Oggi farò il commento di una storia che, incredibilmente, pur essendo una fanfiction, non è ancora stata abbandonata.
Sto parlando di Annoiati Pericolosi, una fanficion ambientata nei giorni nostri, ma comunque ispirata alla ben famosa opera letteraria del diciottesimo secolo Relazioni Pericolose di De Laclos.
Fatto sta che per lo meno il numero di capitoli (anche se alcuni piuttosto piccoli) permettono uno svago di qualche ora... non tante, ma ci arriveremo.
Io lessi anni fa il libro e ancora oggi ho un paio di sassolini nella scarpa per la disparità uomo e donna, non tanto perché lì ci sono, ma perché sono ancora le stesse.
L'autore (qui il suo blog) è un amante dello scrivere e del condividere i suoi racconti, ma non ha bene bene a mente come funzioni il mondo del web.
Lo capisco. Io non riesco più a scrivere le storie di cui ho raccontato qui, ma tra il lavoro e la casa non ho molto tempo per stare al pc... e non sono di certo un'esperta del mondo online.
Sarà che non ho facebook: sospetto che Franco de Michele lo abbia solo con la sua vera identità... manco fosse Batman.
Sono giorni che lasciano il segno
quelli che non vorresti mai
sembrerebbe tutto normale
ma qualcosa è diverso e lo sai
C'è una donna davanti il portone
con le lacrime agli occhi e tu
l'hai cercata nei giorni seguenti
ma non l'hai incontrata più
sono giorni maledetti di quelli che lo sai solo te
Quella donna ha un segno in faccia
e dice che se lo è fatto da sé
ma nel cuore una cosa più grande
un segreto che non capirai
un amore violento e inquietante
che però non denuncerà mai
Perché, perché
Quella donna che amavi davvero
ad un tratto l'hai portata via
una mano che un tempo l'amava
oggi muove una assurda follia
Perché, perché
nella vita si vede di tutto
ma c'è un tutto che non capirò
sembrerebbe un amore malato
ma chiamarlo amore non si può
C'è chi vive di sogni e speranze
e il futuro è una giostra che va
il presente è un pezzo di vetro
e forse si romperà
se una donna perdona comunque
e non urla la sua verità
non potrà aiutarla nessuno
e la vita non ritornerà
Perché, ma perché
quella donna che amavi davvero
ad un tratto era fuori da qui
in un lampo il buio più nero
e poi l'ha ridotta così
Perché, perché
la dolcezza dei giorni più belli
la vita che cambia, lo so
sembrerebbe un amore malato
ma chiamarlo amore non si può
Perché, ma perché
nella vita si vede di tutto
ma c'è un tutto che non capirò
come questo amore malato
che chiamare amore non si può
chiamarlo amore non si può
“Se una donna perdona comunque, e non urla la sua verità, non potrà aiutarla nessuno, e la vita non ritornerà”
I ricavati delle vendite del brano sono andati in beneficenza a We World, organizzazione no profit impegnata nella difesa dei diritti delle donne e dei bambini nel mondo.
Trovo personalmente opposizioni contrapposte a sentire questi racconti. Leggendo in giro la frase "grido collettivo di denuncia" lo trovo così ipocrita da darmi l'urticaria. Ben inteso: non è un'offesa ad Alex Britti che, per lo meno, ci ha provato. Canzone orecchiabile sia nel testo che nella musica, in pieno stile brittaniano, diciamo così. Mi urtica sentire affermazioni del genere come se non finisse tutto nell'indifferenza e nel piacere generale e le vittime sono sempre quelle colpevoli. E dove il testimonial di un'associazone contro la violenza contro le donne dev'essere un uomo se no non è preso sul serio nè il pensiero che porta a vanti, nè altro.
Perchè checché se ne dica: anche se esistono le leggi, non c'è chi le applica, figuriamoci chi le subisce. Siamo in un Paese governato da dittatori delinquenti, dove solo i prepotenti e i violenti hanno la ragione.
Tornando alla canzone, che in fondo fino ad ora ha ritrovato solo critiche dettate soprattutto dal mio personale disgusto per la nostra società, fu scritta perchè Britti si sentiva in dovere di essere politicamente impegnato su questo fronte. Non per una scelta programmata a tavolino, come tutti quei figacci che ora si dicono indignati nel sapere quello che avevano sempre visto, ma perchè d'istinto se lo sentiva di farlo.
Tutto era uscito fuori dopo il suo scontro con un fallito che stava prendendo a pungi per strada una ragazza, a Milano. Nell'indifferenza generale. Sì: la stessa con cui i milanesi hanno visto deportare i loro concittadini perchè ebrei. Però il Signor Britti ha invece reagito, come quei carceati che Liliana Serge ricrodava aver fatto il possibile per dare loro un minimo di cibo per il viaggio, dopo che avevano condiviso la cella del carcere. Dopo averlo messo in fuga, però, il signor Britti ha scoperto che la ragazza e il uso aguzzino erano sposati, quindi lui non aveva potuto far altro che rinviare l'inevitabile. E a lui è rimasta la sensazione di totale impotenza.
Certo, il signor Britti ha palesemente affrontato la cosa nella maniera più inesperta possibile: chiedendosi sia perchè subisci, sia perchè lo fai. Ma almeno, caro Alex, tu ci provo a chiedertelo, e a me piaci così. Trovo adorabile poi un'affermazione che è piuttosto vera che ha fatto:
"Consiglio a questi uomini di andare da un medico, di dirgli quello che provano quando non riescono a fermarsi e magari si possono curare. Un uomo che picchia una donna è perché è insicuro, l'insicurezza è una patologia curabile come il menisco. Vai dal medico, ti fai un po' di colloqui, risparmi un po' di violenza alla tua donna e un po' di carcere a te".
Personalmente ho da dire una sola cosa: Signor Britti, ti capisco.
L'autrice di Simbolo Vuoto, di cui ho parlato tempo addietro, ha appena aperto un blog.
Non è un blog con una storia già ben definita.
Probabilmente vuole avere un blog punto e basta. Buttare fuori se stessa, un po' come facciamo tutti noi.
Ho però notato che ha messo in download gratuito un paio di sue storie.
Non sto qui a discutere sulla bellezza o no di un racconto/lettera quale "Lettera da un padre mai conosciuto", ma ho trovato semplicemente divertente il racconto precedente "Storia di una vendetta - missione cacca".
Probabilmente il gioco di ruolo di cui l'autrice parla è così noioso da costringere i giocatori a inventarsi vendette con degli escrementi, con un risultato che ho personalmente trovato davvero divertente. Cosa non può ideare una donna per vendicarsi di un traditore? Whahahha!
Ha pubblicato anche Simbolo Vuoto che è ora scaricabile, se siete interessati.
Al massimo, chi di voi lo legge, mi dica cosa ne pensa.
Sto scrivendo ancora il nuovo capitolo di uno dei racconti, che mi sta prendendo più tempo del previsto. Spero di finirlo a breve, per intenderci.
Intanto mi permetto di segnalare la storia di una vendetta al femminile. Una storia vera e piuttosto simpatica. E' comparsa sul Corriere della Sera e per quanto ci siano delle premesse sulla situazione attuale della ragazza quando il giornalista parla della trasformazione su cui avrei da ridire su un paio di punti, è la storia in se che non ho potuto non apprezzare e mi è venuta voglia di condividerla. Lui chiede anche scusa con le frasi di circostanza, ma lei ha ribattuto la verità. Spero poi non gli dia una possibilità, perché quelle parole sono talmente vecchie che le ho già sentite pure io. E no, sono stufa di dare il beneficio del dubbio.
Perché?
Perché io stessa sono stata una di quei mostri che poi si è trasformata in una ragazza piacevole da guardare anche senza i mille chili di trucco (che sono troppo pigra per mettere) e ho avuto a che fare con amici che a distanza di tempo hanno fatto apprezzamenti che denotavano quanto mi sottostimassero prima come oggetto di probabile desiderio. Il che comunque insulta la mia dignità in primis (perché non sono solo un oggetto scopabile, ma una persona), e la loro che se pensano così di relazionarsi con le donne, allora sono i primi a non essere scopabili.
Un altro motivo è perché le commedie americane che ci costringono a tenere come stereotipo l'idea che la ragazza brutta (che brutta non è) e sfigata, diventa la strafiga (perché da pantalone, passa a minigonna) di turno e poi è felice che il tipo che prima la tormentava ora la ama.
Ma quella protagonista non merita il meglio. Le donne vere sì.
Dopo l'ultimo post cambio del tutto il genere.
L'ho detto che amo le storie e ne ho appena letta una che mi ha fatto piangere...
Che volete che vi dica: fondamentalmente sono una romantica e gli amori tragici hanno sempre un fascino tutto loro...
La storia poi è basato sulle Leggende Arturiane, e qui Mordred e Ginevra sono i protagonisti dei ricordi di Artù e dove la sofferenza di un padre si unisce a quella di due amanti alla fine delle loro vite...