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lunedì 21 settembre 2020

 


No perchè... io ci sarei voluta essere. Le ho adorate tutte. Le adorerete anche voi.

lunedì 16 febbraio 2015

Magazzino 18 di Simone Cristicchi

E' assurdo partire con delle scusa.
Purtroppo non posso farne a meno: Rosa Scioccato nasce come blog rosa, leggero e senza pretese. 
 
E così che ho intenzione di tenerlo. E di certo non ho intenzione di cambiarlo già al 4 post.
Qualche storia da raccontare, qualche libro da consigliare.
Nulla di impegnativo.
La vita lo è già abbastanza.
 
Solo che, non me ne abbiano a male le fan di 50 sfumature di grigio, ma mentre c'è quel film al cinema, io ho preferito passare due ore (intense e senza pause) a teatro a vedere Simone Cristicchi e il suo nuovo capolavoro.
 
 

Lo spettacolo parla della tragedia degli italiani istriani, di Fiume e Dalmazia. 
O meglio.
Personalmente mi sento di dire che parla della tragedia degli abitanti di quella terra di confine, dove tutti vogliono metterci becco e tutti vogliono fare da padroni, e tutta la povera gente che ne subisce le conseguenze.
Nel loro caso dai Fascisti che eravamo che non sopportavano gli slavi e i croati, ai titini che erano che hanno voluto la prima pulizia etnica della Jugoslavia partendo proprio dai nostri connazionali che vivevano in quelle terre.
Perché, detto fuori dai denti, non è un problema delle genti, ma dei governi. E poi ci si chiede perché Il mio canto libero è vietato nelle dittature.
Non c'è retorica, in Cristicchi, ma solo senso civico.
Lo spettacolo poi, che come ho detto qui sopra è molto lungo, è altrettanto piacevole.
Questo mio commento sembra stridere con il trattato, ma vi assicuro che è così.
Forse dovrei dire scorrevole.
Gli argomenti trattati (a cui non riesco a trovare un aggettivo qualificativo adeguato) sono decisamente raccontati bene. Per quanto sia emotivamente pesante (di pungi allo stomaco ne si ricevono parecchi) non lo è percettivamente: finisce capisci che è passato così tanto tempo solo perché guardi l'orologio.
Cristicchi è intenso e coinvolgente. I bambini che gli fanno da coro (presi dalle zone dove si esibisce) non sono né eccessivi, né leziosi e danno quel pizzico che serve.
Tendenzialmente però, è il cantautore italiano che tiene banco per tutto il tempo.
 
Se volete vedere qualcosa di davvero degno di essere visto, andate a vedere Magazzino 18.
Non è tempo perso.
Per me per lo meno non lo è stato.
 
E vi assicuro, riparlerò di Magazzino 18: ho preso il libro.