sapevo cosa stesse succedendo lì dentro. la porta comunque era chiusa.
Ok, va bene, Orribile. Ci voglio credere (ma questo lo diranno le inquadrature che hai fatto se sono davvero così poco inquadranti) ma poi cosa fai? Lo diffondi?
E quella sera? Quando l'hai vista? Cosa hai fatto? Un applauso?
Giusto per la cronaca: lo sai che per lo meno sei imputabile di diffusione di materiale pedopornografico (ancora l'anagrafe non mente)? Lasciando perdere tutto il resto: ovvero che sei palesemente complice di uno stupro? Pechè non eri così poco lucida da capire cosa stava succedendo, quindi hai avvalorato l'azione di Stupratore.
Va bene, no. Abbiamo capito: in quel momento non avevi capito cosa succedeva...
Come no.
Tu, Mostro, Immonda, Lurida e Fallita non l'avete capito.
Ma appena avete visto, subito ve lo passate e lo passate agli amici.
Questo sì che è essere delle grandi.
Ah, se eravate di più, ditemelo: ho altri epiteti che si addicono benissimo a ognuna di voi.
Concludo con Jo Squillo.
Perchè?
Perchè questa subrettina inutile e mediocre che ha fatto strada solo grazie all'amichetto di allora e che ha portato nelle televisioni italiane la versione patinata del punk nostrano (io sto col Marco Philopat di allora, per intenderci) ha pubblicato un video che lei ora di dice "di denuncia per la situazione orribile che le donne italiane vivevano in quegli anni, dove non potevano girare - da sole - in metropolitana a milano", ma che in molti video si vede fin troppo contenta di essere in tv, per non essere (nel testo e nell'espressione esaltata che ha in molti live dell'epoca) un'espressione estremamente concorde dell'idea che ormai sembra che gli italiani abbiano sullo stupro.
(Questo articolo è stato scritto il 02 Settembre 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Tempo fa delle donne, seguendo come cagnoline uno degli uomini politici più ignoranti e inutili d'Italia, la cui misoginia fa rabbrividire il buon gusto e che purtroppo rappresenta come siamo messe male nel nostro Paese (no, non sto parlando di Grillo, strano eh?), hanno indetto uno slogan che diceva "La Boldrini non ci rappresenta". Seguendo lo stesso filone, l'Espresso ha fatto il verso ai film di bassa lega che ormai produciamo in Italia che che mostrano come dovremmo essere e come non dovremmo essere noi italiane (ma anche le straniere) e ha dato delle bambinate la replica (pure nemmeno brutta) della Boldrini ha qualcuno che probabilmente non si guarda in faccia, o vomiterebbe) come una bambinata, forse perchè bisogna essere grassi vecchi e bavosi, fare movimenti con la mano tenendola bassa vicino alla cintura facendo strane facce oppure vomitare insulti orgogliosi di essere più maschi di Mussolini.
Nei fatti io ci penserei un attimo a definire auorevole Denis Pardo, quanto più il suicidio dell'autostima delle donne... che poi se mi dicono che Boldrini è un'anomalia della cattedra istituzionale (e più in generale in politica) di cui è investita, signori, tanto di guadagnato per l'Italia.
Io ho taciuto per tanto tempo sull'argomento e ora credo di poter dire la mia.
E ora, mettiamo un paio di puntini sulle i:
La Boldrini è una donna autorevole. Comunque la vogamo mettere, lei non incuta repulsione, incuta rispetto e quello sguardo che alcuni definiscono da maestrina saccente, io lo vedo come fiero. Posso capire se la maggior parte degli italiani non comprendano questo sguardo.
Ha lavorato tre anni nell'Agenzia Italiana Stampa e Emigrazione
A 28 anni coincia a lavorare presso l'ONU lavorando per quattro anni alla FAO. 4 anni
A 32 anni lavora presso il Programma di alimentazione mondiale WFP come portavoce e addetta stampa del nostro Paese ed in questo periodo va in zone calde come l'Ex Jugoslavia, nel Caucaso, in Afghanistan, Tagikistan, Monzambico e Iraq (1993-1998 - 5 anni)
A 37 anni diventa portavoce della Rappresentanza per il Sud Europa dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (UNHCR) a Roma ( dove è anche responsabile dell'ufficio stampa italiano, capo redattore della rivista Rifugiati, si preoccupa delle temantiche delicate quali il diritto d'asilo, i flussi migratori nel Mediterraneo, emergenze iternazionali...) e svolge missioni il luoghi di crisi quali Bosnia, Albania, Kosovo, Pakistan, Afganistan, Susan, Caucaso, Angola, Zambia, Iran, Giordania, Tanzania, Burundi, Ruanda, Sri Lanca, Siria, Malawi, Yemen,,, (1998 - 2012 - 14 anni)
Ha ricevuto riconoscimenti e premi di vario titolo
Ha pubblicato 3 libri e ha scritto per diverse testate giornalistiche
Tutto questo tralasciando la parte politica della sua vita... o la sua vita politica.
Ora, oggettivamente... come dobbiamo sentirci noi donne mediocri davanti a una donna del genere?
Io come minimo provo invidia. Soggezione no, ma invidia tanta.
Alle signorine anti-Boldrini, per quanto non riesca a giustificare i sorrisi pesudo-ammiccanti, le teste inclinate con fare pseudo seducente, o le facce ultra depresse (o anche quelle che sì, sembrano delle professoresse stronze che avrebbero davvero bisogno di una botta di vita), io vi capisco: da femminista praticamente dell'ultima ora, che non ha mai fatto davvero qualcosa nella sua vita, anche io mi sento di dire che non mi rappresenta: lei è davvero troppo. E la invidio. Spero solo un giorno di poter dire che sì, una donna attiva e attivista come lei mi rappresenta.
Presidente Boldrini... Chapeau.
Che poi... parlando del mero aspetto estetico: vigliacchi che si nascondono dietro un pc,
io in una giacca così non ci starei bene! E sicuramente manco voi.
Can I have some money? I'm gonna go to the store
Can I have some money? I can't tell you what it's for
Can I have some money? You know it's you that I adore
Can I have some money? Don't ask me what it's for
Since we've been together you've been good to me
You only hit me when you want to be pleased
Can I have the car keys? I'm gonna go for a ride
Can I have the car please? I'm going out for a while
Can I have the car now? I want to drive all around
Can I have the car dear? I'm gonna to leave this town
I won't be asking your permission to leave
I won't be asking not to have this baby please
And I won't be asking a devil for some bus fare please
And I won't be asking I had to see you bleed
Ssssssh
Visualize
That's right
Pray baby
One two three
Shoot, shoot, shoot, shoot
Can I have my lipstick? That was such a surprise
Can I have my lipstick? I'm going out for a ride
I'm not a little girl, and you sure are not my dad
You don't even know what you almost had
Posso avere dei soldi? Vado al negozio
Posso avere dei soldi? Non posso dirti a cosa serve
Posso avere dei soldi? Sai che ti adoro
Posso avere dei soldi? Non chiedermi a cosa serve
Da quando stiamo insieme sei stato buono con me
Mi colpisci solo quando vuoi essere soddisfatto
Posso avere le chiavi della macchina? Vado a fare un giro
Posso avere la macchina per favore? Vado fuori per un po '
Posso avere la macchina ora? Voglio andare in giro
Posso avere la macchina cara? Lascerò questa città
Non ti chiederò il permesso di andarmene
Non chiederò il permesso per questo bambino
E non ti chiederò niente per i i biglietti degli autobus, per favore
E non ti chiederò se dovevo vederti sanguinare
Ssssssh
visualizza
È giusto
Prega, piccola
Uno due tre
Spara, spara, spara, spara
Posso avere il mio rossetto? È stata una tale sorpresa
Posso avere il mio rossetto? Vado a fare un giro
Non sono una bambina, tu non sei mio padre
Non saprai mai cos'hai avuto
(Questo articolo è stato scritto il 30 Giugno 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Visto che ho già parlato e ancora parlerò di quanto fanno schifo gli uomini italiani, quest'oggi ho deciso di bypassare l'argomento (anche se ne avrei da raccontare visto che non vi smentite mai) e trattare in vece di un argomento decisamente migliore.
La Tunisia ha infatti fatto dei passi avanti per il raggiungimento della parità di genere in politica.
Il 15 giugno del 2016, infatti, il Parlamento tunisino ha approvato un elemento che garantisce alle donne una maggiore rappresentanza nella politica locale, in quele che sono le elezioni comunali e regionali e comprende una proposta che prevede che ci sia lo stesso numero di uomini e donne sia nelle liste elettorali che all'interno di ogni ogni lista.
Entrambe le poroste sono state adottate dall'Assemblea dei rappresentanti del Popoli, passando con 127 rappresentanti su 134 .
Per la prima volta 17 donne parlamentari (mi sa più delle nostre) che fanno parte di diversi partiti e idologie politche hanno votato all'unanimità e si sono attivate per favorire la parità di genere in politica.
Quest'azione politica comporterò che nelle elezioni locali previste nel marzo dell'anno prossimo le donne avranno una maggiore rappresentanza nei consigli comunali e regionali del Paese.
Secondo il Gender Gap Report del 2015, la Tunisia si è classificata 69° (su 145) in termini di empowerment femminile che secondo dal rappresentante delle UN Whomen Leila Rhiwi garantirà l'effettiva partecipazione delle donne alla vita tunisina.
Days like this, I don't know what to do with myself
All day and all night
I wander the halls along the walls
And under my breath I say to myself
"I need fuel to take flight"
And there's too much going on
But it's calm under the waves
In the blue of my oblivion
Under the waves
In the blue of my oblivion
Is that why they call me a sullen girl, sullen girl
They don't know I used to sail the deep and tranquil sea
But he washed me 'shore
And he took my pearl
And left an empty shell of me
And there's too much going on
But it's calm under the waves
In the blue of my oblivion
Under the waves
In the blue of my oblivion
Under the waves
In the blue of my oblivion
It's calm under the waves
In the blue of my oblivion
In giorni come questo, non so cosa fare con me stessa
Tutto il giorno e tutta la notte
Vago per le sale lungo i muri
E sotto il mio respiro dico a me stessa
"Ho bisogno di carburante per prendere il volo"
E c'è troppo da fare
Ma è calmo sotto le onde
Nel blu del mio oblio
Sotto le onde
Nel blu del mio oblio
È per questo che mi chiamano ragazza imbronciata, una ragazza imbronciata
Non sanno che ero solita navigare in acque profonde e tranquille
Ma mi ha lavato la riva
E ha preso la mia perla
E ha lasciato un guscio vuoto di me
E c'è troppo da fare
Ma è calmo sotto le onde
Nel blu del mio oblio
Sotto le onde
Nel blu del mio oblio
Sotto le onde
Nel blu del mio oblio
È calmo sotto le onde
Nel blu del mio oblio
Se canzoni come quelle di Tracy Champman non hanno bisogno di alcuna spiegazione perchè sono quasi chilurgiche nel loro essere ballata di una tragedia universale, questa canzone necessita di un paio di righe in più. Fiona Apple è l'autrice e cantante di questa canzone e parla per metafore solo alla fine facendo capire il profondo senso del testo.
Se dicono che era una "ragazza imbronciata", come se non ce ne fossero motivi, Lei ti racconta come stava male con soffici e malinconiche parole. Parole blue.
Nata nel 1977, Fiona Apple venne stuprata a 12 anni. Diciannove anni dopo lei ne parla in questa canzone. Non racconta il fatto come Tory Amos, ma si concentra sul dopo, sulla sofferenza e le ferite che le hanno lasciato una profonda ferita sulla sua vita, sulla sua autostima, sulla sua anima.
Last night I heard the screaming
Loud voices behind the wall
Another sleepless night for me
It won't do no good to call
The police always come late
If they come at all
And when they arrive
They say they can't interfere
With domestic affairs
Between a man and his wife
And as they walk out the door
The tears well up in her eyes
Last night I heard the screaming
Then a silence that chilled my soul
I prayed that I was dreaming
When I saw the ambulance in the road
And the policeman said
"I'm here to keep the peace
Will the crowd disperse
I think we all could use some sleep"
Ieri sera ho sentito urlare
Voci forti da dietro il muro
Un'altra notte insonne per me
Sarà inutile chiamare
La polizia arriva sempre in ritardo
O non vengono affatto
E quando arrivano
Dicono che non possono interferire
Con gli affari interni
Tra un uomo e sua moglie
Ed escono dalla porta
Le lacrime le salgono agli occhi
Ieri sera ho sentito le urla
Poi il silenzio che mi ha congelato l'anima
Ho pregato di stare sognando
Quando ho visto l'ambulanza sulla strada
E il poliziotto ha detto
"Sono qui per mantenere la pace
La folla si disperderà
Penso che noi tutti abbiamo bisogno di dormire un po' "
Oggettivamente, non credo ci sia bisogno di commentare davvero questa canzone (bellissima) che parla della disperazione dell'indifferenza delle autorità davanti ad azioni simili.
Caroline says
as she gets up off the floor
Why is it that you beat me
it isn't any fun
Caroline says
as she makes up her eyes
You ought to learn more about yourself
think more than just I
But she's not afraid to die
all her friends call her "Alaska"
When she takes speed, they laugh and ask her
What is in her mind
what is in her mind
Caroline says
as she gets up from the floor
You can hit me all you want to
but I don't love you anymore
Caroline says
while biting her lip
Life is meant to be more than this
and this is a bum trip
But she's not afraid to die
all her friends call her "Alaska"
When she takes speed, they laugh and ask her
What is in her mind
what is in her mind
She put her fist through the window pane
It was such a funny feeling
It's so cold in Alaska
it's so cold in Alaska
It's so cold in Alaska
Caroline dice
mentre si alza dal pavimento
Perché mi hai picchiato?
non è affatto divertente
Caroline dice
mentre lei alza gli occhi
Dovresti imparare di più su te stesso
pensare più del solo "io"
Ma lei non ha paura di morire
tutti i suoi amici la chiamano "Alaska"
Quando prende dello speed, loro ridono e le chiedono
Cos'hai in mente?
Cos'hai in mente?
Caroline dice
mentre si alza dal pavimento
Puoi colpirmi quanto vuoi
ma io non ti amo più
Caroline dice
mentre si morde il labbro
La vita è destinata ad essere più di questo
e questa è una brutta esperienza
Ma lei non ha paura di morire
tutti i suoi amici la chiamano "Alaska"
Quando prende dello speed, loro ridono e le chiedono
Cos'hai in mente?
Cos'hai in mente?
Ha sfondato il finestrino con un pugno
È stata una sensazione così divertente
Fa così freddo in Alaska
Fa così freddo in Alaska
Fa così freddo in Alaska
Canzone facente parte di un album tematico dove tutto è collegato, parla della personalità autodistruttiva di Caroline e del suo rapporto maltrattante con il suo compagno (che se conosci il cd sai che è Jim).
La loro è una storia autodistruttiva e senza speranza, con l'azzeccatissima ambientazione della Berlino (che da il titolo all'album) di quegli anni ('70).
I due sono tossici, con una vita degradante.
Questa canzone è il simbolo di un'accusa finale di una donna alla deriva nei confronti del suo compagno tossico.
Non c'è molto da dire... la canzone è bella e triste e da leggere, pardon: ascoltare, assieme a tutte le altre come un triste e meraviglioso audiobook. Che dire, se Lou Reed non fosse così bravo, non sarebbe Lou Reed.
L'ultima frase (ha sfondato il finestrino con un pugno) l'ho trovata qui... credo sia più credibile della mia traduzione che parlava di viso...
(Questo articolo è stato scritto il 23 Giugno 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Sembra che sia stato per volontà del sindaco di Londra, ma è una lunga battaglia che le femministe britanniche stanno combattendo da molto tempo e comunque non è la prima città a farlo.
Sembra infatti che Sabid Khan abbia messo al bando per sua espressa iniziativa e volontà i manifesti pubblicitari che girano suoi mezzi pubblici e che propongono stereotipo negatici che minano l'autostima delle persone.
Cosa vuol dire questa cosa?
Un po' di psicologia: non si tratta di eliminare fotografie e pubblicità che fanno uso del corpo (nudo e non), ma elimina quelle pubblicità che impongono uno standard di bellezza irreale e non realistico visto anche che le stesse modelle e gli stessi modelli vengono ritoccati.
Questo procedimento di marketing nel corso degli anni ha creato standard estetici sempre più restrittivi e che esercitano forti pressioni sui giovani (soprattutto donne) che quindi vengono auto-suggestionate che, per vivere, devono piacere e per piacere devono avere un determinato aspetto che ormai ha raggiungo l'irreale, oltre che non salutare.
Khan, però, non è che una mattina si è svegliato e ha detto "ora che sono sindaco di Londra, faccio quel che voglio", non è idiota e ha seguito la corrente sempre più progressista e sociale che da anni in Inghilterra si sta battendo (e contrariamente all'Italia non viene derisa, ostracizzata, insultata perchè "non piace agli uomini") e ha quindi deciso di avvalorare questa politica affermando in un'intevista:
Come padre di due adolescenti, sono estremamente preoccupato per questo tipo di pubblicità che sminuisce le persone, in particolare le donne, e le spinge a vergognarsi dei loro corpi.
E' così appassionato che si dice intenzionato ad affidare a una commissione di vigilanza sulle pubblictà con tanto di censura delle immagini di stereotipi sbagliati.
Secondo le fonti italiane, infatti, il signor Khan appena eletto si è preoccupato subito di fare censura.
Nei servizi pubblici e sui cartelloni cittadini, quindi, certe pubblicità (discriminazione di genere e che sviliscono fisicamente - e quindi emotivamente e psicologicamente - le persone con difetti fisici) in quanto in quei posti si è costretti a vederli e non si può cambiare posto e a quelle dodicimila pubblicità che all'anno subiranno delle censure a Londra... signori pubblicitari: fatene di migliori, perchè non è censura: la liberà è tale fino a quando non lede quella degli altri e se ferisci e violi l'individuo non puoi parlare di "libertà", "provocazione" o "buoni propositi": sei solo ipocrita, soprattutto se, come in questo caso, non si lede solo il singolo, ma un'intera parte della popolaizone.
E' proprio come la pubblicità che è stata la prima vittima di questa campagna anti-psicosi-fisica su cui Khan si è in primis scagliato: una ragazza (di quanti? Quindici anni?) magra con un bel seno e un atteggiamento sessualmente provocante che ti chiede "sei pronta per la prova costume" (tormentone da mesi su tutte le riviste femminili - come l'arte del perdono), e che la ditta di prodotti per l'allenamento dice essere solo una pubblicità che aveva la sola intenzione di motivare i consumatori a migliorarsi e a curarsi di più per una vita sana ed essere più forti.
Certo, sto parlando io, nel cui Paese le grandi intelighenzie itellettuali femminile della televisione e dei giornali dicono che si, quelle pubblicità sono sbagliate ma vendono, quando non è vero: sono solo parte di un circolo vizioso che innesca l'insicurezza nell'autostima e che impone uno stato di ansia e insicurezza che porta a comprare-comprare-comprare.
Che poi... vende... sul serio fanno così schifo in marketing?
Nei fatti, in Italia i giornalisti hanno subito veleggiato all'ipocrita politically correct secondo cui se il sindaco fosse stato cristiano ci sarebbe stata un'insurrezione sulla libertà di espressione, contro bigottismo e simili.
Capirete che questi signori venerabili esigono che la donna sia solo un oggetto sessuale.
Agli imbecilli che pensano una cosa del genere, vorrei far notare un paio di cose:
ci sono studi che dimostrano che l'oggettivazione sessuale di genere da parte dei media ha peggiorato la situazione sociale delle donne
ci sono studi e indagini che da anni denunciano l'ossessione di un corpo "da pubblicità" che molti adolescenti intuiscono come lo standard da perseguire e che portano a problemi di salute quali bulimia e anoressia. In Italia quanti sono? Due milioni gli adolescenti che soffrono di queste malattie?
sono gli adulti per primi che impongono questi standard agli più giovani.
Vorrei anche far notare che nei Paesi Nordici, non sono i primi ad aver fatto una cosa simile.
In Norvegia Trondheim, la terza maggior città del Paese, a maggio ha bandito gli annunci pubblicitari con modelle e modelli seminudi con lo scopo di affrontare le istanze collegate a un'immagine negativa del corpo e le attiviste che lo hanno promosso stanno ora chiedendo agli altri di imitarla. Il consiglio comunale cittadino ha infatti votato (perchè non è come sembra dai resoconti italici e nell'immaginario collettivo del nostro paese o nel cervello bacato di certi Primi Ministri: bisogna che si voti) per la rimozione di tutti i cartelloni e tutti gli striscioni che possono contribuire a creare problemi sull'immagine corporea, seguendo la politica che dice:
"Nessuna pubblicità che convoglia una falsa immagine dell'apparenza di chi fa da modello/a e contrinuisce a un'immagine del corpo sarà permessa. come minimo, le pubblicità in cui le forme del corpo sono state ritoccate dovrebbero essere apertamente presentate come tali"
Non credo che abbiano accusato di volere la Shari'a anche il consigliere Ottar Michelsen quando nella tivù di stato norvecese ha affermato che:
Dobbiamo rifletere bene su che tipo di pubblicità contribuiamo a diffondere. Non dobbiamo diffondere immagini che contribuiscono alla crescente pressione sull'immagine corporea
perchè
Se siamo seri nel discutere il tipo di pressione cui sottoponiamo la nostra gioventù sull'apparenza fisica, allora abbiamo anche in mente che tipo di pubblicità avere. Dobbiamo essere consci di che tipo di modelli sono usati e quando sono pesantemente manipolati mostrando corpi del tutto irrealistici.
Giusto per la cronaca questo signore norvegese ha detto le stesse cose del primo cittadino di Londra, solo con meno phatos paterno ma più razionalità sociale.
E soprattutto, quel musulmano ha solo cavalcato l'onda: nel 2015 la modella in bichini ha fatto esasperare qualche buon anima che ha portato a cenitnaia di segnalazioni all'autorità govenativa del settore e ha raccolto firme di protesta.
Non erano tanti, solo SETTANTAMILA (70.000).
Blyuthe Pepino, cantante del gruppo Vaults, ha replicato alla domanda "are You Beach body ready?" con "each body's ready" che ha avuto il suo seguito.
Quest'azione dal Municipio della capitale britannica è solo la parte di una lunga storia che vuole riprendere la dignità del corpo e restituirlo al legittimo possessore: l'individuo personale.
Citando infine Roper Caitlin (direttrice di campagne per il movimento anti-oggettivazione), voglio ribadire che:
Una pubblicità che riduce le donne a oggetti sessuali per l'uso e l'intrattenimento degli uomini non dovrebbe aver posto in una società progressista.