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sabato 28 agosto 2021

Piccoli Geni Onlus

 (Questo articolo è stato scritto il 16 ottobre2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)

Piccoli Geni Onlus è un'associazione fondata da una mamma. Una mamma che come tante altre ha avuto la sfortuna di avere una bambina che ha scoperto non essere sana. 
Una bambina nata con una malattia che ancora non ha cura.

Piccoli Geni Onlus vuole dare l'opportunità a quei bambini che, malati di patologie neurologiche, necessitano di una concreta assistenza, oltre a quella delle loro famiglie.

Dalla sua fondazione l'Onlus ha già acquistato:

  • Un elettroencefalografo dinamico con video, per registrazioni prolungate e monitoraggio video EEG 24 ore, per il Reparto di Neuropediatria del Policlinico Umberto I di Roma;
  • Inanziato un progetto di terapia riabilitativa per pazienti con patologie neurologiche, fra cui Sindrome di Dravet, Paralisi Cerebrali Infantili e Stroke Pediatrico, per aiutare i bambini e le loro famiglie nella loro lotta per raggiungere ogni tappa dello sviluppo;
  • Finanziato uno studio sul Deficit di Adenilsuccinato Liasi, malattia rara metabolica che si manifesta in età pediatrica.
Ma non si ferma, ha altri progetti. Molti altri progetti: di riabilitazione e ricerca, investimenti su tecnologie che diventano essenziali per l'aiuto dei Piccoli Malati, aiutare la formazione dei futuri tecnici e dei dottori che aiuteranno a combattere assieme alle famiglie dei piccoli pazienti. Parliamo ti chi aiuta alla diagnosi, alla cura e al sostegno di persone che hanno bisogno di aiuto.
Vogliono finanziare un anno di ricerca contro le encefalopatie epilettiche genetiche e metaboliche, intensificare il monitoraggio EEG in terapia pediatrica (TIP), neonatologia e terapia intensiva neonatale (TIN), nelle emergenze pediatriche, retribuendo un tecnico di neurofisiopatologia, si propongono anche di sostenere le famiglie dei bambini con epilessia, malformazioni celebrali congenite, disturbi dell'apprendimento e PANDAS.


sabato 21 agosto 2021

Il grande mistero della connessione internet non funzionante

  (Questo articolo è stato scritto il 12 luglio 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)


Checchè certa gente pensi, non serve essere un genio per poter far funzionare un pc e risolvere i problemi.
Il problema è quando si incorre nelle soluzioni più Nerd. Per quanto siano le più gettonate.
Questa è una di questo genere di storie: perchè non serve una laurea in Ingegneria Informatica, basta solo leggere e interpretare le indicazioni date.

Negli ultimi giorni infatti sono letteralmente impazzita per colpa della connessione internet.
In verità, di connessione internet non si parlava, ma di poter navigare nella pattumiera rete. E io amo il trash della rete e non posso farne a meno. Soprattutto, però, mi serve per lavorare...

Lasciamo perdere la parte più bassa della catena degli utilizzatori di pc, laptop e simili (quelli che a mala pena ricordano come si accende e spegne, per intenderci) e andiamo direttamente a come una persona normale risolve la cosa e come (magari, ma mi viene da dire con molte probabilità) la risoluzione è schifosamente semplice.

Il problema era semplice.
Avevo la mia ADSL perfettamente funzionante, ma non mi si caricavano le pagine. Ero riuscita ad accedere alla posta, ma non scaricare. Se chiedevo di accedere anche soltanto a Bloggher, il risultato era catastrofico.
La connessione NON funzionava manco a prendere un martello e minacciare il computer.

La prima cosa da fare, a logica, era controllare la connessione. Personalmente, l'ho controllata quattro volte, ma andava benissimo: vedevo anche che il mio cellulare ne usufruiva le prestazioni senza problemi.
Cosa ho fatto allora?
Avviato la diagnostica del sistema. Qualcosa sembrava non volerlo risolvere e qualcos'altro ha risolto.
E' finito che la cosa che aveva risolto era inutile.
Mi chiedevano di controllare proxy e firewall... Ci ho provato, nulla. A parte che ti dicevano di fare un procedimento assurdo e magari del tutto sbagliato per il tipo di Windows che uno sta utilizzando (che poi si risolve spegnendo per 10 minuti l'antivirus e vedere se si caricano le pagine), il risultato non è cambiato. Personalmente ho anche fatto andare la "scansione intelligente" che sembra aver rilevato qualcosa, risolto qualcos'altro, ma alla fine non è andata lo stesso..

L'unico modo che conosco io in alternativa è questo: cerca su google.
Purtroppo per me è un ginepraio assurdo. c'è chi parla di protocolli e indirizzi IP da cambiare. Alcuni ti dicono di usare quello di Google perchè è più veloce e...
Roba da Nerd.
Io lo sono rispetto al 90% della popolazione normale, ma sono di quel 1% di Nerd che anche se è definito così, non lo è davvero. Perchè come tutti gli altri: a me basta che navighi e visto che per me il mio IP va benissimo, cazzo me ne frega dell'IP di Google? Non soffro di crisi da prestazione. Sono una che vuole solo che io possa entrare dei miei 4 siti confort! O entrare su skype per sentire qualche amico che altrimenti non sento. E se voglio passare il tempo... magari faccio altro. Ho poche pretese, col pc.
Tornando a loro: purtroppo non davano davvero delle soluzioni, come se dirlo bastasse per far capire cosa fare.
Un paio soli hanno vagamente aiutato dicendo i procedimenti da fare con la maschera di comando e solo uno ha avuto l'accortezza di dare delle indicazioni quando serviva entrare nelle Connessioni Rete per cambiare l'indirizzo sever dsn automaticamente.Intendiamoci: quello della maschera di comando l' ho evitata chiudendo tutto prima che cambiassi davvero qualcosa (mi sembrava tutto troppo astruso, visto pure che non sapevo come cambiare gli indirizzi IP e non volevo rischiare) e l'altro... non ho trovato il modo per cambiare la Connessione di Rete.

Come è finita? Semplice. Pura botta di fortuna.
Quando non si connetteva (e io piangevo sangue dalle dita) mi è ricomparsa la pagina di google perchè l'indirizzo faticava a rispondere. Sì, quella che diceva di controllare proxy e firewall...
Avevo già un'altra volta aperto quella finestra, per vedere se c'era qualcosa che mi era sfuggito. Sicuramente è stato così, ma lo dico con il senno di poi. So che ho pensato: ma come può essere con Chrome, se ho problemi anche con Explorer (usato per vedere appunto se era un problema di solo Chrome)
Ero già entrata secondo quello che avevo letto nelle impostazioni di Chrome e poi in quelle avanzate, ma senza risultato.
Questa volta invece...
Come suggeriva sono andata nella sezione Rete: "Google Chrome sta utilizzando le impostazioni proxy di sistema del computer per connettersi alla rete." dove dovevo modificare le impostazioni del Proxy.
Perchè sì: a quanto pare era quello il problema.
Solo che mentre Chrome mi diceva di disattivare il server proxy per le impostazioni LAN (Dopo aver aperto la finestra dedicata delle Impostazioni LAN), io invece l'ho attivata.

Risultato?
Sto riscrivendo!
Mi spiace ragazzi, vi tocca.

Tutto questo per dire: non serve essere dei geni, sapere cosa sono server dsn o entrare dennla maschera dei comandi.
A volte basta solo capire cosa ti stanno dicendo, senza davvero comprenderne il significato.

Perchè la maggior parte delle volte, non serve chiamare un perito informatico o aspettarsi un hackeraggio della NASA, anche se non si sa come è potuto succedere.

lunedì 7 ottobre 2019

Lucine da... pc ma anche no

(Questo articolo è stato scritto il 28 ottobre 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)


Questo post è diretto a tutti quei pazzi furiosi che, come me, hanno la paranoia che tutto possa succedere e che, per davvero, con la propria macchina si possa vivere qualunque avventura (o come nel mio caso) tutte le sfighe possibili e immaginabili.
Nella mia macchina, infatti, ho un po' di tutto:
- 5 euro di scorta per la benzina qualora rimanga a secco per tornare a casa e mi ritrovi senza soldi (5 euro usati e riusati almeno una decina di volte, a dire il vero e che ogni mese rimetto nella speranza di non usarli).
- 1 coperta ignifuga (ho la paranoia che un giorno la mia macchina si surriscaldi).
- 1 coperta normale (se parto che fa troppo freddo: dalle mie parti se ci sono dei begli inverni nevica e nevica tanto).
- 1 set per la pulizia dentale e personale (questo è dato anche dal fatto che se dimentico qualcosa quando vado a dormire fuori un paio di notti, quella cosa che dimentico è proprio lo spazzolino)
- 1 magione (caldo) e una maglietta di scorta...

Sì, lo so è quasi ridicolo. Ma è come avere le borse della spesa nel bagagliaio: può sempre capitare di averne bisogno. E a onor del vero almeno la metà delle cose sopra citate è statisticamente probabile che venga utilizzato nel giro di un anno (soldi e set di igiene in primis).

Di recente alle mie piccole novità che non posso non condividere.
Questa volta voglio parlare proprio di una di queste due perle, per la seconda mi preoccuperò di tenere il riserbo fino a quando non avrò conferma della sua utilità.

Voglio infatti parlare della Luce Led Bianca per presa USB ad alta Luminosità.


Ho dei sentimenti contrastanti su questo piccolo aggeggio.
In primis devo ammettere una cosa innegabile: fa una bella luce ed è quasi notevole nonostante la piccolezza delle dimensioni. Perchè è un oggettino davvero minuscolo.

Io quando l'ho preso, però, mi aspettavo di poterlo collegare al cellulare tramite il cavetto adattatore adeguato (in modo da tenerlo sempre pronto in tasca) e invece no.
La cosa mi ha urticato un po', ma poi ho optato per una cosa piuttosto utile per chi, come me, ha una macchina a tre posti e una luce centrale (quella classica per poter vedere al buio) piuttosto scarsa (la Fiat l'ha fatta tanto bella e cara, la mia macchina, ma se cerco qualcosa nei sedili dietro o sotto non ha dato una luce molto utile) da non essere particolarmente utile, questa luce invece sopperisce alle mie esigenze.
Nei fatti tra i cavi da ricarica per cellulare e simili, ora c'è anche l'adattatore e, lo ammetto: è comodo.
Non lo tengo collegato al pc per un ovvio motivo: la luce a me serve per illuminare solo ed esclusivamente la tastiera e troverei poco utile una luce che, comunque, risulta così laterale.

Lo so, praticamente potrei dormire nella mia macchina... ma è la mia unica proprietà e non è detto che un giorno non possa capitare. E fidatevi: una luce è sempre utile. 

sabato 28 settembre 2019

Basta dire no allo sharing

(Questo articolo è stato scritto il 16 settembre 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)

Come tanti altri siti, io pure cado nel clichè di parlare della violenza telematica perpetrata ai danni di DONNE.
La prima a una mia coetanea (quindi sento una connessione emotiva data dal "potrei essere io") che umiliata per gli insulti subiti si è ridotta a trovare rifugio nell'atto più estremo.
La seconda è invece solo una diciassettenne (e qui arriva l'istinto di protezione: "potrebbe essere mia nipote") e quindi potrei dire che donna ancora non è, è poco più di una giovane ragazza, tra qualche anno la considererò praticamente una bambina (quando mia nipote, appunto, avrà quell'età).

Tutto poi è considerare la questione di una violenza data dal (mal) costume italico e un'altra che ha l'aggravante di quella fisica.

Qui infatti parlo dello sharing: la condivisione a terzi di immagini che non sono tue.

La questione è lo sharing: hai chiesto il permesso di diffusione? No. Allora non lo diffondi.

Io per prima ho ricevuto un filmato di un ragazzo che per salvare un albero ci è salito, fermando il traffico (la persona che poi mi ha inviato il link, oltre a conoscerlo, era una di quelle che si è ritrovato nella via del fatto ferma in macchina).

Il video è reperibile su facebook, fino ad arrivare al giornale locale.

Personalmente, visto che le sue azioni (dettate da ottime intezioni) hanno portato a far muovere qualcosa, prima dell'arrivo degli articoli online volevo pubblicarlo io con tanto di video.

Non l'ho fatto.

Perchè? Perchè volevo che si vedesse quel video, volevo caricarlo e diffonderlo. Non fare un altro articolo così, per mettere una pagina in più. 
Quindi ho chiesto se potevo farlo e mi è stato detto di no. 
Il video mi era stato passato su whatsapp perchè io non avevo facebook (dove mi avevano detto che stava diventando praticamente virale tra i concittadini) ed era un video che testimoniava l'operato (o meglio il non operato) dell'amministrazione pubblica e dello scempio botanico conseguente e che voleva far smuovere le acque, cosa che era già successa prima del mio articolo: il protagonista del video è stato convocato in comune (e vedremo come finirà). Ed era una cosa che fa dire "avrei voluto farlo io", quando guardi quel video.

Non era qualcosa che sapevo che, una volta pubblicata, avrebbe umiliato il soggetto ,sapendo che sarebbe stato deriso, ma comunque ho chiesto il consenso.
Ho chiesto anche quello di diffonderlo su whatsapp, tra l'altro.
Non serve un genio, non serve neanche essere una buona persona. 
Basta essere una persona.

La prima vittima dello sharing negativo è Tiziana.
Lei è una normalissima ragazza di trentun'anni che ha fatto quello che in molt fanno, ma che nessuno dice di fare ammantandosi dello stesso onore degli ipocriti: un sex tape.
Adesso, sappiamo tutti che l'idea di essere attorni porno (o dotati come attori porno) piace al 99,9% degli uomini, se no non avrebbero fatto un reality show con il signor Siffredi e, soprattutto, non conosceremmo mai il nome di Rocco Siffredi. Il signore in questione poi viene ammantanto dalla gloria che si danno agli attori del grande cinema e ai calciatori, mentre una corrispondente femminile vive inondata di volgari risatine della serie "so che ti piace, viziosa" (geni, vi svelo un segreto: se il sesso non piacesse alle donne, ci saremmo già estinti).
Che poi è vero: la donna media non è entusiasta di farli, ma li fa e solo per far contento l'imbecille con cui hanno una relazione, come se la propria opinione non fosse importante. Ci sono poi quelle che lo fanno volontariamente perchè trovano la cosa deliziosamente erotica.
E, vaffanculo, ci sta: se l'idea piace a un uomo, perchè non dovrebbe piacere a una donna?

Sai cosa ti dico bigotto vizioso?




Il problema, nei fatti, è stata la condivisione del video che è finito sul web con tanto di nome e cognome e gli insulti pesanti che ne sono arrivati.

Iporcrite mezze seghe, evitate i finti perbenismi del vademecum di come si dovrebbe comportare una donna, che avete rotto, che siate uomini o donne non m'interessa: dovete finirla, perchè solo perchè non vi piace quello che vedete quando vi guardate allo specchio e nessuno lo farebbe con voi, non vuol dire che dovete vomitare la merda che avete dentro agli altri.Italiano medio? Non sei lo stallone che il resto del mondo ancora pensa che tu sia, sei solo una eiaculazione sempre più precoce, piuttosto.

Ora. Sua madre dice che la figlia era "plagiata" altimenti non l'avrebbe mai fatto.
Perchè, appunto, per compiacere l'italiano medio si torna all'idea che "una brava ragazza (come sicuramente era lei e qui non si mette in discussione) non l'avrebbe mai fatto".
La domanda è? Perchè no?
Era il suo ragazzo, quello? Sì? Bene.
Era un ragazzo che gli piaceva e basta? Sì? Bene.

Non c'è stato il suo consenso di metterli online? No? Male.
Antonio Iacuzio
Enrico Iacuzio
Christian Rollo
Antonio Villano

Fate schifo.
Immagino che le vostre vite fallite vi abbiano dato soddisfazione solo in quel momento, quando sapevate di stare per rovinare la vita a una donna.
Non usate la mia morale contro di me: sappiamo già che io non l'avrei fatto non perchè non lo doveva fare lei, ma perchè non era da fare. Il sistema morale attuale in Italia è tale per cui 
E perchè non ci sono gli altri nomi?
Punto.
Sapevi perfettamente che la cosa avrebbe leso moralmente quella Persona e hai scientemente deciso di farlo.
E' uno stupro.

Giudice che le ha detto che deve pagare lei?
Devono indagare anche te, lo sai, vero?
Sai che non sarebbe stata lei a dover pagare, ma piuttosto il sito che non aveva il consenso firmato dei soggetti dell'opera? 
E/o chi ha messo il video sapendo di non averli?
Non ci vuole essere un bravo giudice per saperlo.
E ti paghiamo con le nostre tasse?
Ma non ti vergogni?
Sei fortunato che non so il tuo nome, se no riempirei il web col tuo nome con l'accusa della misoginia e dell'assoluto arbitrio e abuso che fai del tuo ruolo per avvalorare tesi assurde e anticostituzionali.
Fai schifo.
Come e quanto loro.
Ti sei divertito?
Immagino di sì. Voglio il tuo licenziamento e la radiazione dall'albo se esiste un albo dei giudici.

I giornalisti dicono "ma pensavamo fosse una che voleva farsi pubblicità"?
No, davvero, questa come la posso commentare se non con la speranza che vi venga almeno un attacco di diarrea verde (e che quindi vi cloniate in questo modo)?
No, davvero, e poi rendete impossibile diventare giornalisti se non si ha fatto cosa? L'università per i falliti?



Che poi non finisce qui, ovviamente.
Ma mi permetto solo di dire una cosa (forse solo una) sulla questione di Tiziana: Selvaggia Luccarelli, sei una signora. Io ad Antonio Leaf Foglia avrei non solo augurato quello che lui e vorrei ricordare anche che la Filarmmonica di Salerno che hanno tutti i presupposti per un licenziamento (non so se definito per giusta causa) in quanto la sua pubblica appartenenza alla loro società e la lesione che le sue azioni hanno fatto alla reputazione di questa, darebbero un buon motivo per farlo.

Ma si sa... è un uomo, quindi come al solito si salva.










E ora passiamo all'anonima ragazza di 17 anni.
Immagini che i giornalisti ci stanno male a non poter dire il loro nome, sospirarlo con piacere mentre raccontano la sua tragica storia.
Persona, così la chiamerò io, ha subito violenza qualche giorno fa in una serata in discoteca.
Che questo genere di cose non sia una novità è fin troppo ovvio dirlo.
Che si stiano chiedendo se lei avesse bevuto troppo o cosa pure, come se questo giustificasse la cosa.
Immagino che per voi Esseri Immondi, bere qualcosa di più vuol dire "Stuprami".
Perchè lo sappiamo no, di chi è davvero la colpa? Stupratore (che a quanto si dice è un ventun'enne albanese) aveva tutti i diritti, no? 
Ma lo notate il disgusto che suscitate a un individuo normale?


Mentre le ultime novità vogliono che Stupratore le abbia fatti visita nei giorni successivi all'aggressione sessuale per essere sicuro che non si ricordasse nulla, cosa che non è allarmante, è decisamente agghiacciante, ma che ironicamente non risulta così stridente come per l'altro fatto.

Le amiche hanno filmato e condiviso.
Le amiche di lei, non di lui.

Il mondo alienante dove viviamo ha fatto questo alle diciassettenni d'oggi?

Perchè ancora oggi io mi crogiolavo nell'illusione che questo servizio delle iene ancora funzionasse a distanza di 5 anni (cosa volete che vi dica, forse sono solo un'eterna ottimista ben nascosta), mi arriva questa coltellata. Non immagino (perchè non ce la posso nè voglio farlo) come si senta lei.

Orribile, Mostro, Immonda, Lurida, Fallita sono le cosiddette amiche di Persona sono così coscienti e consapevoli (quindi non ubriache) da filmare tutto e passarsi il video su whatsapp.
Video che arriverà il giorno dopo anche a Persona.

La brava e bella Orribile, autore del video, affermerà poi:
Ero ubriaca anch'io e non sapevo cosa stesse succedendo lì dentro. la porta comunque era chiusa.

Ok, va bene, Orribile. Ci voglio credere (ma questo lo diranno le inquadrature che hai fatto se sono davvero così poco inquadranti) ma poi cosa fai? Lo diffondi?
E quella sera? Quando l'hai vista? Cosa hai fatto? Un applauso?


Giusto per la cronaca: lo sai che per lo meno sei imputabile di diffusione di materiale pedopornografico (ancora l'anagrafe non mente)? Lasciando perdere tutto il resto: ovvero che sei palesemente complice di uno stupro? Pechè non eri così poco lucida da capire cosa stava succedendo, quindi hai avvalorato l'azione di Stupratore.
Va bene, no. Abbiamo capito: in quel momento non avevi capito cosa succedeva...
Come no.
Tu, Mostro, Immonda, Lurida e Fallita non l'avete capito.
Ma appena avete visto, subito ve lo passate e lo passate agli amici.
Questo sì che è essere delle grandi.

Ah, se eravate di più, ditemelo: ho altri epiteti che si addicono benissimo a ognuna di voi.


Concludo con Jo Squillo.
Perchè?
Perchè questa subrettina inutile e mediocre che ha fatto strada solo grazie all'amichetto di allora e che ha portato nelle televisioni italiane la versione patinata del punk nostrano (io sto col Marco Philopat di allora, per intenderci) ha pubblicato un video che lei ora di dice "di denuncia per la situazione orribile che le donne italiane vivevano in quegli anni, dove non potevano girare - da sole - in metropolitana a milano", ma che in molti video si vede fin troppo contenta di essere in tv, per non essere (nel testo e nell'espressione esaltata che ha in molti live dell'epoca) un'espressione estremamente concorde dell'idea che ormai sembra che gli italiani abbiano sullo stupro.



domenica 30 settembre 2018

IRIScan Book Executive 3

(Questo articolo è stato scritto il 07 Giurgno 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)

Tempo fa mi si ruppe il mio vecchio scanner.
Nulla di terribile, nè inaspettato: con più di 10 anni di onorabile attività, il mio vecchio scanner della Canon era ormai incompatibile anche con il vecchio pc. Mi è stato vicino ANNI, ma ormai negli ultimi tempi si bloccava e non funzionava e quindi, quando ha fatto il suo ultimo respiro, non mi sono sorpresa.
Per molto tempo mi sono arrangiata come potevo, ovvero scroccando gli scanner altrui.
Il problema principale è la comodità di utilizzo.
Spesso trovavo e mi trovo tutt'ora a dover avere delle scansioni in giro.
Chi è studente, infatti, deve poter avere la reperibilità di alcuni libri o per lo meno alcune pagine di essi e, diciamocelo, non a tutti basta la fotografia del cellulare. 
Io stessa, comprato il primo smartphone, ho notato la piacevolezza di una fotografia di buona risoluzione per i documenti, ma spesso serve qualcosa di più.
Qui entra in gioco l' IRIScan Book Executive 3, un aggeggio semplicemente mica male. Anzi. Io l'ho adorato da subito.

La prima volta che sentii parlare di uno scanner portatile di questo tipo fu da mia sorella, proprio quando ancora piangevo le spoglie del mio amato Canon. Me ne innamorai subito, se non fosse per il prezzo che era decisamente lontano dalle mie tasche: sono fanatica di tecnologia, ma 200 euro risulta essere sempre un prezzo troppo elevato per me.

Mi sono ritrovata a doverlo usare in più di un'occasione, ritrovandomi estremamente soddisfatta:

  • Ho scansionato una pagina di scuola che mia nipote doveva mandare a una sua amichetta e la cosa difficile è stata trovare l'adattatore della microsd che le avevo regalato per il compleanno. In questo caso, poi, devo ammettere che forse una fotografia sarebbe bastata, ma l'amichetta era dalla nonna, quindi la cosa era impossibile
  • Ero in biblioteca e dovevo scansionare delle pagine per delle ricerche universitarie, ma i libri erano troppi per poterli ordinare tutti
  • Dovevo mandare dei documenti a un amico, 
  • Dovevo acquisire fuori casa delle immagini su cui lavorare.
La comodità strema di questo scanner sta nelle sue forme ridotte e nella sua assoluta leggerezza.
Se l'inghippo può essere che necessita delle classiche pile, questo io lo definirei anche un vantaggio: non avendo bisogno di essere sempre controllato se in carica o no, può essere sempre a disposizione.
Da quando l'ho comprato ho sinceramente dimenticato di utilizzare altri scanner anche perchè se ci sono fascicoli interi da scansionare, bisogna per forza di cose avvalersi di un altro genere di scanner che comunque non tutti, necessariamente, riescono ad avere a disposizione e implica la presenza di una stampante e di un luogo fisso dove stare e comunque, nonostante tutto, scansionare più di una pagina con questo adorabile strumento non è nè difficile, nè lunga.
Anche le istruzioni presenti sulla confezione e dentro di essa permette l'uso agevole e la comprensione del suo funzionamento.

Trovo anche interessante il prezzo: spesso è possibile trovarlo a prezzi inferiori rispetto a quello di base e comunque è uno dei prezzi più bassi per prodotti simili: io per lo meno l'ho pagato meno di 100 euro, prezzo assolutamente fattibile e onesto.


mercoledì 19 settembre 2018

Babcock Ranch: la prima città ad energia solare

(Questo articolo è stato scritto il 30 Maggio 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)

Si sa, l'America è il Paese, anzi, il Continente, dei grandi paradossi.
Sono i più multietnici e razzisti. Sono per la libertà ma hanno più restrizioni del Vaticano.
Sono per la Privacy, ma si controllano e controllano gli altri (che per stessa ammissione del loro governo non hanno diritti perchè non amricani) con bigotta perversione.
Sono per i diritti e la giustizia, ma guai a punire fuori dal loro stato un americano (loro se uccidono fuori dal continente hanno licenza di uccidere che manco James Bond... e lo sappiamo bene, no?).
Sono il popolo più spendaccione, più avaro e più altruista (in quanto a donazioni, che fanno sia per un voler restituire alla comunità oltre al voler pagare meno tasse - altro paradosso quindi).
Sono quelli che inquinano di più e sprecano più risorse del mondo.
Me è in america dove a tecnologia ecologica sta progredendo.
Sì, proprio quel green che piace tanto alle pubblicità italiane di questo periodo.
Purtroppo si sa, il nostro Paese è talmente lontano dall'essere vagamente ecologica da essere umilianti, un po' come quando si sente parlare della politica italiana quando siamo all'estero.
Infatti, non siamo in America.
Più precisamente, in Florida.


finestradonna.blogspot.it


Nello stato americano delle arance, infatti, è in progetto la costruzione della città più sostenibile nel mondo in un lembo di terra di diciottomila acri (quindi tanta, TAAANTA roba) nel sud-ovest della Florida.

http://www.puntagordaontheinternet.com/publishImages/Babcock-Ranch-Plan~~element59.jpg

Il suo nome è Babcock Ranch e i progetti la vogliono interamente alimentata da energia solare prodotta da una centrale elettrica grande 443 acri.
Il progetto poi è qualcosa di piuttosto lontano da quello che conosciamo come metropoli americana, con poco spazio e soprattutto poco verde.
Infatti, Babcock Ranch rappresenta più o men quello che è l'idea che gli urbanisti hanno della cosiddetta Città Giardino. Anche se lo stile di progetto è ben lontano dall'idea italiana di città giradino.
La città infatti avrà più della metà della superficie occupata da parchi e laghi.
Non sarà una città particolarmente popolosa, visto che sono previste Ventimila case (con un prezzo assolutamente apprezzabile che spazia dai 250.00 ai 900.000 dollari) e non ci saranno costi aggiuntivi (no, non siamo su Marte: è l'America).

La città avrà un impianto solare di nuova generazione da 75-megawatt di proprietà della Florida Power & Light che soddisferà la maggior parte dei fabbisogni della cittadina (perchè sì, non è una megalopoli: è una cittadina, per lo meno nei numeri di abitanti visto che si ripropone di averne soli sessantamila, se non ho capito male) e settandaduemila acri di terra incontaminata (la Babcock Ranch Preserve) che faranno vivere gli abitanti dell'area in quello che potrei definire, per l'appunto, in una riserva.  Sono infatti stati predisposti pannelli solari disposti su oltre 1,6 chilometri quadrati del territorio che si vanno a sommare quelli su ogni struttura.
Per intenderci: quando un fabbricato come una stalla ha i pannelli solari, produce non solo l'energia per se e per l'azienda agricola, ma anche per quelle vicine (per quello che concerne il nord italia, per andare ancora più nello specifico), non considerando i depositi di energia che sono da utilizzare quando il sole non sarà disponibile.

Ovviamente sono solo ai preliminari essendo ancora in fase di approvazione, ma se tutto andrà bene, tra meno di un anno ci saranno più di un migliaio di abitazioni già pronte e da qui alla costruzione delle restanti diciannovemila il passo è breve.

Questa non è che la prima parte di un progetto estremamente interessante (quello della Florida Power & Light) che vuole rendere la Florida uno Stato ad Energia Solare entro una decina d'anni.

I progetti ovviamente vanno molto più in grande, arrivando alla visione di una città totalmente elettrica, anche nei veicoli che progettano non solo ad energia ecologica, ma addirittura senza conducente. Babcock Ranch infatti è progettata non con l'idea di essere percorsa da strade e autostrade, ma piuttosto su una pianificazione intelligente della città, sia per quello che riguarda l'urbanistica che per quello che è la tecnologia di trasporto delle persone, andando a controllare il trasporto e le infrastutture di collegamento. Ed è per questo, in fondo, che hanno deciso di lavorare sulla piccola scala: essando un prototipo, è indubbio che prima di essere sicuri della tecnologia di trasporto e della resistenza dello stesso

Ora, se vi state chiedendo perchè ho fatto il paragone con il nord Italia? Perchè dovete ricordarvi di una cosa fondamentale. Se New York è alla stessa longitudine di Napoli, dove pensate che sia la California? Tranquilli, ve lo dico io: l'Egitto.
Sembrano due posti così diversi, invece la base stessa della loro sussistenza è identica: un sole infuocato che raramente è coperto da nuvole: è come se, tornando a pensare all'Italia, la Sicilia si mettesse a progettare una cosa simile.
Magari alcuni siculi lo pensano anche, ma non sarebbe fattibile per ovvi motivi.
Peccato.


Che dire: chapeau

domenica 5 agosto 2018

Caricabatterie da Tavolo Lumsing®

(Questo articolo è stato scritto il 20 Maggio 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)

Giorni fa ho fatto una serie di acquisti su Amazon e l'ultimo tra questi è il primo che mi è arrivato: Caricabatterie da Tavolo 5 Porte - Lumsing®
finestradonna.blogspot.it

L'acquisto l'ho fatto per tre ragioni fondamentali:


  • Ero innegabilmente nella fase "esaltazione da acquisto"
  • L'altro prodotto per cui ero andata sul negozio più grande del mondo ha nella parte terminale del filo una usb, quindi per fargli energia dovevo escogitarmi qualcosa che bypassasse quel filo che mi sembrava troppo corto
  • Era in offerta
Sinceramente, ne sono entusiasta. Come tutti quelli che a questo mondo sopperiscono alla propria vita con oggetti inutili:
  • ho anche io l'immancabile cellulare (dallo schermo rotto)
  • un Ipod (vecchio, ma fantastico e indispensabile compagno di molti viaggi in treno e 80 GB di memoria, cosa che allora era fantascenza)
  • l'Ebook (figlio di un'offerta imperdibile e del mio amore per la lettura e della mia assoluta esigenza di comlare il deficit d'attenzione)
  • caricatore portatile (questo, lo giuro, è l'unico aggeggio tecnologico a cui non ero interessata, infatti me lo hanno regalato... e ne sono entusiasta).

Sì, non ho il Tablet, ma ne voglio uno con lo schermo enorme e tanta memoria, quindi aspetterò un bel po', visto che non so se metterlo prima di altri gingilli inutili.

Che poi io parlo di gingilli inutili, ma non posso dire che questo caricabatterie sia inutile. Ci ho subito attaccato cellulare e Ipod e ora posso starmene a lavorare al pc senza dovermi preoccupare di come e dove li ho ficcati: se suona il cellulare non devo impazzire per seguire la musichina e non devo piangere se il mio lettore mp3 è in carica da qualche parte.
Quando poi è arrivato il mio acquisto base, ho potuto verificare l'assolta funzionalità del prodotto.
Comprarlo è stato decisamente un ottimo affare..
Un tempo c'erano le multiprese, immancabile prodotto per chi aveva più di due prodotti che necessitavano corrente in una casa (già il televisore, il videoregistratore e una lampada, pretendono più prese di quanto le case siano predisposte). 
E' anche vero che ora, se si ristruttura casa si può richiedere, al posto di una presa normale, una usb, ma non tutti possiamo permetterci di ristrutturare casa e poi bisogna sempre pensare bene dove mettere questa presa.
Il caricabatterie da Tavolo, sostituisce qualunque lavoro in casa e, soprattutto permette di avere meno roba in giro o, se avete deciso di usare un solo adattatore per i mille fili che dovete avere, potete caricare contempo ogni vostro indispensabile oggetto, quest'ultimo caso è il mio e ora mi guardo il mio nuovo acquisto felice di non avere la sensazione di aver sprecato soldi (come spesso mi capita).

Insomma, era un brutto giorno di pioggia, ma comunque ho visto sereno.




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