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lunedì 21 settembre 2020

 


No perchè... io ci sarei voluta essere. Le ho adorate tutte. Le adorerete anche voi.

martedì 15 ottobre 2019

Saluto a un grand uomo

(Questo articolo è stato scritto il 9 novembre 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)



Questa notte è morto Umberto Veronesi.
Penso sinceramente di non poter far altro che rendergli omaggio.
Ci sono rimasta male.
Penso con tutto il cuore che il mondo intero ha perso un grande uomo, oltre che n grande scienziato.
Personalmente, trovo la cosa particolarmente sentita, perchè il tumore al seno è qualcosa che mi tocca da vicino.
Contrariamente alla maggior parte delle mie coetanee, io ho dovuto cominciare a controllare i linfonodi e il seno in generale da prima dei trent'anni. Mia sorella, infatti, giusto ieri ha subito l'ennesima operazione per colpa di un tumore al seno. La sua situaizone non è facile, ma hanno tolto tutto quello che c'era da togliere e sono ottimisti, ora bisogna solo affrontare la (lunga) convalescenza.
Io pure se le cose vanno male, dovrò togliere una ciste a dicembre (se è cresciuta... e dopo i trent'anni non possono formarsi e questa è l'unica che si è formata di dicembre).
Se non fosse stato per Veronesi la situazione delle donne, di tutte le donne nella situazione di mia sorella non sarebbe stato persino più orribile di quella che devono affrontare ogni volta che si trovano di fronte a quel mostro oscuro che le divora da dentro.
Gli uomini non possono capire cosa vuol dire il tumore al seno per una donna. Veronesi però era di una sensibilità diversa. Probabilmente ha visto il trauma psicofisico delle sue pazienti quando subivao l'asportazione totale del seno e ha capito che la sopravvivenza è una cosa, la vita è un'altra.
Poi l'altra azione geniale, il lingonodo sentinella. Lo controllano sempre, sapete? Ogni volta che fai un'ecografia al seno.
Certo, io ho amiche che me ne parlano come se la loro dottoressa fosse l'unica degna di nota perchè lo fa, ma è un'azione che è automatica per tutte le donne e per tutte le donne dai trent'anni in su.

Quando sento le pubblicità che favoleggiano all' "eccellenza italiana" io mi urtico spesso... perchè per me l'eccellenza italiana è Umberto Veronesi, è l'unico livello di cui si può parlare di eccellenza.
L'eccellenza italiana sono tutti quelli che si impegnano, metodicamente, con passione, per poter andare a dormire sentendo di aver fatto un piccolo passo verso il lavoro fatto in maniera corretta.
Che non è solo l'oncologo o il medico di turno (che poi pensano fin troppo spesso di essere degli dei senza motivo e trattano spesso i pazienti come dei mentecatti), ma è chiunque faccia il suo lavoro in maniera seria, senza distrazione e non in maniera affettata, perchè che sia piantare un pomodoro, allevare un bambino, portare al pascolo le bestie, difendere la sicurezza delle strade, vendere un vestito o costuire case, bisogna farlo bene alla stessa maniera, se no non ha senso farlo.

Perchè tutti i lavori sono importanti: essi danno dignità. Una parola di cui si abusa e che sta perdendo significato.

Ma Veronesi... Veronesi aveva dignità e ha aiutato perchè anche i malati la mantenessero.


Amen

domenica 24 giugno 2018

Mostra fotografica sui grandi maestri di cittadinanza

(Questo articolo è stato scritto il 20 Maggio 2016 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)

A Perugia l'Ansa propone immagini del suo archivio.
L'argomento?
Falcone e Borsellino.
Sarà che tra poco è il giorno della legalità, sarà che è l'anniversario della morte di Falcone, sarà che... sarà che ci sono in mezzo tante cose, ma questa bella notizia mi piace darla.

La società di informazione più importante d'Italia ha infatti deciso di proporre ai suoi visitatori la bellezza di 150 foto che spaziano dal loro stesso archivio, ma anche da ritratti provati, video, e un documentario, in una mostra che diventerà itinerante.

finestradonna.blogspot.it


La realizzazione è ad opera dell'ANSA, appunto, in collaborazione con il ministero della pubblica Istruzione, dell'università di Urbino.
Questo interessante lavoro sarà allestito fino al 19 maggio nell'aula magna dell'istituto superiore Capitini-Di Cambio di Perugia (prima di lei, è stata a L'Aquila.

Questa Mostra è in giro dal 2012, in occasione del 20'esimo anniversario della scomparsa di questi due grandi uomini, ma è stata recentemente arricchita per riprendere il suo tour nelle scuole italiane.
Parla della loro vita, dall'adolescenza palermitana, ai primi passi nella magistratura, fino al "Pool antimafia" e i maxiprocessi.

L'idea della mostra, infatti, è quella di avvicinare gli adolescenti alle due grandi figure di Falcone e Borsellino, con il tentativo di avvicinarli a due figure meravigliose e tragiche come quelle dei due magistrati. Considerando che i nati nel 1992 ormai hanno 24 anni, per loro sarà storia antica, ma è sicuramente è più vicina di quanto si pensi.

Lo segnalo perchè io ancora sto male nel penare a gli 56 giorni di Borsellino (e al film che mi fa rabbrividire ogni volta che arriva la parte della moglie che dice "ma si vuole fare ammazzare" davanti alla televisione mentre lui dice pubblicamente le sue intenzioni), al suo omicidio di stato, a quello che hanno fatto due uomini meravigliosi che sono stati assieme a molti altri, ma sempre troppo pochi.
Peccato che una sola mostra non basti, ma da qualcosa si deve pur cominciare e penso che la storia di questi due grandi uomini non deve essere dimenticata.

Ho mandato un messaggio all'Ansa, sperando in un elenco delle scuole che ospiteranno virtualmente i due giganti, per ora, accontentatevi di questi tre link:

Il film intero caricato su yourube de I 56 giorni di Borsellino
Il documentario della Storia siamo Noi, su Giovanni Borsellino.

Che poi in fondo è vero... io sono una che si appassiona facilmente... ma lasciatevi trasportare anche voi.