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lunedì 22 dicembre 2025

DI INSULTI ALL'INTELLIGENZA DELL'ITALIANO MEDIO E CORRUZIONE (ovvero: "la legge siamo noi"? Ma ora hanno riaperto il caso Garlasco e si spera qualche testa cada)

 Era un po' di tempo che non scrivevo su questo blog. Sono successe tante cose e sinceramente avevo poca voglia sia di comunicare che di fare altro.

Ho letto qualche libro che ho deciso di condividere e che   per questo ho fatto la bozza di un post.

La cosa che mi ha ha di più interessato E che ora voglio condividere però è un caso che sta interessando proprio come me parecchia parecchia gente. Ebbene sì parlo del Caso Garlasco.


Non sono un’amante di quello che ora viene chiamato True Crime. Devono essere vecchi di un secolo, per interessarmi, perché spesso noto solo lo squallore della vicenda. Mi interesso solo se questo crimine è un effetto dei crimini di stato, dei colletti bianchi e se parlano del marcio di quella parte della società che detta le regole ma non le segue (magari ci farò dei post) oppure si tratta di discriminazione di genere. Tutto ha una base ben precisa: voglio un mondo migliore e i crimini legati alle ingiustizie sociali sono per me la fonte di non tutti, ma della maggior parte dei mali del mondo. 


Visto che per forza non voglio fare le cose normali, non tratterò direttamente da questo argomento, ma di tutta la melma che ci sta attorno.

Voglio però specificare, con questo articolo, come mi sono avvicinata a questa storia e cosa mi interessa davvero, perchè anche nel Caso Garlasco c’è qualcosa di sociale, in particolare della comunicazione che ne viene fatta e che, lo so, come me irrita molte persone.

Perchè in ogni media: dal giornale, alla televisione, fino ad arrivare ai nuovi media (YouTube, podcast vari, e mi sa anche Tik Tok) spesso sono vettori di un messaggio troppo di parte e che allontana dalle vere questioni: l’omicidio di Chiara e il mal costume delle autorità.


Ma per prima cosa, voglio raccontarvi il mio personale antefatto: come mai sono tra i milioni di italiani che segue questo caso.

Premessa ovvia, ma che a quanto pare bisogna sempre esplicitarla: tutto quello che leggerete non è da intendersi come un’accusa o una diffamazione nei confronti di nessuno, ma è solo la personale rappresentazione di come ho percepito la vicenda (e come me, anche molti altri) e quindi se volete che ci sia un’accusa, allora è nei confronti dei media e di chi, a qualsiasi titolo, ha distorto o falsificato la realtà.


Ma ora partiamo dall'inizio: quali furono le mie impressioni all’epoca dei fatti e quello che ricordo.


Io, del 13 agosto del 2007 io non ricordo nulla.

Avevo 22 anni e probabilmente (visto la data in questione) ero a casa da sola, in Lombardia.

Come e quando venni a conoscenza dell’omicidio di Chiara Poggi, non lo ricordo, so solo che, certamente, non ebbi paura a rimanere a casa da sola.

Ricordo che si parlasse di un delitto “da vicinato”, ovvero che l’assassino fosse un vicino con cui Poggi ebbe una discussione. Anzi, non un vicino: una vicina. Perché le prime indiscrezioni affermarono proprio che a commettere questo omicidio fosse una donna con cui la vittima litigò anche con un toni piuttosto accesi.

Ricordo ancora reputai la cosa piuttosto verosimile: di vicini che ti fanno montare un bel po’ di rabbia ci sono ovunque e, soprattutto se hai vent’anni e il tuo vicino ha l’età per essere un tuo genitore, spesso usa atteggiamenti saccenti in cui pretende non solo di sapere tutto della vita e di esserti superiore per intelligenza e moralità, ma pensa anche di avere il diritto di ordinarti di fare quello che vuole pure in casa tua.

E quindi sì: io me la immaginai mandare a quel paese la vicina che la uccise per lesa maestà. 


Sbagliavo? Sicuramente, ma nessuno sa ancora con chi e perchè lei avesse litigato in quei giorni.


Un’altra cosa che ricordo è legata a un servizio di un telegiornale che mostrava varie foto di repertorio, principalmente del funerale.

Parlo di immagini di repertorio, perché Chiara Poggi fu seppellita il 18 dello stesso mese, ma in quei giorni i miei genitori erano sicuramente ancora in vacanza e io, quel servizio, lo vidi con mia madre.

Rimasi colpita da due mie coetanee bionde che se la ridevano complici davanti alle telecamere. Ricordo ancora cosa commentai: che erano delle amiche di merda: più esaltate dalla presenza dei giornalisti che della morte dell’amica (avevano fatto vedere il funerale quindi dedussi che fosse in quell’occasione, ma che fosse durante il funerale o no poco importa: era squallido allora ed è squallido anche ora). 

Mia madre commentò che non erano delle sue amiche ma le cugine.

Io sorrisi e dissi, col tono di chi la sa lunga: 

“Allora sono state loro. Sicuro!”. 

Lei mi sgridò dicendo che non sapevo di cosa parlassi e che era impossibile. Io ribadii la mia tesi e non mi mossi da quell’idea.

Perché, capiamoci, so di cosa parlo: io ho delle cugine, ne ho molte, e sono per la maggior parte delle merde, che ti venderebbero per poter fare un servizio orale al ragazzo e sentirsi gratificate nell’essere preferite a te, che fanno di tutto per sminuirti perché per loro è l’unico modo in cui si possono sentire davvero bene (spero che ora abbiano fatto un percorso  di psicoterapia, anche solo per i loro figli). Però, per quanto io possa avere una bassa stima di queste mie parenti, sono assolutamente sicura che se avessero ammazzato una qualunque di noi (per quanto spostano sentirsi superiori e fighe) non si presenterebbero mai in quelle condizioni. Non sorriderebbero con compiacimento alle telecamere, parlando come se la vittima in questione non fosse una loro parente.

Le cugine di Chiara (che non distinguo e non m’interessa distinguere, se non quando tratterò dell'alienante narrazione che viene fatta su queste due) hanno mostrato un totale disinteresse davanti alle telecamere, senza un qualunque sentimento affettivo nei confronti della cugina. Era vero? I retroscena di chi si parla ora mi farebbero pensare che non era proprio così, perché ci sono delle piccole attenuanti. Attenuanti che non le scagionano del tutto, ma delle attenuanti.

Mi ripeto, per quanto io abbia una bassa, bassissima!, opinione sulle mie cugine (anzi: ci piazzo pure i cugini) un comportamento del genere sarebbe ben lontano da quello delle Cappa.


L’ultimo ricordo del periodo riguarda l’arresto o, comunque, le accuse rivolte ad Alberto Stasi. Quello che chiamavano Il biondino dagli occhi di ghiaccio, ma che a me sembrava soltanto un mammone figlio di papà, col culo moscio e soprattutto lo sguardo di chi non era riuscito a dormire la notte perchè è in ansia per un esame.

Probabilmente avrò pensato che tra un fidanzato del genere (piusttosto scialbo e inutile) e quelle cugine orribili, la ragazza era messa davvero male.

Ma l’ho mai visto come colpevole? No.


Non seguii particolarmente le indagini, la mia vita mi bastava per non dover sentir parlare dell'ennesima Mary Sue, così pia da diventare martire della Chiesa Cattolica.

Quando parlarono della condanna di Stasi, io feci solo la faccia di chi dice: “Boh, sarà…”, ma poi proseguii con la mia vita.


Il mio ricordo poi passa a qualche anno dopo, quando, in treno, l’algoritmo di google mi propose un articolo il cui titolo diceva che, se non sbaglio, parlasse di un amico del fratello, nuovo probabile indagato e ex-amore (ma forse non tanto ex) di Chiara.

Era un articolo breve, che parlava di come fossero spuntati fuori degli indizi che attenzionavano un nuovo probabile assassino, un amico del fratello di Chiara Poggi, Marco

Nell’articolo si affermava che Chiara Poggi e Andrea Sempio avessero avuto una sorta di relazione prima che lei si mettesse con Alberto Stasi e che lei stesse riallacciando i rapporti (o per lo meno qualche contatto sporadico) con lui. 

Lo descrivevano come un ragazzo sportivo che insegnava arti marziali e che da come era impostato l'articolo sembrava che all'epoca dei fatti avesse 28 anni.

Pensai che, effettivamente, la cosa potesse starci: c’era una certa logica nel vedere la ragazza allacciare i rapporti con un amico del fratello, un ragazzo più grande che magari riuscisse a darle più attenzione del primino della classe ossessionato dai buoni voti con cui stava.

Sarebbe stata plausibile la possibilità che, rivisto per caso l’amico del fratello (che a 28 anni magari viveva già fuori casa) questi ci avesse provato (Chiara Poggi non era certo brutta) ma che lei, magari dopo essersi goduta qualche lusinga, avesse comunque preferito il fidanzato e da qui si poteva ricadere al classico femminicidio. La foto di repertorio lo mostrava come il classico cazzone con un mega ego e l’arroganza dell’uomo che non vuole chiedere mai e a cui tutto è dovuto (se poi ora si sentono i suoi monologhi nelle intercettazioni… non sbagliavo particolarmente).

Quando di recente ho scoperto che era un diciannovenne, mi sono stupida. Non nego la probabilità che lessi male l'articolo e quindi scambiare l’età, ma trovai subito alquanto inverosimile che lei, di 26 anni, intrecciasse dei rapporti con un ragazzino di 19. A 26 anni, non presti attenzione a un adolescente che ha appena finito il liceo, se non per quello che è: un ragazzino ancora sporco del latte materno e che ha ancora il coprifuoco. A 26 anni (e io li ho avuti) ti può interessare un neo maggiorenne solo se sei tanto bello da essere impossibile non notarlo. E no, Andrea Sempio non rientrava in quella categoria di ragazzo.


Tre o quattro anni fa, poi, mi capitò di rimanere un sabato pomeriggio a casa senza, nulla da fare se non accendere il televisore intrattenendomi con zapping. Non so se lo sapete ma il sabato pomeriggio non c'è assolutamente niente di decente in televisione.

Finii per guardare su Tv8 (o era il 9) l'unica cosa vagamente passabile: un documentario sui casi di cronaca nera: quella puntata trattava dell'omicidio Garlasco.

Mi stupirono una serie di cose. Io ricordavo solo che lui avesse una faccia da cazzone e che le cugine per me avevano un comportamento colpevole.

Nonostante fossi sicura che non avrei guardato quel documentario fino alla fine, non fu così. Il racconto aveva tutto quello che poteva catturare la mia curiosità, tanto che arrivai alla certezza che Alberto Stasi fosse solo un capro espiatorio, scelto perchè era il colpevole perfetto e che i carabinieri si fossero piegati con il solito servilismo. 

Certo, quando ascoltai la cagata pazzesca che disse sul sangue mestruale di Poggi (per quanto avrei voluto mandare a quel paese la PM perchè faceva la bulla) digrigni i denti, fino a quando non dissero che il test dei carabinieri era un falso positivo, confermando che, sì, lui era un coglione, ma quello non era un indizio, ma solo un’analisi sbagliata a cui non avevano fatto le dovute verifiche prima di interrogarlo. Ergo: tutti dei coglioni.

Poi ci furono i tempi che non riuscivano a rendere fattibile l’omicidio, l’alibi cencellato Stasi (a cui si aggiunge ora della chiavetta usata per copiare file, ma vabbeh) e il movente mai scoperto (anche solo lei che gli da del buffone, sembra assurdo, ma conosco donne finite in ospedale per questo motivo). 

Quello che mi fece più specie fu scoprire che lo zio era intervenuto intimando alla procura di stare lontano dalle figlie.

E diciamocelo: l’avvocato Cappa, con quella faccia da schiaffi, quei baffi e quei modi di fare alla Guido Nicheli da milanese imbruttito (che poi l’attore era Bergamasco, pace all’anima sua) certo non suscita la simpatia di nessuno. La mia no di certo.

Questo e la mia diffidenza verso le istituzioni mi fece sentenziare che erano loro le colpevoli e che le autorità si erano come al solito piegate davanti a qualcuno di potente e della dignità delle istituzioni e della giustizia… chissenefrega.


E poi? poi niente: era la solita storia di lecchinismo e innocenti in carcere, mi capitò qualche mese dopo di parlarne con un’amica (per lei Sempio era colpevole) ma la discussione durò qualcosa come 5 minuti. 


La vita poi è andata avanti senza che la cosa mi interessasse, almeno fino a quest’anno perchè, come tutti, sono stata travolta anche io dal Caso Garlasco.

L’attuale procuratore di Pavia, Giorgio Napoleone, ha riaperto le indagini su Andrea Sempio e da quel momento, ovvero dal momento in cui è apparsa la notizia, tutto il resto, guerre e genocidi compresi, sono scomparsi dall’interesse italiano.

Io lo scoprii con youtube, credo da Darkside

Da lì, passai alle interviste dell’autore delle iene (Alessandro de Giuseppe) a cui si deve molto di questa apertura.

Per poi passare a Luigi Grimaldi (l’unico che apprezzo davvero ascoltare, perchè è l’unico che sa raccontare davvero bene) e tanti altri, di cui apprezzo alcune cose, ma non tutte.

Tutta la questione però, mi lascia sempre più perplessa: i media distorcono la verità, per amore di bagarre, dove per forza che gli innocentisti di Stasi vogliano Sempio colpevole. Lo ripetono tanto spesso che chi li ascolta ma non si interessa davvero del caso, lo ripete a pappagallo. Chiunque ascolti io e che vuole Stasi libero, invece, a volte non considera nemmeno se è colpevole o innocente (figuriamoci quindi mettersi a disquisire su Sempio) ma perché è la condanna ad essere fallace.

Poi ci sono le illazioni pindariche (e tutti a parlarne) palesi depistaggi (e tutti a parlarne) insulti all'intelligenza altrui (e tutti a parlarne) guerra tra procure (e noi tutti qui a parlarne) fino a parlare di veri e propri complotti (e tutti a parlarne) .

E io continuo a chiedermi: ma sul serio?!


Che poi per me la parte importante non è tanto che un innocente è in galera, ma che finalmente si sta indagando anche su chi ce l’ha mandato.


(e aspetto al varco con chi sarebbe in concorso Sempio… ho il mio TOTO NOMI personale… ma solo perchè ormai mi sono appassionata)

mercoledì 3 gennaio 2024

LETTERA APERTA (ovvero: quando ci vuole ci vuole)

Esco dal silenzio per dire una cosa sola: siamo persone tristi e patetiche. E' una considerazione che dopo così tanti giorni ora voglio condividere o sbotto. Mi ortica non tanto perchè c'è stato tanto squallore a cui ho assistito, che o sbotto  così o sbotto con qualcuno nella vita reale. 

Mi metto in mezzo perché anche io sono una persona nella media: con aspettative non realizzate e un pizzico di fastidio per chi ostenta ricchezze sul web, per i "figli di".

Il caso di Chiara Ferragni e del Pandoro però mi discosta dal (spero solo) 50% della popolazione che rientra nella media come me.

IO NON FACCIO SCHIFO. Sono triste e patetica, ma almeno non sono squallida.

A me di questa donna non interessa nulla: non la seguo sui social, non seguo suo marito, le sue sorelle o sua madre, se ce l'ha il suo animale domestico, so di quello che ha fatto a Sanremo solo perché ho visto i veri meme del Sentiti Libera, ne parlavano i giornali (che poi fanno lavorare praticamente solo loro quindi dovrebbero ringraziarli) o quella parte della mia famiglia che, sì, il Festival della Canzone non se lo perde. A me non piace il programma (e manco chi lo conduce) quindi possono fare quello che vogliono che non mi tocca. Le canzoni le sento poi quando passano alla radio. Forse.

Io dei vari panettoni o delle uova di Pasqua (perché sì, hanno trovato un modo per spillarle dei soldi perché non sia mai che una donna sia schifosamente ricca, bella e felice: non lo fanno per etica, o per giustizia verso il consumatore, lo fanno per questo) ad esempio, personalmente manco sapevo che ci fosse della beneficienza di mezzo. C’è una collaborazione perché tutti fanno a gara per fare collaborazioni con lei. Poco etico? La mia domanda è: come veniva raccontata la storia? Che poi vorrei vedere tutti quelli che fanno la stessa cosa se non guadagnano il 90% in più di quanto mandano in beneficenza (sapete che molte grandi onlus suano solo 1% dei soldi per la feneficenza?): vi rendete conto che non hanno fatto né più né meno di molti altri? L’unico che per me si salva è PIF. E se scopro il contrario ci rimango pure male.

Con queste parole intendo che non rientro nella categoria di quelli che non solo hanno goduto nello scivolone (eufemismo?) dell’imprenditrice milanese, ma che ora lanciano merda e si mettono anche a scrivere sulle vetrine insulti che, a ben vedere, hanno la giustificazione ipocrita del “era per un ospedale pediatrico”. Non è indignarsi della suddetta malefatta: è godere della figura di merda. Perché la multa c’è, la pagherà (comunque non all’ospedale ma allo stato, gli altri soldi che sborsa per l’ospedale sono i suoi) però sembra che lei sia andata a cavare gli occhi a quei bambini, tanto è feroce l’attacco che ha subito.

Oh! Mica è Al Capone che è stato arrestato solo grazie al Fisco! Non è una criminale pluripregiudicata (se no, visto che siamo in Italia, vivrebbe bellamente nel suo paesino natio e verrebbe presa solo quando ormai è prossima alla morte).

Scusate, ma Santanchè? Io ancora voglio capire a chi dei suoi amici ha dato i soldi per una delle più brutte pubblicità pro-Italia, ma che a ben vedere sono più cafone dei culi su Instagram e che sono finiti senza giustificazione nelle tasche di qualcuno (voluto dalla Santachè) e io voglio che la ministra restituisca di tasca sua tutti i 138 mila euro usati per Open to Meraviglia (trovo raccapricciante che i partiti che vogliono togliere gli inglesismi dall'italiano corrente poi siano così bassi di lessico da usare solo quelli per parlare, sembrano la parodia di un imprenditore milanese - ma almeno quello lavora e fattura). O dei soldi che si è inculata con i ristori del covid e soprattutto dell’aver messo in cassa integrazione (e senza doverli far lavorare) i lavoratori che si facevano pure gli straordinari.

E di quelli che difendono stupratori (Grillo e La Russa in primis, of corse!)? Perché, diciamocelo: se un uomo dice “sì, era incosciente ma me la sono scopata comunque” ammette uno stupro. E lo stupro non è dettato dalla libido o delle opportunità che si hanno per scopare. Sì, non ricordo i resoconti dell’altro ma anche dai loro resoconti era palese l’abuso. Poi vuoi uomini che li difendete siete collusi e schifosi e orgogliosi di esserlo. Non pagheranno? Che strano che in Italia certa gente viene assolta!

E quelli che col cazzo che vi tolgono le accise: devono pagarsi le amanti.

O quelli che hanno usato il parco macchine statale per i loro affari privati.

Quelli che sparano, usano l’immunità parlamentare, e raccontano una puttanata paragonabile solo a quella dei Cintoli.

E dovranno pagare? No.

Porca puttana: devo continuare?

Se avete così tanta dignità: perché non andate a buttare sangue di maiale (no, dai, tintura lavabile rossa che mi spiace per i maiali) davanti ai palesi ladri corrotti che ci circondano?

Ci godete perché lei è una donna, bella, che si è arricchita in una maniera che non sembrava possibile a nessuno di noi italiani medi e lo ha fatto da Dio.

Soprattutto: a molti sta pure simpatica, e se non sta simpatica, comunque piace.

Sono cose che a me, ad esempio, non capita. Certo, io contrariamente a voi non me ne faccio un atto di lesa maestà, a quanto pare. E il mio confronto con lei, altezza a parte, lo vivo benissimo.

Mi sono ritrovata a dover concordare con Saviano (che per quanto possa stimare il suo lavoro, è comunque lo squallido uomo che in Rai fece la morale sulla sessualità a una ragazza suicida, facendo ben vedere qual è il suo vero punto di vista sulla questione: che è uno maschilista e non capirà mai come certi attivisti strizzino gli occhi su certe oscenità) quando afferma che questo godimento deriva da, diciamocelo, l’illusione che non si è a quello stesso livello perché aventi un’etica e una dignità, quando, diciamocelo!, vendereste pure i vostri figli ai talebani pur di arrivare ad essere la personalità italiana più famosa del mondo.

Vi rosica così tanto quel misto di colpo di fortuna, talento, bellezza, spregiudicatezza e simpatia (perché ripeto: immagino che a molti stia simpatica Ferragni o non sarebbe arrivata dove è arrivata se stava antipatica) che le ha dato quell’enorme successo.

Considerando poi che è donna, la cosa vi è ancora più accettabile. E soprattutto vi sentite autorizzati ad essere così aggressivi. Uno squallore pateticissimo. Se fossi in voi, le idee suicide che ho avrebbero vinto perchè so quanto mi farei schifo ad essere così.

A guardare bene non ha fatto né più né meno di molti altri, allora perché è solo lei che vi dà fastidio?

Tra l’altro le tasse, comunque, LEI le ha pagate. Ah, già! Facciamo come Lega e Fratelli d’Italia a Palermo (almeno mi sembra fosse Palermo): le tasse sono il pizzo dello stato. Che intanto hanno permesso a sti cafoni di comprarsi villazze di lusso e tanto altro ancora. Un bel traguardo per chi non ha mai fatto niente (o non starebbero in politica). Quando vi dicono “non ho ho mai detto che avrei fatto/ non ho mai detto questo” quando erano alla base della loro campagna elettorale (li avete votati voi: sono sicura che li avete votati voi). Almeno il PD ha l’intelligenza di stare zitto. Certo, che sta zitto: il partito che non prende posizione manco quando dovrebbe, che pur di arraffare da ogni parte non accontenta nessuno, che non ha spina dorale manco ora che è all'opposizione (motivo? A buon intendotor...)  che fa l’altruista (soprattutto a se stesso) ma coi soldi degli altri, ipocrita e ladro per antonomasia, anche se tra poco scalzeranno (non parlo degli altri, perché tra misoginia, finta etica – vi ricordate la questione degli stipendi dei parlamentari- c’è solo da sparare alla croce rossa). E anche questi li avete votati voi.

Poi ci sono quelli che non votate, sono ladri infami anche peggiori, ma voi giù a striciare al loro fianco con gli occhi a cuoricino.

Se vi fate protettori di dignità e diritti, fatelo davvero e non solo contro chi vi rinfaccia la vostra mediocrità, pure nei confronti della per voi tanto odiata Chiara Ferragni.

E perché non prendersela con chi ha palesi intrallazzi con associazioni malavitose da generazioni? O quelli che trafficano in armi (dello Stato facendo tra l’altro accordi rovinosi per lo Stato Italiano) per guadagnarci? O quelli che ci hanno venduto praticamente a tutti?!

Sul serio, signori: siete squallidi. E sì: lei ha il talento che voi non avete. Qualunque esso sia, qualunque voi vogliate.

Uscite di casa e andate a camminare. Per dove non lo so, ma non vi dico manco di tornare a casa solo quando vi sentite un po’ in pace con voi stessi, perché altrimenti vi troveremo pure a Chi l’Ha visto?.



(e ho pure scoperto che avevo già il tag "italiani medi di merda"...)

sabato 4 settembre 2021

Io rimango qui a combattere.

   (Questo articolo è stato scritto il 23 ottobre2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)


Come tutti gli abitanti di questo pianeta, siamo stati tartassati dagli "scandali sessuali" che hanno sconvolto Hollywood. Ho messo tra virgolette, perchè non era nascosto e fino a quando non c'è stato l'articolo di denuncia, era tutto normale, conosciuto e lecito.
Essenzialmente, un tizio che molestava da trent'anni le donne per farle lavorare.
Tutto questo pseudo movimento liberatorio nasce dopo un anno di ricerche che Ronan Farrow
Roman Farrow - NON COMMENTO CHE SIA UN UOMO
CHE DEVE ESSERE ASCOLTATO PER UNA VIOLENZA
SULLE DONNE (ANCORA UNA VOLTA)
(che per forza di cose conosce questo mondo, visto i genitori) e che ha portato alla luce qualcosa che sapevano tutti.
Il trentenne ha infatti dichiarato che per più di un anno ha raccolto testimonianze su testimonianze di celebrità che hanno denunciato (e poi taciuto a volte dopo essersi dati un prezzo) le violenze subite.
Il signor Farrow è corrispondente per la NBC, ma l'emittente ha deciso di ignorare l'inchiesta e di non pubblicare nulla e lui, ovviamente, non ha piagnucolato in un angolino bofonchiando contro i suoi capi come fosse un giornalista italiano, ma ha proposto a qualcun altro, l'emittente rivale e il New Yorker infatti non si è fatto sfuggire questa succulenta opportunità.
(sì, so che in Italia non è possibile, visto che sono tutti la stessa melma che umilia la memoria di Terzani e ha ucciso il povero (grande) Biagi buttandolo fuori perchè per dieci minuti di messa in onda, lavorava davvero e faceva lavorare davvero). Figuriamoci dei grandi corrispondenti di guerra da cui prendevano le informazioni le testate straniere negli anni '60-'70!

Ora ci sono donne che si fanno avanti con le testimonianze (elenco troppo lungo, ma ovviamente qui sotto parlerò del "caso italiano"), alcune che fanno le scandalizzate e fingono di non aver mai saputo (Meril Streep, questa non te la perdona nessuno, soprattutto per l'uscita ipocrita), altri che vanno ai ripari facendo un mea culpa (perchè in fondo Tarantino tira avanti solo con il nome che si è fatto a inizio carriera e voleva solo far parlare di sè).
Saltano però fuori racconti spettacolari, come quello sulla compianta Principessa Leila: leggenda vuole, infatti, che quando una sua amica è stata molestata dal maniaco lì sopra, lei abbia risposto mandandogli una lingua di mucca, minacciandolo (in maniera molto più delicata di come la butto io ora) di evirazione
Ancora più sconvolgente però è stato dover stimare Cortney Love che già dodici anni fa aveva consigliato alle ragazze di rifiutare di andare a colloqui privati col produttore e non perchè lei è stata molestata (perchè lo sapeva) e sapeva di rischiare una denuncia per diffamazione, venendo comunque estromessa da molti ambienti dello spettacolo subito dopo questo. Ora, diciamocelo: il mondo non ci ha perso nulla, ma qui quindi dimostra che non si parla di meritocrazia, o talento inesistente, ma di altro. E, lo giuro: trovo assurdo che io abiti in un mondo dove devo stimare Cortney Love!
Nei fatti lo hanno subito buttato fuori da non so che consiglio supremo degli imbecilli di Hollywood, ma Roman Polansky che ha abusato di una tredicenne è ancora bellamente osannato dai più. E hanno coraggio di dire "Poverino, le hanno brutalmente ammazzato la moglie incinta mille anni fa!". Col cazzo! Povera Tate che comunque non era una sua proprietà!
No, non hanno agito per onore, orgoglio e nuova era.
Hanno agito per correre ai ripari e per salvare il salvabile.

Ora c'è il caso ITALICO (sì, perchè quando ci dimostriamo così squallidi, meritiamo di tornare indietro anche nel lessico).

Asia Argento.

Diciamocelo: non è una grande attrice. Mi vergogno pure un po' a pensare che nel mondo quando pensano ad un'attrice italiana, in molti pensano a lei. Personalmente trovo in lei sempre qualcosa di volgare e viscido, il tutto condito con una buona dose di sciatteria. Mi irrita come parla, mi irrita come recita, mi irrita la sua ipocrisia.
Parliamoci chiaro: quando lei ha fatto la santarellina perchè l'ex ha ammesso di fumare cannabis, il mio pensiero è stato, depurandolo da ogni volgarità: "parla quella che pippava con lui fino a ieri". 
Capirete quindi che no, non ho una grande stima nei suoi confronti e, sinceramente, il nostro paese italico (sì, il minuscolo è APPOSTA) migliorerà soltanto se non rischiamo più di vedercela in televisione.
Però è questo il problema.
Il motivo per cui se ne va, non è perchè è talmente pessima come attrice, ma perchè altre sgallettate senza morale, nè cervello dicono che avrebbe dovuto farlo prima.
Quelle che ora chiamiamo le grandi attrici dei vecchi tempi, sono note anche per avere avuto dei figli di cui non si conosce il padre e che comunemente, tranne che in televisione, vengono chiamati "i figli del lavoro": per fare i film, la dovevano dare.
Che avessero talento oppure no, le gambe comunque dovevano aprire.
Lo hanno fatto e fingono di no.
Come gira il mondo, tutti sanno che per fare quel mestiere, devi pure fare il mestiere.
Soprattutto se vuoi farlo per essere famoso.
Niente illusioni, solo rassegnazione.
Personalmente: non avendo mai alcune velleità da attrice, non mi sono mai posta il problema. Già combatto le mie battaglie, figuriamoci se devo combattere quelle che non vengono combattute neanche da chi dovrebbe farlo: vuoi man forte? Eccomi, ma non sarò io a fare il lavoro per te.

Tornando a coloro ormai troppo vecchie per aprire le gambe e che ora vantano l'ipocrisia guadagnata di un rispetto fasullo, ora dicono "dovevi dirlo prima".
La figlia del più pavido maestro dell'horror della storia del mondo, poi, si è vendicata tirando fuori anche abusi da parte di altri italici grandi uomini del nostro cinema. Di cui non si è fatto nome.
E per fortuna che papino è sempre stato il suo maggiore sostenitore...

Ma no, non me la sento di giudicare il suo tacere sul nome. Tanto in questo paese (sì, come sopra), non avrebbe alcun valore.

Le persone dimenticano qualcosa di fondamentale. E parlo di persone, perchè non distinguo lo schifo di genere: si è persone senza considerare il sesso, ma intelligenza.
Quella che ormai manca nella maggior parte degli individui.

Non abitiamo in un mondo veramente perbene, ma perbenista e ipocrita.
Pieno di restrizioni culturali, sociali e discriminatori che vanno palesemente a sfavore del più debole.
Il problema è vivere in un mondo dove certe cose sono comunemente accettate e dove la vittima (soprattutto dalle nostre parti) è colpevole solo perchè è vittima: non ha davvero detto no, non l'ha detto troppo forte, non ha denunciato subito, non si è buttata dalla finestra pur di schivare la deflorazione, se sono molestate è solo perchè hanno dimostrato di volerlo, per come si sono vestite o per aver sorriso (come se non ci insegnassero che dobbiamo sempre sorridere - è il mantra che ci insegnano sin da piccole), come se non fosse colpa loro, quando si sa che lo stupro e l'aggressione non è un fatto legato all'altro, ma al prevalere sull'altro. 
Non si stupra perchè l'altro ha provocato, ma per dominarlo, distruggerlo, sottometterlo e prevaricarlo. E' un atto di odio e non di libido. 
La libido viene generata dall'odio e dal togliere la dignità all'altro e non dall'attrazione.
Non è legato alla libido, ma alla dominazione. All'esigenza di fare del male a qualcuno non perchè qualcosa manca nel tuo cervello, ma piuttosto al tuo carattere.
Si sa che la violenza è l'atto di chi è nel torto, soprattutto in una discussione. Lo stesso è per la violenza: non accetti un verbale no, costringi fisicamente al sì.
Oltre al fatto che certi tipi di violenza, sono eseguiti verso chi si pensa inferiore e quindi non meritevole di rispetto.

Peggio ancora è il luogo comune che sia "il passo che devi fare per...". 
E per le donne che l'hanno subito "se l'ho fatto io..."
Concordo: una donna che non denuncia, consente a un uomo a rifare violenza, ma se tutto il modo ti dice "è la norma", alla fine ti convinci che è così e su questo non si piò fargliene una colpa. 

Ci vogliono convincere che ce lo meritiamo, ma non è vero.

Come donna, ma prima ancora come PERSONA, perchè E' QUESTO CHE SONO!, non accetto l'omertà, ma ancora di più, non accetto chi accusa di omertà una donna vittima di violenze.
Perchè sono proprio queste accuse che rendono difficili le denunce. 
Poi non solo si colpevolizza la vittima, ma si dice che è tutta una messa in scena.
Da noi gli stupratori diventano eroi, come là, se sono abbastanza ricchi, vanno in clinica. In clinica e additati come malati, qui nel paese degli italici succede quando cocainmani e pippaioli del Jet Set, si fanno scoprire in festini con transessuali a base di coca, e altre sostanze (tutti gli altri sono dei drogati di merda).

Che poi forse nei suoi confronti io ho la stessa reazione che in molti hanno nei miei confronti. Con il mio corpo esile, il mio faccino infantile e i miei capelli lunghi (e perchè no, anche gli occhiali), chissà perchè gli uomini pensano sempre di potermi prevaricare fisicamente, moralmente e intellettualmente. E io devo sempre capire e pure ringraziare. E sono una stronza quando mando a 'fanculo.

Perchè per quanto Asia Argento non mi piaccia, mi piace ancor meno chi l'accusa.
Che se ne vada e, per favore: che si porti dietro pure tutti gli altri.



IO RIMANGO QUI A COMBATTERE
!!!!!

Per approfondire:
1, 2, 3, 4
Per il resto: googolate. 

sabato 7 agosto 2021

Lettera Aperta a un Giudice

(Questo articolo è stato scritto il 03 aprile 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)


Giudice Minucci,
È da qualche giorno che tento di capacitarmi come è possibile una cosa del genere, lo sa? In effetti succede tutte le volte che sento parlare di una cosa del genere, ma al momento il programma su cui sto lavorando è bloccato e quindi scrivo ora, che poi, non devo mica giustificarmi per avere ragione.
In fondo dovrei farci il callo: sei già stata picchiata da tuo marito? Allora non c’è reato, lo sostengono i giudici a Genova. Chiessene frega degli studi sulla violenza di genere, su quella domestica e sulle loro vittime. I giudici ne sanno di più e ne sanno meglio.
Ma lei non è di genova, Giudice, lei è di Torino ha ragione.
Io mi senti indignata come persona e come essere umano prima che come donna.
In Svezia, è vero, la vittima di studio che non presenta lividi non è vittima di stupro, ma le donne svedesi stanno combattendo una lotta d'opinione per cambiare questa legge e sono sicura che non ci metteranno molto a vincerla. In Svezia c’è un così basso tasso di violenza sulle donne che per loro le punizioni sono meno severe. Per noi le punizioni non ci sono per gli stupratori, perché giudici come lei, Minucci, che danno loro ragione.
Dire “Basta” a quanto pare per lei non è abbastanza. Bisogna chiedere aiuto e urlare. La prego, giudicem scriva “il manuale di chi subisce uno stupro” così quando capiterà nuovamente (e sappiamo che è già successo dalla sua sentenza fino ad oggi, ma loro le tralasciamo perché non avevano le sue direttive) a una donna di subire violenza saprà come comportarsi.
Sa vero che dovrebbe bastare? Quel basta? E dire che ha studiato molto per diventare giudice, come fa a essere così ignorante?
Non usi la scusa dei sui colleghi, giudice, sappiamo tutti che la misoginia tra quelli della sua categoria hanno permesso più stupri, omicidi e violenza di genere che impedirli anche solo liberando gli aguzzini perché non erano un pericolo. E immagino ne andiate tutti molto orgogliosi.
Che poi io sono tremendamente ignorante dell’emotività femminile e nella lingua italiana, pur essendo io donna e italiana, ma quando leggo che le motivazioni sono date dal fatto che lei avrebbe tradito quell’emotività che pur doveva suscitare in lei la violazione della sua persona… io lo ammetto: non lo capisco. Che significa?
Si sa che voi persone di legge siete come i giornalisti: parlate pomposo e male per non dire niente, ma magari se dice a una donna stuprata che se l’è cercata perché non ha fatto abbastanza, dovrebbe dirlo meglio.
Oltre il danno, la beffa: la vittima di stupro deve pure subire un’accusa di calunnia. E lei, Giudice? Lei sarà così orgogliosa della sua persona e della sua toga, che interpreta in maniera arbitraria le legge e decide come devono comportarsi le donne. Già che ci siamo, andiamo dal Papa e dirgli di toglierci l'anima, non l'abbiamo avuta per così tanti secoli! Non ci serve più!
E lei, Giudice Minucci, sicuramente si è sentita un vero Giudice della nostra amata repubblica, dopo quella sentenza. Sono molto felice per lei.
Non mi chiedo neanche come fa a dormire la notte, o guardarsi allo specchio, Giudice: sappiamo entrambe che lo fa benissimo. Perché questo non è di certo il paese di William Murray.
Lei, Giudice, smetta di guardate la televisione e cominci a guardare la vita vera. E si ricordi: anche il suo è stato uno stupro. Ha stuprato la dignità stessa di tutte le persone e tutte le donne. Avvalorare tesi come la sua sono un insulto dei Nostri Tempi, del Nostro Paese e della Libertà e Dignità umana. Ma immagino che i giudici del suo calibro amino follemente poter decidere del corpo di una persona.
Poi ci si chiede perché le scrivono quelle cose sui muri...
Finchè ci saranno persone come lei.


Avrà capito,  Giudice, che a me non interessa il suo sesso. Interessa il suo ruolo. E non mi interessa di che sesso sono io, perchè IO sono una Persona. E non piagnucoli perchè la trattano male, se lei non avesse protetto gli stupratori. Si ricordi: non serve dire basta. Ma lei immagino abbia anche il culo parato per poter fare la voce grossa.

domenica 11 luglio 2021

Essere una donna sola è peggio di essere una donna picchiata.

 (Questo articolo è stato scritto il 01 luglio 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)


Non farò la guerra al paese più misogino e quello meno in Europa. Ci sono troppi dati da contare che spesso non vengono mia davvero diffusi per essere distorti e, soprattutto, molte donne non ammettono neanche a se stesse di aver subito un reato, figuriamoci a terzi.

L'Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) ha condotto un'indagine che prendeva quarantaduemila (42.000) donne provenienti un egual modo da tutti i 28 paesi.
Si evince che, in Europa, una donna su tre subisce abusi. Parliamo di sessantadue milioni (62.000.000) di donne.
Una donna su cinque invece subisce violenza domestica.
Solo il 13% di loro ha però sporto denuncia se questo è il proprio partner o un altro uomo.
Una donna su venti ha subito uno stupro.

Dall'indagine, comunque, si avvince che sì, le donne subiscono violenza anche da altre donne, ma il numero risulta irrilevante rispetto all'azione maschile che rende praticamente inesistente quella cifra.

Il problema è l'ammissione in sé della violenza. 

Spesso se un uomo dice ridendo insulti o denigrazioni, noi donne lo accettiamo come se fosse un dazio da pagare.
Approcci sgradevoli come uno scotto tollerabile per essere accettate.
La stessa paura di rimanere sole è alla base di denunce mancate e di non accettazione della realtà. 
Ci hanno insegnato che senza l'accettazione maschile non possiamo vivere.
Non lasciamo perché essere una donna sola è peggio di essere una donna picchiata dal proprio partner.
Almeno così ci insegna la nostra cultura progressista europea: anche la ministro bavarese Ilse Aigner che subisce ingiustizie perchè non ha un partner, perchè anche solo l'idea di una donna single rimane un abominio agli occhi di molti. 
Figuriamoci qui da noi...

Non c'è infatti solo la paura delle critiche (spauracchio di base per le mancate denunce) o per le denigrazioni di vario genere, ma soprattutto la paura del rimanere sole.
Magari senza casa o senza alcun tipo di sussistenza.
A volte si ha paura di perdere anche il lavoro che non è necessariamente legato all'uomo che ne abusa.
Un tempo si voleva definire la violenza sulle donne come legato all'odio razziale, perché non guarda solo il trattamento di un'altra persona, ma perchè prende il 50% della popolazione mondiale come oggetto di discriminazione, odio e ghettizzazione.
Ma si sa, non siamo così importanti.

Poi c'è la coscienza che tanto le autorità non fanno nulla, essere umiliate anche in questo modo, quando ti dicono che c'è un maniale per la donna maltrattata e se non rientri in quegli standard allora non è vero. 
A volte è davvero troppo da sopportare. Anzi, lo è di sicuro, per qualunque essere umano.

Perché per quanto dicano no al burca, mentono e ancora ci vogliono pie relegate in casa e uscire solo col permesso e ben coperte.
Senza desideri, aspirazioni e appetiti.


E intanto sale il numero delle vittime di odio da parte di uomini.

Fonti:
1 - 2