Visualizzazione post con etichetta Chapeau. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chapeau. Mostra tutti i post

martedì 15 ottobre 2019

Saluto a un grand uomo

(Questo articolo è stato scritto il 9 novembre 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)



Questa notte è morto Umberto Veronesi.
Penso sinceramente di non poter far altro che rendergli omaggio.
Ci sono rimasta male.
Penso con tutto il cuore che il mondo intero ha perso un grande uomo, oltre che n grande scienziato.
Personalmente, trovo la cosa particolarmente sentita, perchè il tumore al seno è qualcosa che mi tocca da vicino.
Contrariamente alla maggior parte delle mie coetanee, io ho dovuto cominciare a controllare i linfonodi e il seno in generale da prima dei trent'anni. Mia sorella, infatti, giusto ieri ha subito l'ennesima operazione per colpa di un tumore al seno. La sua situaizone non è facile, ma hanno tolto tutto quello che c'era da togliere e sono ottimisti, ora bisogna solo affrontare la (lunga) convalescenza.
Io pure se le cose vanno male, dovrò togliere una ciste a dicembre (se è cresciuta... e dopo i trent'anni non possono formarsi e questa è l'unica che si è formata di dicembre).
Se non fosse stato per Veronesi la situazione delle donne, di tutte le donne nella situazione di mia sorella non sarebbe stato persino più orribile di quella che devono affrontare ogni volta che si trovano di fronte a quel mostro oscuro che le divora da dentro.
Gli uomini non possono capire cosa vuol dire il tumore al seno per una donna. Veronesi però era di una sensibilità diversa. Probabilmente ha visto il trauma psicofisico delle sue pazienti quando subivao l'asportazione totale del seno e ha capito che la sopravvivenza è una cosa, la vita è un'altra.
Poi l'altra azione geniale, il lingonodo sentinella. Lo controllano sempre, sapete? Ogni volta che fai un'ecografia al seno.
Certo, io ho amiche che me ne parlano come se la loro dottoressa fosse l'unica degna di nota perchè lo fa, ma è un'azione che è automatica per tutte le donne e per tutte le donne dai trent'anni in su.

Quando sento le pubblicità che favoleggiano all' "eccellenza italiana" io mi urtico spesso... perchè per me l'eccellenza italiana è Umberto Veronesi, è l'unico livello di cui si può parlare di eccellenza.
L'eccellenza italiana sono tutti quelli che si impegnano, metodicamente, con passione, per poter andare a dormire sentendo di aver fatto un piccolo passo verso il lavoro fatto in maniera corretta.
Che non è solo l'oncologo o il medico di turno (che poi pensano fin troppo spesso di essere degli dei senza motivo e trattano spesso i pazienti come dei mentecatti), ma è chiunque faccia il suo lavoro in maniera seria, senza distrazione e non in maniera affettata, perchè che sia piantare un pomodoro, allevare un bambino, portare al pascolo le bestie, difendere la sicurezza delle strade, vendere un vestito o costuire case, bisogna farlo bene alla stessa maniera, se no non ha senso farlo.

Perchè tutti i lavori sono importanti: essi danno dignità. Una parola di cui si abusa e che sta perdendo significato.

Ma Veronesi... Veronesi aveva dignità e ha aiutato perchè anche i malati la mantenessero.


Amen

sabato 27 luglio 2019

Rappresentate dalla Boldrini

(Questo articolo è stato scritto il 02 Settembre 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)

Tempo fa delle donne, seguendo come cagnoline uno degli uomini politici più ignoranti e inutili d'Italia, la cui misoginia fa rabbrividire il buon gusto e che purtroppo rappresenta come siamo messe male nel nostro Paese (no, non sto parlando di Grillo, strano eh?), hanno indetto uno slogan che diceva "La Boldrini non ci rappresenta". Seguendo lo stesso filone, l'Espresso ha fatto il verso ai film di bassa lega che ormai produciamo in Italia che che mostrano come dovremmo essere e come non dovremmo essere noi italiane (ma anche le straniere) e ha dato delle bambinate la replica (pure nemmeno brutta) della Boldrini ha qualcuno che probabilmente non si guarda in faccia, o vomiterebbe) come una bambinata, forse perchè bisogna essere grassi vecchi e bavosi, fare movimenti con la mano tenendola bassa vicino alla cintura facendo strane facce oppure vomitare insulti orgogliosi di essere più maschi di Mussolini.
Nei fatti io ci penserei un attimo a definire auorevole Denis Pardo, quanto più il suicidio dell'autostima delle donne... che poi se mi dicono che Boldrini è un'anomalia della cattedra istituzionale (e più in generale in politica) di cui è investita, signori, tanto di guadagnato per l'Italia.
Io ho taciuto per tanto tempo sull'argomento e ora credo di poter dire la mia.

E ora, mettiamo un paio di puntini sulle i:

  • La Boldrini è una donna autorevole. Comunque la vogamo mettere, lei non incuta repulsione, incuta rispetto e quello sguardo che alcuni definiscono da maestrina saccente, io lo vedo come fiero. Posso capire se la maggior parte degli italiani non comprendano questo sguardo.
  • Ha lavorato tre anni nell'Agenzia Italiana Stampa e Emigrazione
  • A 28 anni coincia a lavorare presso l'ONU lavorando per quattro anni alla FAO. 4 anni
  • A 32 anni lavora presso il Programma di alimentazione mondiale WFP come portavoce e addetta stampa del nostro Paese ed in questo periodo va in zone calde come l'Ex Jugoslavia, nel Caucaso, in Afghanistan, Tagikistan, Monzambico e Iraq (1993-1998 - 5 anni)
  • A 37 anni diventa portavoce della Rappresentanza per il Sud Europa dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (UNHCR) a Roma ( dove è anche responsabile dell'ufficio stampa italiano, capo redattore della rivista Rifugiati, si preoccupa delle temantiche delicate quali il diritto d'asilo, i flussi migratori nel Mediterraneo, emergenze iternazionali...) e svolge missioni il luoghi di crisi quali Bosnia, Albania, Kosovo, Pakistan, Afganistan, Susan, Caucaso, Angola, Zambia, Iran, Giordania, Tanzania, Burundi, Ruanda, Sri Lanca, Siria, Malawi, Yemen,,, (1998 - 2012 - 14 anni)
  • Ha ricevuto riconoscimenti e premi di vario titolo
  • Ha pubblicato 3 libri e ha scritto per diverse testate giornalistiche
Tutto questo tralasciando la parte politica della sua vita... o la sua vita politica.

Ora, oggettivamente... come dobbiamo sentirci noi donne mediocri davanti a una donna del genere?
Io come minimo provo invidia. Soggezione no, ma invidia tanta.

Alle signorine anti-Boldrini, per quanto non riesca a giustificare i sorrisi pesudo-ammiccanti, le teste inclinate con fare pseudo seducente, o le facce ultra depresse (o anche quelle che sì, sembrano delle professoresse stronze che avrebbero davvero bisogno di una botta di vita), io vi capisco: da femminista praticamente dell'ultima ora, che non ha mai fatto davvero qualcosa nella sua vita, anche io mi sento di dire che non mi rappresenta: lei è davvero troppo. E la invidio. Spero solo un giorno di poter dire che sì, una donna attiva e attivista come lei mi rappresenta.

Presidente Boldrini... Chapeau.


Che poi... parlando del mero aspetto estetico: vigliacchi che si nascondono dietro un pc, 
io in una giacca così non ci starei bene! E sicuramente manco voi.

mercoledì 5 giugno 2019

La calunnia è un venticello...

La calunnia è un venticello,
un'auretta assai gentile
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente
incomincia a sussurrar.
Piano piano, terra terra,
sottovoce, sibilando,
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s'introduce destramente
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo
prende forza a poco a poco,
vola già di loco in loco;
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
e ti fa d'orror gelar.
Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un'esplosione
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha crepar.






mercoledì 19 settembre 2018

Babcock Ranch: la prima città ad energia solare

(Questo articolo è stato scritto il 30 Maggio 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)

Si sa, l'America è il Paese, anzi, il Continente, dei grandi paradossi.
Sono i più multietnici e razzisti. Sono per la libertà ma hanno più restrizioni del Vaticano.
Sono per la Privacy, ma si controllano e controllano gli altri (che per stessa ammissione del loro governo non hanno diritti perchè non amricani) con bigotta perversione.
Sono per i diritti e la giustizia, ma guai a punire fuori dal loro stato un americano (loro se uccidono fuori dal continente hanno licenza di uccidere che manco James Bond... e lo sappiamo bene, no?).
Sono il popolo più spendaccione, più avaro e più altruista (in quanto a donazioni, che fanno sia per un voler restituire alla comunità oltre al voler pagare meno tasse - altro paradosso quindi).
Sono quelli che inquinano di più e sprecano più risorse del mondo.
Me è in america dove a tecnologia ecologica sta progredendo.
Sì, proprio quel green che piace tanto alle pubblicità italiane di questo periodo.
Purtroppo si sa, il nostro Paese è talmente lontano dall'essere vagamente ecologica da essere umilianti, un po' come quando si sente parlare della politica italiana quando siamo all'estero.
Infatti, non siamo in America.
Più precisamente, in Florida.


finestradonna.blogspot.it


Nello stato americano delle arance, infatti, è in progetto la costruzione della città più sostenibile nel mondo in un lembo di terra di diciottomila acri (quindi tanta, TAAANTA roba) nel sud-ovest della Florida.

http://www.puntagordaontheinternet.com/publishImages/Babcock-Ranch-Plan~~element59.jpg

Il suo nome è Babcock Ranch e i progetti la vogliono interamente alimentata da energia solare prodotta da una centrale elettrica grande 443 acri.
Il progetto poi è qualcosa di piuttosto lontano da quello che conosciamo come metropoli americana, con poco spazio e soprattutto poco verde.
Infatti, Babcock Ranch rappresenta più o men quello che è l'idea che gli urbanisti hanno della cosiddetta Città Giardino. Anche se lo stile di progetto è ben lontano dall'idea italiana di città giradino.
La città infatti avrà più della metà della superficie occupata da parchi e laghi.
Non sarà una città particolarmente popolosa, visto che sono previste Ventimila case (con un prezzo assolutamente apprezzabile che spazia dai 250.00 ai 900.000 dollari) e non ci saranno costi aggiuntivi (no, non siamo su Marte: è l'America).

La città avrà un impianto solare di nuova generazione da 75-megawatt di proprietà della Florida Power & Light che soddisferà la maggior parte dei fabbisogni della cittadina (perchè sì, non è una megalopoli: è una cittadina, per lo meno nei numeri di abitanti visto che si ripropone di averne soli sessantamila, se non ho capito male) e settandaduemila acri di terra incontaminata (la Babcock Ranch Preserve) che faranno vivere gli abitanti dell'area in quello che potrei definire, per l'appunto, in una riserva.  Sono infatti stati predisposti pannelli solari disposti su oltre 1,6 chilometri quadrati del territorio che si vanno a sommare quelli su ogni struttura.
Per intenderci: quando un fabbricato come una stalla ha i pannelli solari, produce non solo l'energia per se e per l'azienda agricola, ma anche per quelle vicine (per quello che concerne il nord italia, per andare ancora più nello specifico), non considerando i depositi di energia che sono da utilizzare quando il sole non sarà disponibile.

Ovviamente sono solo ai preliminari essendo ancora in fase di approvazione, ma se tutto andrà bene, tra meno di un anno ci saranno più di un migliaio di abitazioni già pronte e da qui alla costruzione delle restanti diciannovemila il passo è breve.

Questa non è che la prima parte di un progetto estremamente interessante (quello della Florida Power & Light) che vuole rendere la Florida uno Stato ad Energia Solare entro una decina d'anni.

I progetti ovviamente vanno molto più in grande, arrivando alla visione di una città totalmente elettrica, anche nei veicoli che progettano non solo ad energia ecologica, ma addirittura senza conducente. Babcock Ranch infatti è progettata non con l'idea di essere percorsa da strade e autostrade, ma piuttosto su una pianificazione intelligente della città, sia per quello che riguarda l'urbanistica che per quello che è la tecnologia di trasporto delle persone, andando a controllare il trasporto e le infrastutture di collegamento. Ed è per questo, in fondo, che hanno deciso di lavorare sulla piccola scala: essando un prototipo, è indubbio che prima di essere sicuri della tecnologia di trasporto e della resistenza dello stesso

Ora, se vi state chiedendo perchè ho fatto il paragone con il nord Italia? Perchè dovete ricordarvi di una cosa fondamentale. Se New York è alla stessa longitudine di Napoli, dove pensate che sia la California? Tranquilli, ve lo dico io: l'Egitto.
Sembrano due posti così diversi, invece la base stessa della loro sussistenza è identica: un sole infuocato che raramente è coperto da nuvole: è come se, tornando a pensare all'Italia, la Sicilia si mettesse a progettare una cosa simile.
Magari alcuni siculi lo pensano anche, ma non sarebbe fattibile per ovvi motivi.
Peccato.


Che dire: chapeau