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venerdì 6 gennaio 2023

Ginny e Georgia

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In questo articolo parlerò della seconda stagione di Ginny & Georgia, telefilm di Netflix (perché sappiamo tutti che la prima stagione era davvero bella). 
CI SARANNO SPOILER QUINDI NON ROMPETE.
Perchè sì, posso anche non smontare per forza un telefilm di questo portale di streaming.
Questa serie si conferma la più bella che ha mai prodotto Netflix.
Sì è un teen dramma e bla bla bla, ma ha una struttura, trama e ottimi dialoghi.
Alcuni personaggi sono un po' troppo affettati, ma sinceramente nel complesso sono persino loro estremamente godibili in quanto riescono ad alleggerire una storia che altrimenti potrebbe risultare un po' pesante.
Il telefilm non è assolutamente pesante, invece e scorre molto velocemente tra scene di vita quotidiana leggera ed eventi molto più impegnativi.
In questa stagione c'è la preparazione del matrimonio di Georgia con il sindaco di ricca famiglia americana, Paul Randolph,  la relazione sentimentale di Ginny con il vicino il vicino di casa, Marcus Baker, i rapporti di amicizia adolescenziale e non, ma soprattutto problematiche come la questione del possesso di armi in Americamaltrattamenti domestici, razzismo sotterraneo, autolesionismo, disturbi alimentari e depressione.
Questi ultimi tre sono argomenti che venivano trattati già nella prima serie e venivano trattati nella stessa maniera: mostrandoli senza parlarne effettivamente e affrontandoli senza particolari moralismi e in maniera quasi delicata (nonostante una certa crudezza) che non scade mai nella banalizzazione e nella superficialità. 
Hanno deciso di affrontare di più il concetto di autolesionismo (di cui soffre Ginny) e lo hanno fatto in una maniera delicata e non semplicistica ed essendo una serie e non un film hanno potuto realizzare un percorso che denota una lentezza più credibile di quella che si potrebbe fare in un film (che personalmente non avrei mai guardato).
Ha mostrato le due reazioni che (credo) siano probabili da parte di un adulto quando scoprono che un adolescente / un parente / un figlio pratichi autolesionismo.
Per lo meno sono le due che si spera che le persone abbiano. Anche se, diciamocelo, ci verrebbe da dire piuttosto che la prima è la reazione che potremmo avere (e che comunque molto in linea con il personaggio che spesso sembra voler fare più da grillo parlante che essere realistico, ma va bene così) e la seconda è quella che molto probabilmente avremmo (e sarebbe comunque una buona reazione, piuttosto bella rispetto a quelle che molto probabilmente accadono nella realtà).

Personalmente lancio una freccia a favore al monologo fatto da Marcus sulla depressione. credo sinceramente che la descriva con delicata accuratezza. Tra l'altro il suo è uno dei personaggi più belli di tutta la storia: è un individuo sensibile, gentile e comprensivo, chi empatizza molto e dice molte cose carine. Questo permette alle persone di appoggiarsi a lui, peccato che lui non sia in grado di essere un vero sostegno e, per mia esperienza, questa cosa prosciuga energie che innescano poi uno stato di alienazione che fa tornare la depressione. Lo dico con sincerità: Marcus è quel genere di depresso gentile che riconosce la sofferenza. C'è un'altra bella nota nel suo personaggio: si rende conto e a suo modo reagisce non tanto per tirarsene fuori, ma non vuole che i suoi problemi siano anche degli altri.
Già nella prima stagione si sapeva che fosse un personaggio "blu", rientrando nello stereotipo del bello e dannato, ma non è comunque banale.

Altro fantastico modo di rappresentare una problematica è quello che riguarda i disturbi alimentari. Altro tema spesso raccontato nei teendrama (da Cassie in Skin, a Hanna in Pretty Little Liars e chi più ne ha più ne metta) che anche qui è sempre presente dalla prima stagione con Abby (che ha fortissime problematiche con il suo corpo e va in paranoia ogni volta che si parla del suo peso, chiudendosi a riccio), ma non viene nominata punto non ha un nome è presente silenziosa. E lì, la vedi e la ignori punto non te ne accorgi E se lo fai non lo fai mai davvero. Per lo meno... io ho riconosciuto quel disturbo, se poi si scoprirà che è un altri problema... 

Ci hanno messo troppo tempo per produrre questa seconda stagione, ma sinceramente ne è valsa la pena.
Non è stato come La fantastica signora Maisel o Stranger Things, che hanno prodotto le loro ultime due stagioni di una qualità non all'altezza delle precedenti. Certo, sappiamo sempre che la prima stagione la più bella e poi tendenzialmente si va a peggiorare, ma le ultime due stagioni di questi due telefilm sono decisamente scarse per i loro standard.

Un' altra cosa che ho apprezzato è la reazione dei personaggi: bene o male è in linea con la loro età.
Personalmente mi sento anche di fare apprezzamenti per i personaggi maschili che presentano una certa realisticità, senza il machismo ottuso e idiota che trovi nel classico "buono", il cowboy imbecille e silenzioso, oppure la versione "oscura e tormentata". O meglio: queste caratterizzazioni ci sono nella storia, ma non sono fatti a stampino. Anzi, in questa seconda stagione i personaggi maschili che altrimenti potrebbero risultare tossici in una vita reale risaltano in una luce decisamente più positiva.
Il primo esempio è quello dell'uomo padrone, il macho che non deve chiedere mai, il padre di famiglia che finge di essere buono ma che essenzialmente è un dittatore. Questi sono gli uomini a cui si lega Georgia (che infatti rientra nello stereotipo della astuta che alla fine si fa mettere il guinzaglio) che sono il padre di Ginny, Zion, e il suo ultimo interesse amoroso (da notare che l'altro uomo con cui flirta è Joe che è il classico bravo ragazzo - più o meno - che rispetta le donne e non giudica né vuole imporsi e con cui quindi lei non conclude).
Paul e Zion (quindi le due etnie all'opposto che però rappresentano sempre l'uomo sicuro di sé, saggio, magmatico e da eroe greco se non vera divinità - e visto la gnoccaggine ci starebbe pure) comunque non sono particolarmente eccessivi.
Paul soprattutto è la rappresentazione del classico americano di alta borghesia, con un impronta fortemente patriarcale e autoritaria più che autorevole. Le reazioni dell'uomo però, sono estremamente empatiche, mostrando che non è necessariamente "o io, o IO" anche se si è quel genere di uomo (perbenista più che perbene); reagisce come sarebbe normale reagire in una relazione: chiede, propone e sta zitto nelle relazioni con i figli (risultando piccato quando viene escluso, ma comunque conscio di essere in un ruolo genitoriale comunque secondario), per poi decidere di prendere il controllo quando è necessario. Parlo della reazione che ha avuto con l'ex marito di Georgia, nonché padre di Austin. In questo frangente, Paul comprende che è il momento in cui è il momento che assuma non tanto il comando quanto il polso della situazione e aiutare Georgia. Credo sinceramente che non sia una questione di conferire debolezza a lei, ma comprendere che le cose non si risolvono da soli e lui non è che salva lei, ma affronta un bullo. 

Altra nota meravigliosa è quella che c'è tra i due bambini Austin e Zach, che rende ancora più piacevole il rapporto innescato tra le madri (Georgia e Chyntia - quest'ultima è la protagonista di una sotto-storia davvero toccante) che mi rende davvero molto curiosa di vedere cosa succederà in quelle relazioni.

Insomma, c'è un bel po' di roba nel calderone di Ginny & Georgia, ma nessuno di questi argomenti trattato con sciatteria come del resto succede in molte altre storie.

giovedì 5 gennaio 2023

Altre recensioni di telefilm: Mercoledì e The Bad Guy (con dei rimandi a El Internado)

Chi ha visitato questo blog lo sa: io non vado per il sottile con i telefilm. Tendo ad essere diplomatica nel commentarli, ma se non mi piace il telefilm non mi piace.
Non sono pagata ad articolo e non me li chiedono per parlare bene, scrivo recensioni solo per parlarne un po' senza sentirmi dire che sono troppo puntigliosa. So di essere di parte quando parlo di Star Trek, e so che i sequel di Pretty Little Liars non hanno fatto cagare solo a me.
So anche di non essere l'unica deficiente a cui fanno schifo (SCHIFO!) il 70 % dei telefilm che, a ben vedere sono e rimangono tutti uguali. Soprattutto, mi stanno sul culo le finte novità e chi dice che sono pazzesche.
Oggi parlerò di due telefilm che ho visto in queste vacanze di Natale e, probabilmente, molti di voi mi odieranno. Perché? Perché in questo breve articolo vi dirò la verità su Mercoledì (o Wednesday, che dir si voglia) e invece parlerò sorprendentemente bene di un telefilm italiano: The Bad Guy.

MERCOLEDI'.

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Mercoledì è un telefilm che già mi metteva un po' (tanto) di dubbio addosso quando ne sentii parlare la prima volta, quando ancora non c'era una data di uscita specifica.
Per nessun motivo apparente, a parte l'odiosa esigenza di fare pure il politicamente scorretto, qualcosa di politicamente corretto e accettabile, per rassicurare mammine e papini sotto psicofarmaci, maniaci del controllo e del perbenismo.
Avevo ragione. Ma partiamo dall'inizio.
I primi minuti della prima puntata sono di una figata pazzesca.
Mercoledì, dopo una visione, scopre che i nuotatori hanno bullizzato il fratello e lei decide di vendicarsi (perchè nessuno a parte lei può farlo) e butta dei piragna nella piscina del liceo.
Ammettiamolo, ragazzi strani di tutto il mondo: ci è piaciuto.
E poi, quando viene rimproverata dai suoi genitori, commenta "Tutti saprebbero che non ho finito il lavoro". Le premesse erano ottime.
Altre tre perle inserite nei vari spot di Netlix sono: lei che chiede: "preferivi fossi ossessionata da cavalli e boy band?", lei che parlando con il figo della serie gli  chiede se l'ha salvata per "spirito cavalleresco? Il caposaldo del patriarcato per avere la mia eterna gratitudine?"; nella terza vediamo lei, vestita per il ballo, che dice di essere "irriconoscibile, ridicola, un esempio di oggettivazione femminile per lo sguardo maschile". In più odia la tecnologia: non ha il cellulare e... personalmente mi ci sono ritrovata molto.
Io ho avuto un cellulare con la possibilità di avere Whatsapp molto dopo di tutti gli altri, sono della generazione di Facebook (per quel che riguarda gli italiani) e non l'ha mai avuto (e non ci tengo neanche). 
Poi ho visto il telefilm... e ho costantemente storto il naso. 
Perchè, come sopra detto: non è un personaggio politicamente scorretto. 
Gli Addams sgretolavano gli schemi sociali, erano i diversi sin dalla loro creazione.
Mercoledì, dagli anni '90 in avanti era come uno scorpione: non è cattiva, ma è la sua natura. 
Questa è solo la classica protagonista delle storielle adolescenziali un po' noir americane, solo vestita di nero.
Pretty Little Liars in nero.

Il "terribile bello come Ivan" VS "il terribile brutto" è quantomeno da arricciata schifata della bocca.
Lei sembra comunque più spaventata dall'idea di aprirsi con gli altri, dall'essere incapace di farsi influenzare dagli altri per essere se stessa. E da una che ha apprezzato il suo personaggio nella prima puntata, arrivare a capirlo già nella seconda ha un che di triste... avevo l'età di quel personaggio quando capii che non mi interessava poi così tanto essere accettata, se per farlo dovevo essere qualcuno o fare qualcosa che mi faceva stare più male che a essere me stessa.
L'uscita "non penso di essere migliore degli altri, ma solo di essere migliore di te" detto alla stronzetta capobranco di turno, non ha aiutato a empatizzare nuovamente con lei.

In questo telefilm c'è inoltre il concetto di diverso/mostro/reietto... come se tutti quelli che sono un po' introversi rientrassero in quel mondo, come per consolare il fruitore come se fosse diverso, alla fine rientra per forza in quelle categorie. Banalizzante.
Nelle precedenti edizioni degli Addams (non è possibile non fare il collegamento) è vero: esistono streghe e strane sopportazioni al dolore (nonché l'unico vero elemento "soprannaturale" che è mano), ma gli incanetesimi e le stregonerie non siano propriamente vere.
Ma soprattutto: perchè se loro sono veri stregoni, prima di mandarla nella scuola di "reietti" non la mettono subito lì? Sarebbe stato più giusto, soprattutto se lo avevano fatto loro stessi e che ne erano così entusiasti.
Ne avevo altre sull'ambientazione, ma ora non me ne vengono in mente.

Comunque, se proprio volete qualcosa di ambientato in una scuola con dei reietti (e pure un po' di noir che non guasta) allora è molto meglio guardarsi "La scuola dei Misteri" (El Internado: Las Cumbres) dove i disadattati sono ragazzi normali con parecchi problemi e vivono in un collegio/lager dove i ragazzi vengono travolti da una serie di situazioni pericolose. 
E l'ambientazione è decisamente più figa (quante perle ha la Spagna?!).
Quello è un telefilm con una struttura.




Poi c'è il concetto base: com'è possibile che la nuova arrivata, più che mai sfigata, è alla fine il dilemma amoroso del figo della scuola?
L'attore che fa Gomez poi è osceno.

Non ricordo le altre critiche generiche... passiamo al resto. Prima della metà della serie avevo capito chi era il cattivo principale, poco dopo la metà chi era il suo braccio destro.
Sono un po' irritata da questa banalizzazione delle storie che fa tutto troppo semplicistico. Rasentiamo il patetico. Come potete dire che la storia sia bella? Le persone che dicono che è bello, lo fanno SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per l'estetica dei personaggi.
Un mio amico, ad esempio, è estremamente attratto da Mercoledì (che la reputa conturbante), tanto che ora mi ha impedito di fare le trecce da ora in poi, o per lo meno quando lui è nei paraggi - cosa che faccio spesso - e se il telefilm fosse uscito prima di Halloween, sarebbe stato il suo massimo desiderio: tutte le ragazze sarebbero state tutte travestite così.
Sono piuttosto sicura che in molti hanno pensato la stessa cosa.
Il finale è quantomeno irritante: con l'ennesimo stolker anonimo che comunica con messaggi anonimi tramite smartphone... da Pretty Little Liars in avanti, è uno stratagemma quasi obsoleto. Sicuramente abusato.
Potevano decisamente evitarlo.

Comunque sì: tutti abbiamo pianto per Mano.


THE BAD GUY

Una serie che invece mi ha piacevolmente colpito è stata The Bad Guy e non l'avrei detto. La motivazione è solo una: NON mi piacciono i telefilm dove si parla di associazioni a delincuere, soprattutto se malavitose. Non mi è mai piaciuto I Soprano, ho evitato sistematicamente Gomorra. Non sono il mio genere e non lo saranno mai (spero). 
Stavo lavorando quando ho fatto partire per caso The Bad Guy; ho deciso di far passare il primo episodio, ripromettendomi di cercare altro subito dopo, solo per poter lavorare in santa pace senza distrarmi molto. E' finita che mi sono fatta una maratona. Il tormentone "Balduccio Remora, cugino dell'America... del sud, ma tu chi minchia sei?" è favoloso. Lo ripetono in varie versioni e ci sta tremendamente.
La storia è molto lineare: Nino Scotellaro, è un magistrato in lotta contro la mafia, in particolare è ossessionato dal catturare il boss latitante Mariano Suro, colpevole tra le altre cose ad aver assassinato il padre della moglie, altro magistrato a cui lui era fortemente legato.
Accusato ingiustamente di corruzione, viene "incredibilmente" condannato. Dopo 5 anni si salva incredibilmente dal disastro del Ponte sullo Stretto di Messina (per cui avrebbe preso tangenti) e da lì comincia a spacciarsi per tale Balduccio Remora con l'unico scopo di uccidere il suo arcinemico.
La storia è incalzante, i personaggi sono ben delineati e nulla è particolarmente esagerato. 
Ho addirittura ripreso dei pezzi, mentre li vedevo per poter leggere i sottotitoli quando il dialetto mi riusciva caustico (e da lombarda di origine non siciliana posso dire che poteva capitare) pur di non perdermi parti dei dialoghi per paura di perdermi pezzi che potevano risultare importanti.
Ho trovato quasi stucchevole e fazioso voler mettere un'omosessuale nella storia, ma alla fine è un neo a cui si può sorvolare.

In generale la recitazione è davvero buona e il ritmo è perfetto. Temo il cadere di stile della seconda stagione, ma me l'aspetto. 

domenica 27 marzo 2022

STAR TREK PICARD - quarta puntata


Ok, ragazzi. Cosa volete che vi dica su la quarta puntata di Star Trek Picard
Bene. L'ho vista, l'ho guardata e vi dico in maniera molto carina: niente di nuovo sul fronte occidentale. La questione principale è che non c'è assolutamente niente nuovo. 
Abbiamo potuto vedere la versione giovane del personaggio interpretato da Whoopi Goldberg che oggettivamente mi ha fatto capire una cosa: io di quell' attrice non ricordo nessuna interpretazione in cui non sia una donna fatta è finita e non più giovane. 
E come giovane intendo vent'enne... o trent'enne.
Ora sembra solo ingrossata un po' rispetto a vent'anni fa, ma per anni è sempre rimasta uguale a se stessa. 
Grazie al suo incontro, comunque, abbiamo la possibilità di avvicinarci a quello che chiama L'Osservatore il che va bene, e scopriamo anche chi sia, ma scoprirlo mi ha fatto pensare male: i romulani non dovrebbero essere lì, questi volevano solo evitare di pagare per un nuovo/vecchio personaggio. 
Raffi e Sette sono ancora ferme. O meglio, ora sanno per preoccuparsi di salvare Chris che sta per essere rispedito a casa anche se non è casa sua e Agnes ha avuto un interessante colloquio con la Regina Borg. La parte interessante soprattutto è che lei l'ha lasciata sola dopo aver ottenuto quello che voleva e la regina ha tentato di richiamarla incazzatissima. Ammetto che per me quelle due fanno scintille assieme e spero non le rovinino. Non è che la scienziata ha inserito un virus nella mente della Regina? Per favore?
La grande domanda è: cosa stava facendo Q, e perché non c'è riuscito? 
Basta guardare i titoli dei personaggi per scoprire che è una Picard (io l'ho fatto perchè per me era un altro personaggio e mi sono sbagliata) che fa pensare solo  che Q sia uno stolker.
Ci sono comunque due opzioni: che Q non ha i suoi poteri o li sta perdendo, che può rientrare nel l'idea che è ammalato (lo hanno mantenuto nella versione vecchia per risparmiare sul makup?) o è lei ad essere speciale. 
C'è un'altra grande domanda: è la signora in rosso vista nel trailer. Peccato ce ne siano almeno 3 di bionde... vere o tinte che siano.
Peccato che per avanzare in un altro pezzettino ci voglia ancora una settimana. Sappiamo ora che probabilmente sarà un paio di giorni prima che accada la divergenza che porterà al modo dispotico.

Votazione della puntata? Direi che è un 7 meno, perché sono buona. 

Voglio ancora dare fiducia e vedere come andrà a finire la cosa anche perché sono 10 puntate e quindi siamo quasi a metà, il che vuol dire che, effettivamente, non posso metterci troppo tempo ad arrivare alla puntata della divergenza, anche se probabilmente sarà la numero 8 o la numero 9. 

Spererei magari nella 7 visto che così possono metterci un po' di più a risolvere il tutto e non semplificare tutto negli ultimi 10 minuti, come ormai fanno tutte le serie e che mi ricorda tanto li periodo Corinzio dell'Arte Greca o in certe opere teatrali dello stesso periodo, in cui gli dei venivano raffigurati mentre intervenivano fisicamente per risolvere alla fine la situazione del loro protetti, oppure schioccando le dita per risolvere tutto.

Speriamo.... anche se dice il detto: chi vive sperando...

mercoledì 23 marzo 2022

OK, SONO UNA TREKKER. FATEVENE UNA RAGIONE (ovvero: Star Trek Picard 2)

SI AVVISA IL LETTORE CHE CI SARANNO EVENTUALI SPOILER E LUNGUAGGI CHE POSSONO NON PIACERE AL POLITICAMENTE CORRETTO


Star trek picard, season 2, stagione 2, Star Trek : Pikard

Da tre settimane è uscita la nuova serie di Star Trek Picard.
Da bambina cresciuta con The Next Generation (e follemente innamorata di Data) non potevo non esimermi dal guardarlo. Ho guardato anche la prima stagione (ovviamente) ma è in giro già da un po' e... sì, ieri sera me la sono comunque sparata tutta dopo aver rivisto dall'inizio le tre puntate appena uscite della nuova.

Devo essere sincera: la prima non mi ha fatto impazzire soprattutto nel finale. Il mostro che viene dal cielo e che bisogna fermare è fin troppo visto nelle americanate degli ultimi anni e io quelle le ho odiate tutte. Per il resto, il tema degli errori di governo dettati dalla paura (e da altro e di cui hanno spesso parlato in TNG), gli ideali compromessi e l'esigenza di redimersi e fare ammenda, invece, li ho apprezzati molto.
C'erano poi Picard, il mio capitano preferito in assoluto e Sette che mi è sempre piaciuta (sì, mi sono sciroppata anche tutte le puntate di Star Trek Voyager, problemi?). 
Ho sinceramente apprezzato alcuni nuovi personaggi e sono tutt'ora convinta che molte cose dovessero essere sviluppate meglio. Per il resto... eccoci qui che vi parlo della seconda serie.
Perché? Perché oggettivamente, genere fantascienza a parte (non che certe serie poliziesche o simili non rientrano nella sezione fantascienza... solo perché non hanno pistole laser non vuol dire che non ci rientrino) è ancora uno dei plot meglio riusciti.
In questa stagione fanno qualcosa di visto e rivisto: salto nel tempo per salvare il passato.
In un film (o erano delle puntate di una serie? vallo a ricordare) Picard e i suoi sono andati nel passato e hanno salvato il genere umano. Dai Borg...
I Borg che fanno la parte di strani alleati/nemici/va a capire che cavolo sta succedendo in questa serie.
Q, altro personaggio nato con TNG fa la sua comparsa e Picard stesso dice nella prima puntata che non sta bene.
Ora... Perchè nella prima punta la Regina Borg (personaggio indiscutibilmente splendido il più delle volte anche se capita la rendano un po' macchietta come donna sensualona e cattivona) dice a Picard di guardare in alto, quando poi lui si ritrova faccia a faccia con Q?

Questo mi lascia perplesso e spero di sbagliarmi. Non voglio fare congetture assurde, ma spero non abbiano fatto assimilare i Q dai Borg e alla fine questo Q, il solito Q, il (per lo meno a me) simpatico Q che ancora non è del tutto assimilato riesce a fare qualcosa... oppure è al soldo della Regina.

Poi c'è la possibilità che qualcun altro si sia diretto verso il passato per cambiarlo e lui abbia deciso di intervenire... e ha qualcosa che non va perché quelle modifiche stanno cambiando pure lui ma, essendo un Q, riesce a capirlo.

Poi c'è l'idea stessa dei viaggi nel tempo dove tutto quello che sta facendo Picard doveva succedere per forza, perché se no non sarebbe mai nata la Federazione, ma la Confederazione (quando gli piacciono le quattro citazioni ai loro due giorni di storia agli americani... mamma mia!)

Mi fuma il cervello. Spero solo sia almeno decente... così posso perdonarli e sperare nella terza stagione.

Andiamo con ordine nei miei sproloqui.

La prima pallosissima puntata, basata sulla totale incapacità di impegnarsi in una relazione e aprirsi davvero dell'ammiraglio Jean-luc Picard finisce con lui che mette l'autodistruzione all'astronave, viene recuperato da Q e finisce nel mondo alternativo creato con il cambiamento temporale.

Nella seconda scopriamo che è un pianeta governato da un unico governo dispotico e inquinatissimo, dove Sette ne è la presidentessa (pardon, Presidente... ovvio. Forse vogliono aumentare l'idea di disutopia, o forse è questione di doppiaggio perché sarebbe riuscito più difficile da dire nel tempo a disposizione, o forse i traduttori sono solo analfabeti), lui è lo sterminatore dei mondi, Raffi è il capo della sicurezza del governo, Chris è colonnello, Agnes una scienziata triste e sola con tanto di gatto virtuale (lovvo, soprattutto perché quel gatto, da bravo micio, è fondamentalmente un dissidente) che ne accentua la solitudine ed Elnor il membro della resistenza romulana
Hanno appena distrutto i  Borg e la Regina deve essere giustiziata (pardon, eradicata).
Qui scoprono la variazione temporale e tentano di partire, vengono scoperti e Elnor (che in queste due puntate ha mostrato "la via del candore" o come si chiama e che te lo fa amare di più) viene colpito.

Terza puntata.
Bastardi.
Fanno morire Elnor per salvare la Regina, Raffi è distrutta e (giustamente) incazzatissima.
Partono e (ovviamente) quello a cui dicono di non dare nell'occhio e stare lontano da polizia e ospedali (Chris che è l'unico che può essere scambiato per un immigrato... forse perchè lo è per gli americani, sia come inglese che come cileno) dove finisce? Prima in una clinica che aiuta gli immigrati clandestini, per poi essere arrestato durante una retata.
Raffi e Sette continuano la loro missione e begano per ovvi motivi.
Intanto la parte più figa: il mente a mente di Agnes con la Regina Borg.

Spero le abbia lasciato un virus nei circuiti.

Per ora sembra migliorare, ma chissà...
Incrociamo le dita: il Trailer fa sperare. Volete sperare con me?


masile, la favolosa signora masile, stagione 4

E io mi chiedo se, per lo meno, non mi capiti la stessa cosa che è successa con La Favolosa Signora Maisel, dove non avevo capito che l'ultima puntata era l'ultima puntata... poi ho contate gli episodi e... cavoli, se è brutta questa stagione. Visto l'inattività da Covid che ha prolungato il tempo di ideare qualcosa, potevano sbattersi un po' di più. 
E che cazzo.
Mi rassicura che non è l'ultima (se non sbaglio si ferma a 5) perché questa è decisamente sconclusionata. Soprattutto, ho riso più perché volevo ridere (ne avevo bisogno) che perché fosse davvero divertente.



Post sconclusionato concluso.







domenica 20 marzo 2022

PUPPLICITA' PROGRESSO? (ovvero: quando mi fa incazzare sentire 25 volte la stessa orribile pubblicità)

ATTENZIONE: PER IL FALLIMENTO DI CHI METTE LE * PER NASCONDERE UNA PAROLACCIA (ALLORA TANTO VALE ELIMINARLA) VI AVVISO CHE QUI CI SARANNO USCITE CHE POTRESTE TROVARE SCURRILI, MA IO LE * LE ODIO.


Amico, colleghi... ma anche detective.

La domanda è? Cazzo vuol dire?
Niente. E' da imbecilli.
Cosa vuol dire secondo voi? Che sono colleghi come masturbatori seriali? Calzolai che si dilettano a investigare? Forse non disoccupati (sì, visto che per certi uomini masturbarsi è un lavoro, l'ho utilizzato come tale visto che per me chi ha ideato questa pubblicità ha proprio quello di masturbatore come primo lavoro... e per la cronaca, dovrebbe essere un passatempo, o fai il pornoattore o di dedichi al mestiere della prostituzione ma non il pubblicitario) ma fin qui non è difficile.

Non sarebbe logico.
Sarebbe logico che fosse (ma diciamocelo, sarebbe meglio cambiarlo in toto):

detective, colleghi ma anche amici

Perché in primis c'è il loro lavoro, poi la relazione ovvia (non sono rivali o di diverse stazioni di polizia) e poi quella più personale: che sono amici.
Cosa che poi rende un po' più amplia la possibilità di plot decenti.



Amiche, colleghe... ma anche detetive.
(questa è la versione originale)

Questa è geniale, invece, vero?
Tutto quello detto nella versione al maschile (soratutto che dovrebbe essere cambiata in toto), non vale.
A quanto pare l'autore fallimentare di quella (come minimo) irritante pubblicità pensa anche di aver fatto un buon lavoro.

Come se fosse un genio a non dire:

Una ha il culo alto e doso per correre meglio dietro ai criminali, l'altra fa le migliori orazioni senza parlare per raccogliere prove (seminali?)

Soprattutto: sentirla trenta volte all'ora (come minimo) non aiuta a farmelo piacere.
Anzi, l'ho odiata così tanto da scrivere questo post.

Il telefilm? Una cazzata poliziesca con il nome di una città. Se ci penso potrebbe venirmi in mente ma mi rifiuto di pensarlo.

Non sono sicura manco se è la stessa in cui viene detto:

Stai dicendo che siamo grasse.

Ma sicuramente sono entrambe le serie delle puttanate da non guardare a priori.

domenica 14 novembre 2021

TEEN-DRAMA AMAZON PRIME (ovvero: nè meglio nè peggio di quelle di Netflix, ma sicuramente da migliorare)

Parliamoci chiaro: se sei un fanatico di serie TV, non focalizzarti solo su Netflix.
Esiste anche Amazon Prime.
Personalmente, sono una di quelle persone che si è rifiutata divedere Squid Game: ho visto il trailer e ho detto (alla mia gatta) "ma secondo loro sono così disperata da farmi piacere una merda del genere? Ma per favore."
Cosa ci volete fare, capisco il concetto di fondo di critica della società con una nota di velata crudeltà ma comunque molto interessante (tipico non solo della Corea, ma anche di molti altri Paesi, soprattutto asiatici) ma vederlo anche no.
Non mi piace che le persone si ammazzino per gioco, tantomeno perché disperate. Soprattutto: non è una vera e propria trama.

Se voglio situazioni di tensione dove qualcuno viene ucciso, allora cerco altro.

Lucifer? Lo trovo talmente raccapricciante, che non sto qui a dirlo.

La Casa di Carta? Bella l'idea ma non è un genere che mi interessa.

Strange Things? la nuova stagione arriverà sempre troppo tardi... questa sì che è crudeltà.


E questa volta voglio parlarvi di due uscite recenti (una recente in quanto appena finita, l'altra credo sia comunque di quest'anno) ma di Amazon Prime.
E no, non sarò molto carina neanche con queste.

Sto parlando di Panic e So cosa hai fatto l'estate scorsa.
Che avrebbero potuto mettere in pratica la legge "stereotipato non è banale", ma nessuna delle due serie ci riesce.

In Panic, si narra l'adorabile vicenda di una cittadina del Texas (orientale? chi può dirlo? io no): Carp.

Qui si è nel classico paesino che è, essenzialmente, il nulla. 
Da anni, nell'ultimo anno di liceo i ragazzi che vogliono sfidare le proprie paure (e guadagnare una barca di soldi) partecipano a Panic, una specie di competizione dove si affrontano le proprie paure e chi non si arrende vince.
E quell'anno, ci sono in palio 50.000 dollari.
Heather Nill (intepretata da Olivia Welch) è una ragazza povera (molto povera) che pensa di non avere capacità particolari e ha la grande passione per lo scrivere. Nonostante il desiderio di fuggire e andare all'università di scrittura creativa, negli ultimi anni è riuscita a mettere da parte i soldi per un corso professionale per poter trovare un lavoro vagamente civile e non finire come quella drogata di sua madre. Peccato che la madre proprio quell'anno glieli frega. 
Per questo motivo, per quanto sia la fifona della zona, decide nello sconforto e nella disperazione di partecipare a Panic, a sorpresa di tutti, anche dei suoi due migliori amici Natalie Williams (Jessica Sula) che partecipa lei stessa alla competizione per poter avere i soldi e fuggire in CaliforniaBishop Moore (Camron Jones).
Insieme a Heather e Natalie partecipano anche altri 45 ragazzi tra cui il nuovo arrivato Dodge Mason (Mike Faist) che attira subito l'attenzione di Natalie, il cattivo-disaddattato-ma-in-fondo-buono ragazzo di quell'anno scolastico Ray Hall (Ray Nicholson) anche lui tra i poveri dei poveri del paese con famiglia disfunzionale alle spalle.
Nel tentativo di chiudere questa gara, lo sceriffo James Cortez (Enrique Murciano) e la sua squadra, che sono intenzionati a chiudere definitivamente questa idiozia visto che capita che scappi il morto. L'anno prima, infatti, erano morti due ragazzi e uno di loro era proprio il figlio di Cortez.
Nel frattempo, l'ombra del sospetto che ci sia qualcosa che approfitta di quello che è "il gioco estivo di laureandi annoiati che vogliono scappare dal nulla" e che mette seriamente a rischio la vita dei ragazzi si fa sempre più presente.
I colpi di scena non mancano, nella storia e risulta anche piacevole nel vederla.
Il fatto che i personaggi siano praticamente degli stereotipi, poi, aiuta, sia l'autore a manovrarli, sia lo spettatore nel misto di sorpresa e previsione degli eventi.
L'ultima puntata è interessante perchè ci sono delle scoperte che intuisci ma non hai colto fino, fino a quando non si svela la verità che sta dietro a degli enigmi che vengono pian piano raccontati. 
Il problema di fondo è che la storia non ha mordente.
Semplicemente non coinvolge.
Saranno i personaggi che comunque non hanno presa, ma neanche la storia. Di certo potevano evitare molte cose nel plot, ma questo è un altro discorso e forse bisognerebbe vedere pure il libro da cui è tratto...
Insomma, meglio di altre serie che ci sono in giro, ma è noiosa.
Irritante è la fine-non fine, dove lei dice che "è tutto finito" ma poi scopre che non lo è, come se co fosse una cospirazione.
Probabilmente volevano avere la possibilità della seconda serie, ma dubito ci sarà.


Non è particolarmente diverso So Cosa hai fatto.
so cosa hai fatto l estate scorsa

Sottospecie di remake rivisitato e modificato del libro/film degli anni '90, non suscita particolare entusiasmo.
Di simile all'originale è essenzialmente il concetto base: dei ragazzi investono una persona uccidendola nel giorno del loro diploma, lo nascondono, un anno dopo, in occasione del ritorno della protagonista, comincia la mattanza.
Le differenze invece sono significative: sull'isola c'è stato il suicidio di massa di una setta e a guidare la notte dell'incidente è la protagonista che uccide... la sorella gemella.
Nel costante gioco di inganni e scoperte, dove sembra che tutto contraddica tutto.
Peccato che a metà stagione personalmente avevo capito chi commetteva tutti gli omicidi.
Ho perso un paio di sfumature, ma ero sicura.
E non sono rimasta delusa, anche se un po' lo è stata la parte finale, quando c'è lo spiegone di come e perché sono successe certe cose.
Anche qui, però, non posso dire che il racconto fosse appassionante.
Anzi, in certi momenti era addirittura noioso.
Paventano grandi supsance... che sono inesistenti.
Rendiamoci conto: mi è piaciuto così poco che non voglio neanche citare i nomi dei protagonisti. 
Un po' come Pretty Little Liars dopo la quarta stagione (e sono gentile... con quest'ultima serie televisiva: non ho ancora visto l'ultima, ma mi rifiuto: anche io ho una vita e non posso sprecarla per questo).
Troppa carne al fuoco mal gestita.
Anche qui, sono piuttosto sicura che non faranno una seconda stagione.






E voi? Che ne pensate?

sabato 2 ottobre 2021

Gap generazionale nella vecchia letteratura britannica

   (Questo articolo è stato scritto il 18 aprile 2018 sul blog della sottoscritta Opinioni a Go-Go)

Se devo essere sincera, ci ho messo un po' a trovare il nome per questo post. Il motivo? Semplice: era difficile trovare il giusto taglio da dare.



Di recente ho voluto fare un esperimento e mi sono autoinflitta una punizione per me notevole: leggere Ragione e sentimento di Jane Austen.

Permettetemi di dire due parole sull'argomento. Più di due, ma sono prolissa e lo so.
Checchè dicano le sue estimatrici, è una storia mediocre di tizie inutili che findono di non volere un buon partito, ma in verità cercano solo un marito ricco.
La stessa autrice, è indubbio, opta per dare il suo punto di vista tra le righe ed è palese che per lei non esiste un amore passionale, ma solo un modo per accasarsi con un uomo che ci ama e che ci possa mantenere.
Essenzialmente non so se ha bassa stima negli uomini o nelle donne.
Lei scrive di quello che sa e che pensa debba essere la vita di una donna. Ogni tanto mi viene il sospetto (e la speranza) che avrebbe voluto scrivere qualcosa di più audace, ma ha preferito evitarlo per la mera questione del guadagno.
Tornando al libro, ho trovato la maggior parte dei personaggi inutili, pedanti e irritanti.
Il personaggio che più viene amato è Marianne e io l'avrei presa a schiaffi due giorni due giorni dopo averla conosciuta: egoista, antipatica, cafona ed agocentrica, e poi io detesto i piagnisei e il suo non era morire d'amore, ma una mera posa più nel suo ruolo di derelitta che altro.
Elinor ha avuto più di un sorriso da parte mia, anche solo per la sua scelta di fare la martire silenziosa, ma perchè almeno ha tentato di avere più polso.

Certo, mi direte voi, parliamo di DUE SECOLI FA. Certo, dico io e aggiungo che sono due ragazze di 17 e 18 anni, quindi so perfettamente che non sono due adulte anche se si atteggiano a tale.
Se penso alla loro età mi viene da sorridere: la pensano nè più nè meno come il 90% delle loro coetanee anche contemporanee, soprattutto Marianne quando parla dell'amore... poi penso alle 18enni che basano l'idea dell'amore e del romanticismo e di quello che dovrebbe essere il loro ideale di vita a questi libri e penso di dare loro un colpo in testa, poi guardo le trentenni che inneggiano queste storie e mi chiedo se non devo dare a me stessa un colpo in testa.

Comunque Marianne si innamora di un vanesio che di bello ha palesemente solo l'aspetto, mentre Elinor del timido cognato del suo ottuso fratellastro che però riesce a far intendere a tutti il suo interesse verso di lei anche senza parole.
Entrambi gli amori sono infelici. Il bellissimo Willoughby  infatti dopo poche settimane appassionate sparisce e non si fa risentire se non fino al momento in cui lo trova per puro caso ad una festa in cui è in compagnia della ricca fidanzata (con cui sta - e comunque tradisce - da anni), tratta con indifferenza Marienne fino a chiudere con un britannico insulto il suo rapporto con lei. Lei si dispera facendo una sceneggiata napoletana in piena regola, di quelle che ho visto da innumerevoli 17enni. Ah... gli ormoni...
Elinor invece ha una storia più urticante: scopre che una ragazza che lei pensa come inferiore (per inteletto, indole, cultura e bellezza) è la fidanzata del ragazzo che ama e di cui lei sa, anche se sarebbe meglio dire suppone, di essere amata.
Ovviamente finisce tutto per il meglio, per quello che potrebbe essere il meglio per delle ragazze inglesi di inizio ottocento.
Ci sono un paio di elementi urticanti e altri interessanti, indubbuiamente, in questa inutile storia di mediocre amore da inizio ottocento.
La prima nota positiva è la deliziosa capacità di scrittura dell'Autrice. Non pretende di essere altro che un piacevole passatempo per il lettore, pur nascondendo qua e là dei moralismi molto convenzionali e adatti al suo tempo e alla sua cultura. Capisco perchè pur essendo un romanzetto rosa, è un romanzetto rosa che dopo 200 anni è ancora letto: è scritto bene.
Poi c'è una grandissima capacità della resa dei discursi pieni di sottointesi. Quando Elinor parla con la sua rivale, entrambe si detestano cordialmente ed entrambe lo sanno, ma nessuna delle due dice parole offensive e, anzi, sono due zuccherini. Dicono quello che vogliono dire senza semrbare delle stronze.
Poi basta.
Ho odiato moltissime cose che non sono solo riscontrabili al mio femminismo, piuttosto ai personaggi e a come spesso me li descrivono o le persone li giustifichino solo perchè gli ricordano persone reali che avevano conosciuto.
Mi chiarisco citando poche delle cose che ho odiato, giusto quelle più palesi.
Willoughby. Lui è uno dei tasti dolenti. Ancora ricordo quando me ne parlavano sospirando (manco fosse vero) e che dicevano "lui la ama così tanto... lo vedi dalla sua disperazione...".
Cazzate.
Willoughby è quello che è: un inutile paraculato egoista.
Un libertino che seduce ragazzine alla prima uscita nel mondo (forte della sua parlantina e della sua superiorità non tanto mentale quanto intellettuale), le ingravida come si farebbe con una vacca e le abbandona (leggete SCAPPA) lasciandole prossime al parto e senza possibilità di sopravvivenza. Perchè? Perchè è bello, sa di essere bello, è un affabulatore e oggettivamente pensa che siano inferiori e non meritevoli di alcuna attenzione. A lui interessano poche cose: se stesso e il suo piacere. Ammette lui stesso alla fine che Elinor era solo un modo per rendere più piacevole la sua vacanza, come dà la colpa alla studidità di Eliza se era disperata e incinta in una stamberga e che se fosse stata un minimo intelligente lo avrebbe trovato eda pure una giustificazione poco credibile sul perchè l'ha lasciata senza un soldo, ma comunque non è tronato indietro perchè non gli interessava. Poi dà colpa alla moglie che dice di avergli dettato le "brutte cose da dire". E' un uomo inutile che piagnucola sempre e non ha mai colpa di nulla, senza spina dorsale. Si dice innamorato di Marienne, alla fine, ma in verità non lo è così tanto, semplicemente al massimo si è sentito lievemente in colpa ma non poi così tanto. Non avendo più quel giocattolo, lo vuole riavere comunque a sua disposizione e sapere che gli appartiene.
Trovo AGGHIACCIANTE che ci siano donne che pensano che questo sia un ideale di uomo.
Edward Ferras. Altro essere inutile. Eddire che quando mi costrinsero a vedere i film di questo libro era uno dei pochi che non volevo uccidere (ironciamente, volevo uccidere la fidanzata perchè sembrava troppo stupida, ma in veirtà era una donnina parecchio sveglia almeno nel libro ma che per qualche strano motivo riducono sempre a semplice oca...). Lui si fidanza con una che poi non ha il coraggio di mollare? Mah... La stessa Elinor legge le sue lettere alla fidanzata che in fin dei conti solo alla fine è felice di non aver sposato. Non dubido di quello, mi lascia però perlessa in parecchie occasioni: quando scrive alla ragazza fa l'innamorato, quindi vuol dire che comunuqe ha del trasporto verso di lei. Sembra esserne felice per tutto il tempo. Semplicemente, poi gli piace un'altra ragazza. Quando è con una ama una e idem quando è con l'altra.
Che uomo.
Eliza Williams. Figlia nautrale che ha una figlia (o un figlio) naturale, come se ci fosse un'ereditarietà. Eliza è una povera disgraziata figlia della brutta educazione di quel tempo. E' solo nominata e non fa mai la sua comparsa, probabilmente perchè l'autrice non voleva dare voce a un personaggio così sfortunato, ma mi chiedo perchè: l'intera sotria è piena di luoghi comuni e stereotipi, tanto valeva usasse anche lei (ma forse sarebbe stato troppo sconveniente, magari poi diventava una moda...). Avrei preferito dall'autrice qualcosa di più incisivo per lei:  contraria all'idea che potesse condannarla, altrimenti l'avrebbe già fatto, io avrei fatto ereditare alla "sua creatura" il patrimonio della Smith, altro personaggio che si sente nominare e che dopo aver reso Willoughby suo erede lo disereda perchè non sposa la Williams (e perchè non è stato abbastanza con lei durante quella vacanza).
Un'altra cosa che ho odiato è quando dicono che "il colonello è un ripiego". Incredibilmente io non parto prevenuta solo perchè nell'ultimo film era Alan Rickman (che se permettete è sempre stato tanta roba sia da giovane che da anziano), ma proprio per il personaggio.

 A parte, alla faccia del ripiego, io mi sento di dissentire: ha lo stesso spessore di personaggio del suo rivale quindi sono piuttosto identici nella loro bidimensionalità. Non capisco perchè se un autore dice certe cose sui personaggi, gli altri pensano che no, non è vero. Alla fine viene scritto che Marienne lo ama quando avrebbe mai amato Willoughby, solo perchè non è stato un "colpo di fulmine", questo non vuol dire che non sia amore. Entrambi sanno che hanno amato qualcun altro prima ma a nessuno dei due sembra importare. Io mi chiederei piuttosto un'altra cosa. Visto il periodo storico in cui è stato scritto e il gretto puritanesimo vittoriano... non è che la Austen intendeva che la cara Marienne non è arrivata illibata al giorno delle nozze? I momenti per essere deflorata (e quindi disonorata) ci sono ampiamente stati...


Ok... ok! Passo all'altro argomento, per me più interessante.


Vedete, Ragiorne e Sentimento è stato scritto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. L'anno in cui l'autrice lo ha definitivamente concluso (e un anno prima della sua pubblicazione) è nata un'altra Elizabeth Gaskell che, negli anni '50 dello stesso secolo ha pubblicato Nord e sud.
Questo libro che non dico sia scritto meglio, ma sicuramente ha argomenti più interessanti di donne (ragazzine) che cercano marito.
Soprattutto, dimostra quanto la società sia cambiata nel corso di mezzo secolo, in tutte le differenze generazionali che si possono vedere.
Una è rurale e fatta di balli in lussuose case, l'altra conosce sì quel mondo, ma viene catapultata in un nuovo mondo, fatto di fumo, macchine e gente che lavora duramente.
Una, molto più sottile, è la differenza di età per il matrimonio. Se a vent'anni già sei zitella per la Austen, a 19 per la Gaskell non è così impellente il matrimonio. Certo, ci sono giovani spose di quell'età, ma comunque capita anche più avanti o per lo meno, l'età si è alzata.
La Gaskell potremmo quasi definirla di una generazione di scrittori "impegnati", se mi lasciate passare il termine. La sua è una generazione importante per la letteratura inglese: per la rivista di Dickens (suo coetaneo) lei stessa ha scritto a puntate questo romanzo, fu amica di Charlotte Brontë (di cui, come della Austen, non mi azzardo leggere i libri proprio per la reputazione che hanno tutti i lavori di quelle sorelle), di William Makepeac (ricordo che non mi dispiacque il film tratto dalle sue Memorie di Berry Lindon) e di Geroge Eliot (di cui apprezzo più la vita che le opere).

Nord e Sud ha dentro di sè interessante spaccato sociale.
Il primo contatto che ho avuto con questo libro è stato tramite una miniserie della BBC e ho trovato questa storia molto più coinvolgente delle altre in costume Made in UK.
La storia principale (of course!) è ovviamente la relazione tra Margarett, bella e sofisticata figlia di un ex pastore anglicano del sud, e il signor Thorton, rude e taciturno e ricco imprenditore (del cotone) del nord.
Lei è piena di pregiudizi contro gli abitanti di Milton dove ora abita e del nord in generale, pensando con disprezzo a tutti coloro che lavorano per vivere,  e pensa che il signor Thorton sia, oggettivamente, solo un parvenu, mentre lei è, anche senza un soldo, una gentildonna. Ha un animo molto romantico, ma del romanticismo del tempo: è passionale per le giuste cause, meno per il romanticismo.
Lui è un rigido uomo (e mammone ma per buone ragioni) che si è fatto da sè: costretto a fare il garzone da piccolo, e avendo sofferto la fame, è un uomo determinato ad avere successo e orgoglioso. Pensa che gli uomini del sud siano, essenzialmente, dei fancazzisti. Per quanto trovi Margaret altezzosa, etc-etc, se ne innamora all'istante, suggestionato dalla sua alterigia oltre che dalla sua bellezza.
I due si muovono in una serie continua di incomprensioni non dettati dalle ipocrisie formali della Austen e della buona società inglese (una delle poche cose della buona società londinese che la bella Margarett non rimpiange), ma proprio da incomprensioni, mentre attorno a loro la nuova società industriale si riversa attorno a loro e nella mente del lettore.
Tutto nasce dalla decisione paterna di rinunciare alla toga e iniziare a fare l'insegnante privato dell'industriosa e ricca città di Milton e costringe la moglie e la figlia diciannovenne a trasferirsi.
Prima di partire lei rifiuta la proposta di matrimonio di Henry Lennox, avvocato suo caro amico e cognato di sua cucina, per cui prova del sinciero affetto, ma che è solo amicizia. Lui le chiede di dimenticare quello che ha fatto e fingono che non sia successo nulla.
La città di Milton è grigia e fumosa, molto diversa dal loro paesino della campagna meridionale da cui lei proviene e che continua a utilizzare come termine di paragone, innalzandolo al luogo ideale dove vivere.
La ragazza pian piano comincia a conoscere il vicinato e comincia a notare le sostanziali differenze tra il ricco e sofisticato ambiente in cui ha passato la sua adolescenza, allo spartano, acerbo e rude ambiente popolare. La cosa che più le ha fatto effetto sono i commenti degli operai: essendo una bella ragazza e loro non aducati alle sue stesse buone maniere, le fanno dei complimenti aperti ma che lei non riesce a sentire come volgari, perchè dettati dall'innocenza della loro non cultura, come quando viene fermata e interrogata per i suoi vestiti dalle operaie.
Non c'è nulla di affettato o viziato nelle loro azioni che sono "genuine come quelle dei bambini".
Un uomo in particolare attira la sua attenzione: costui la vede sorridere, la ferma e le fa i complimenti ringraziandola per aver reso la giornata più bella. I due non si rivolgeranno più la parola (per quanto rimangono a strette comunicazioni non verbali di saluto), fino a quando lei non pogre il mazzo di fiori appena raccolto alla giovane donna che passeggia con lui. Bassy Higgins è una sventurata e malata ragazza, come ce ne erano tante all'epoca, che si ara ammalata sin da piccola e Nicolas, suo padre, è quello che noi ora chiameremmo sindacalista, ma uno di quelli che ci crede, come forse ci credevano allora.
Le due comunque fanno amicizia e in questo modo Margarette comincia a conoscere anche il mondo della classe operaia.
Scoppia poi uno sciopero tra gli operai della fabbriche del cotone e quando il signor Thorton chiama degli operai irlandesi per fare il lavoro, alcuni scioperanti irrompono nella fabbrica. Anche Margaret è lì per una fortuita coincidenza e convince Thurton a parlare con gli scioperanti per salvare gli irlandesi arrivati a sostituirli e quando lui comincia a rischiare seriamente la vita, lei - sentendosi in colpa per averlo convinto e forte del fatto che non aggredirebbero mai una donna - si precipita a difenderlo prima facendogli da scudo e tentando di parlare con gli scoperanti e poi, quando lui tenta di farla rientrare, gli butta le braccia al collo. Lei alla fine viene colpita in testa da una pietra, poco prima dell'arrivo dei poliziotti.
Lui lì esplode nella sua dichiarazione d'amore a una incosciente donna e capisce di essere innamorato, ma quando il giorno dopo le chiede di sposarlo, lei (che era già in paranoia per la cosa per i fatti suoi) sentendosi offesa dal suo comportamento che sembrava pure essere un obblogo perchè aveva fatto qualcosa che comunque avrebbe fatto per chiunque anche con più cuore.
Qui lui la offende irrimediabilmente: dicendole che anche se lei lo respinge lui continuerà ad amarla.
Giuro che lei si dice offesa. Io avrei riso, anche solo perchè un'uscita del genere implcia che l'amore sia una cosa davvero... meccanica, ma il suo amico della Londra che conta in fondo ha agito prorio in quel modo, quindi dovrebbe essere una consuetudine... badate comunque che lui non ha più fatto scenate d'amore nè ha palesato i suoi sentimenti.
Mentre i disordini si estinguono, così come lo sciopero, cominciano per Margaret una serie di lunghissima di lutti (e sfighe) che la segnano profondamente: come ogni romanzo figlio del suo tempo infatti gli muore la madre, il fratello che rischia la galera e che è lì per la madre moribonda, rischia di essere scoperto e per salvarlo lei mente alla polizia scoprendo poi di aver infangato la sua pia reputazione proprio con Turthon (che li ha visti a braccetto e già rosicava per la gelosia) che evita l'istruttoria, muore il padre, se ne va da Milton tornando a vivere con la cugina e la sua famiglia, scopre che suo fratello non verrà mai riabilitato, muore il suo tutore... tutto in due anni. Una sfiga quasi alla fantozzi. L'unica cosa buona è che eredita dal tutore i terreni di Milton su cui sorge la fabbrica di Thurton e un bel patrimonio in contanti.
Questa scena è diversa da miniserie a film,
ma è ben cogeniata
Sì, come anche le ragazze della Austen, non potendo lavorare (perchè gentildonne) l'unico modo per sopravvivere senza l'elemosina altrui è ereditare.
Neanche a Thurton le cose vanno bene se non il matrimonio (comunque costoso) della vizziata sorella minore e un rinnovato interesse per il suo lavoro che lo fa avvicinare a certe esigenze dei suoi lavoratori (quella che noi ora chiameremmo mensa): lo sciopero infatti ha creato dei danni economici non indifferenti alla sua fabbrica e, invece che rischiare i soldi di creditori e operai in una speculazione che rischiava di fargli perdere tutto, ma un tutto che era di altri, ha preferito chiudere i battenti e non avere debiti.
I due si ritrovano per affari a Londra e... beh. Finisce bene, come ogni storia d'amore che si rispetti leggere. 



Sì, non nego che questo romanzo sia una storia d'amore.


Ci sono molti elementi belli e altrettanti brutti.
Il phatos di Margaret quando salva Thorton fa tanto pantomima. Se vedete la miniserie, capite come l'attrice mentre lo fa, si chiede come cavolo pensasse la scena l'autrice... sembra una scena da fumetto di serie b, scegliete voi la nazione.
Quando il padre della ragazza tenta di pagare Mary, la seconda figlia di Higgins, per la settimana che ha prestato servizio da loro lui rifiuta affermando che neanche lui ha pagato Margaret per i servizi della ragazza nei confronti della sua compianta Bessy, mostrando che, per quando chiami l'uomo "padrone", lo consideri comunque un suo pari, per lo meno in dignità.
La Gaskell tende un po' troppo a fare polpettoni moralistici che tendono a spiegare un po' troppe idee, con un intendo quasi istruttivo, rendendo la storia un po' pesante.
Ironico che proprio per quello è estremamente interessante: non è un romanzo storico, ma è contemporaneo e parla di eventi a lei contemporanei.
Come la Austen, anche Gaskell parla di quello che sa, ma è totalemnte diverso: il suo mondo è fatto di operai e industrie, di forza lavoro, di opinioni politiche e sociali. Ci sono due classi sociali distinte che si scontrano, non ricchi e non ricchi della buona società: la Gaskell osserva anche i "popolani" e da loro voce, volto, idee e opinioni. Per la Austen era impensabile proprio perchè nella sua società non l'avevano.
Se si pensa che l'una potrebbe essere la figlia dell'altra, è disarmante.
E' un mondo femminile totalmente diverso dove le prospettive verso il mondo sono diverse e dove anche il mondo è diverso.
Il fine ultimo di Gaskell non è il matrimonio, ma l'uguaglianza tra classi, o forse neanche quello. Forse è solo poter raccontare la nuova era a chi è ancora cristallizzata in quella vecchia e ricordare che un futuro migliore è possibile, o semplicemente vuole far sentire alla massa le motivazioni che spingono i movimenti operai a manifestare.


           

Se recupero Mogli e Figlie vedrò di comrpare un altro dei mallopponi della Austen... 

sabato 18 settembre 2021

Gli innovativi canali televisivi che propongono sempre la stessa merda

  (Questo articolo è stato scritto il 06 aprile 2018 sul blog della sottoscritta Opinioni a go-go)

Dopo tanto tempo di assenza, mi rifaccio sentire inveche che con i lavori di cui avrei voluto parlare, per insultare qualcuno che mi insulta e insulta tutti i telespettatori trattando tutti per scemi.
Sicuramente, se guardate un minimo di televisione siete incappati nella pubblicità del nuovo canale Mediaset.
Canale dedicato a film e Serie TV
Si vantano di avere una programmazione pregiata, innovariva e per tutti i gusti. 


Ovviamente, per chi conosce il calcio per come è ora, sa che effettivamente, se il canale televisiovi ha come soggetto anche la Chempions League, è l'unica cosa vera che ha afferto come nuovo e seriale. Oramai il calcio ha di vero solo che giocano dei pippottini alla Big Jim, ma è tutto ben programmato. Scemo chi crede il contrario. Lo stesso va per i mondiali, visto che l'unica cosa onesta è confermare che l'Italia non se li meritava, ma non se li meritava da anni. Che vadano a raccogliere pomodori, così vedono come è il vero lavoro e si impegnino di più a fare i bambinetti con il pallone. Falliti.

Ma parliamo di come si definisce il canale. La voce di fondo dice (con quella voce accattivante che solo lui sa fare): 

  • Solo serie TV innovative;
  • Cinema moderno e di qualità;
  • il genere che mancava nel panorama delle altre programazzioni in chiaro.
E qui m'incazzo. Sì, lo sapete: non sono iporcrita: non fingerò mettendo X varie per non sembrare volgare. Sbotto e non me ne frega nulla.

Io se non ho un dvd o maratone varie, sono una da zapping. Mi annoio di tutto. Mi ero dimenticata, in verità, esistesse questo nuovo canale, se non avessi sbagliato a schiacciare il telecomando finendo invce che sul 22, sul 20, dopo un'urticante salto verso il 21 con una programmazione che in quel momento reputai immediatamente deprmente.

Ma questa Canale Innotavito non scherza a far schifo. Innovative? Dove? Quando? In esclusiva? Prendete in giro? 

Ma commentiamole assieme. Anzi, leggetevelo econcordate.


  • The Sinner - una donna da di matto e uccide un osconosciuto e un detective sul suo passato. OK, questo non lo conosco, ma da qui a pensare di guardarlo...
  • The Last Kingdom - I stagione (la II è uscita l'anno scorso anche qui in Italia) - la ricerca di figosaggine contro lo straniero degli inglesi (e dire "prodotto dalla BBC non è una garanzia di un buon lavoro...). Qui gli invasori sono danesi e loro sono gli eroi. Finirà che vincono o muoiono con dignità. E' sempre mortificante quando modificano così la storia. E' già osceno nella pubblicità quando fanno vedere il protagonista che da solo respinge un'orda. Da evitare se non ti piace vedere un solo bonazzo virile. Più per metallari o raider con la pancia e che si illudono che la barba sia figa solo per nascondere il doppio mento. Il mio consiglio? Uscite di casa e prima cominciate con le camminate, poi mettetevi a correre e perdete peso. Vedrete che smetterete di essere la versione italiana di Shawn Eckhardt.
  • Taken - più credibile di altri del genere, almeno a sto giro a finire in un gioco di spionaggio (dove probabilmente tutti saranno imparentati con tutti) è un ex berretto verde. Gli americani mi devono spiegare però come mai devono sempre avere una tragedia personale alle spalle. Anche solo per questo, brucerei la pellicola. E' il Prequel di Io ti troverò? Potevano evitarlo, ma come al solito confermano che non sanno inventarsi nulla e che devono licenziare tutti quei segalioli.
  • The Girlfriend Experience - (I stagione qui, ne sono già uscite 2) - è da quando era appena uscita che la Mediaset ne parlava così tanto (ma si sa, a certe famiglie piacciono le prostitute giovani, anche se non ne fanno un uso diretto) che io mi ero già stancata prima ancora che la protassero in Italia. La storia è di una finta brava ragazza che vuole fare l'avvocato di giorno, prostituta di notte. Che poi la storia potrebbe anche avere il suo perchè, se non fosse stato tutto banalizzato così tanto. Ma sicuramente chi ama la 50 sfumature di spiegoni su come è il sadomaso, piacerà da morire. Ma sarebbe meglio leggere un libro, anche un harmony va bene, eh! Sono le donne che sono cresciute con la Austen... Io, e non mi dispiace, con la Ikeda.
  • Mr Robot - III stagione attiva, I qui, of course - non credo sia commentabile
  • Agent X - Dirò solo che è stato cancellato dopo una sola stagione e, a dire il vero, lo hanno pure tagliato perchè non esiste un telefilm americano che finisce dopo 10 episodi. Una figata pazzesca di sicuro, eh? Forse dovrebbero pensare che se hanno tante serie ti telefilm sulle spie, dovrebbero cominciare a produrne o di un altro genere, o con una qualità migliore e gli italiani dovrebbero decidere di comprare solo cose di qualità, così... giusto per rimanere in liena a quello che si vantano di offrire...
  • Blood Drive - Cancellata dopo una sola stagione di 13 eposodi. A sto giro siamo in un futuro dispotico, con in copertian una tizia che si succhia un ciupa-ciups... Devo dire altro? Sì, leggi l'ultimo commento del punto precedente.
  • Frequency - II stagioni, 2016-2017 concluso e già trasmesso in Italia - io questo l'ho visto. La prima stagione non fa schifo, la seconda è da dare alle fiamme. L'attrice l'ho odiata dal primo momento, inespressiva, legnosa e nasale come la voce della sua doppiatrice. E' raffazzonata e composta in qualche modo. Se penso che ora lei farà Poison Ivy in Gotham (telefilm che sto evitando di vedere per non decidere di odiare davvero l'America), mi viene il vomito.
  • Proof - una dottoressa (voglio che sappiate che stavo scrivendo tizia) che, morto il figlio e separatasi dal marito, si ritrova a ricercare prove su cosa? Sulla reincarnazione. Chiuso in una serie, nel 2015 e dopo 10 episodi. Credo che abbiano fatto un prendi tre mediocri e paghi uno meramente decente. Tanto noi italiani ci accontentiamo, guardate come ci tratta il governo!
  • Hyde and Seek - poliziesco australiano di una sola stagione e 8 episodi risalente al 2016. Direi Wow se non fosse che leggendo non si vede l'ironia.
  • Suits - III stagione qui (se non ricordo male), ora siamo alla VII - giovanissima, eh? Mamma mia!! Diciamocelo: io ho visto una sola puntata della serie e per me l'unico personaggio decente è il gattaro, gli altri sono mediocri cliché. Fino a qualche mese fa te lo mettevano tre volte al giorno su un altro canale Mediaset in chiaro.
  • Person of Interes - qui I, ma chiusa nel 2016 con la V stagione - altro nuovissima serie, eh? Ok, è bella. innegabile. Ma fino a pochi mesi fa la si vedeva quasi in contemporanea su 2 canali Mediaset in chiaro.
  • Rizzoli & Isles - 7 serie dal 2010 al 2016 - una "novità pazzesca" (si capisce così l'ironia') messa in loop fino a praticamente una settimana fa su un altro canale.
  • The Mentalis - sette stagioni e conclusasi nel 2015 - oggi è appena finita l'ennesimo loop su un altro canale e tutt'ora presente un un secondo (con cui andavano insieme senza particolare imbarazzo). Una rarità da vedere... e poi è così nuovo!!!!
  • Rush Hour - 1 serie del 2016 - gli americani devono smetterla di serializzare i vecchi film. Già propinata in un altro canale in chiaro.
  • Homeland - 7 stagioni dal 2011, per loro di 5 - un'altra storia di spie. Quanto paga il governo degli stati uniti per produrre queste cagate e avere altra carne da macello e galoppini?
  • Almost Human - ragazzi, è una stagione dal 2013 al 2014!!! Devo davvero commentare?
  • Constantine - vecchio e brutto.
  • Lucifer - solo perchè il protagonista è il diavolo, allora riescono a farlo andare avanti perchè ci sono spettatori così imbecilli da illudersi che il signore degli ingeri sia davvero così mediocre. Oltre al fatto che ogni anno rischia la cancellazione e io l'avrei già fatto da un pezzo
  • Heroes Reborn - ......................................................................


La cosa più irritante è che hanno il coraggio di dire che copre in modo uniforme tutti i gusti, che vuole attirare un pubblico vasto, che...
Ragazzi. Fa cagare.
E' persino meglio Paramont con le sue eroine femminili che incomprensibilmente risolvono crimini come nuove JBF!! 

Parliamo dei film. Loro sono molto orgolgiosi di presentarli, ma davvero non riesco a vedere dove la grande scelta... di commedie ce ne sono due, di azione/giallo/etc pure, fantascienza e fumetti sono 14. Oltre al fatto che sono solo 4 quelli del 2016, come possono dire se è vera varietà? E' monotemantico e pure noioso. Oltre che io avrei da ridire sulla quantità dell'offerta.

Azione thriller:

  • Blood Father, 2016
  • John Wick, 2016
Commedia
  • Last Vegas, 2013
  • Nonno scatenato, 2016
Fantascienza
  • Godzilla, 2014
  • Interstellar, 2014
  • Mad Max - Fury Road, 2016
  • Ex Machina, 2015
  • Divergent, 2014
  • Insurgence, 2015
  • Allegiant, 2016
  • Lucy, 2014
  • Io sono leggenda, 2007
  • Pacific Rim, 2013 - uno dei film più brutti del decennio. scusate, ma dovevo dirlo
  • Io, Robot, 2004
Supereroi e fumetti

  • Batman Begins, 2005
  • Il Cavaliere Oscuro, 2008
  • Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, 2012 


Vorrei continuare gli insulti, ma devo scrivere una relazione vera.