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lunedì 22 dicembre 2025

DI INSULTI ALL'INTELLIGENZA DELL'ITALIANO MEDIO E CORRUZIONE (ovvero: "la legge siamo noi"? Ma ora hanno riaperto il caso Garlasco e si spera qualche testa cada)

 Era un po' di tempo che non scrivevo su questo blog. Sono successe tante cose e sinceramente avevo poca voglia sia di comunicare che di fare altro.

Ho letto qualche libro che ho deciso di condividere e che   per questo ho fatto la bozza di un post.

La cosa che mi ha ha di più interessato E che ora voglio condividere però è un caso che sta interessando proprio come me parecchia parecchia gente. Ebbene sì parlo del Caso Garlasco.


Non sono un’amante di quello che ora viene chiamato True Crime. Devono essere vecchi di un secolo, per interessarmi, perché spesso noto solo lo squallore della vicenda. Mi interesso solo se questo crimine è un effetto dei crimini di stato, dei colletti bianchi e se parlano del marcio di quella parte della società che detta le regole ma non le segue (magari ci farò dei post) oppure si tratta di discriminazione di genere. Tutto ha una base ben precisa: voglio un mondo migliore e i crimini legati alle ingiustizie sociali sono per me la fonte di non tutti, ma della maggior parte dei mali del mondo. 


Visto che per forza non voglio fare le cose normali, non tratterò direttamente da questo argomento, ma di tutta la melma che ci sta attorno.

Voglio però specificare, con questo articolo, come mi sono avvicinata a questa storia e cosa mi interessa davvero, perchè anche nel Caso Garlasco c’è qualcosa di sociale, in particolare della comunicazione che ne viene fatta e che, lo so, come me irrita molte persone.

Perchè in ogni media: dal giornale, alla televisione, fino ad arrivare ai nuovi media (YouTube, podcast vari, e mi sa anche Tik Tok) spesso sono vettori di un messaggio troppo di parte e che allontana dalle vere questioni: l’omicidio di Chiara e il mal costume delle autorità.


Ma per prima cosa, voglio raccontarvi il mio personale antefatto: come mai sono tra i milioni di italiani che segue questo caso.

Premessa ovvia, ma che a quanto pare bisogna sempre esplicitarla: tutto quello che leggerete non è da intendersi come un’accusa o una diffamazione nei confronti di nessuno, ma è solo la personale rappresentazione di come ho percepito la vicenda (e come me, anche molti altri) e quindi se volete che ci sia un’accusa, allora è nei confronti dei media e di chi, a qualsiasi titolo, ha distorto o falsificato la realtà.


Ma ora partiamo dall'inizio: quali furono le mie impressioni all’epoca dei fatti e quello che ricordo.


Io, del 13 agosto del 2007 io non ricordo nulla.

Avevo 22 anni e probabilmente (visto la data in questione) ero a casa da sola, in Lombardia.

Come e quando venni a conoscenza dell’omicidio di Chiara Poggi, non lo ricordo, so solo che, certamente, non ebbi paura a rimanere a casa da sola.

Ricordo che si parlasse di un delitto “da vicinato”, ovvero che l’assassino fosse un vicino con cui Poggi ebbe una discussione. Anzi, non un vicino: una vicina. Perché le prime indiscrezioni affermarono proprio che a commettere questo omicidio fosse una donna con cui la vittima litigò anche con un toni piuttosto accesi.

Ricordo ancora reputai la cosa piuttosto verosimile: di vicini che ti fanno montare un bel po’ di rabbia ci sono ovunque e, soprattutto se hai vent’anni e il tuo vicino ha l’età per essere un tuo genitore, spesso usa atteggiamenti saccenti in cui pretende non solo di sapere tutto della vita e di esserti superiore per intelligenza e moralità, ma pensa anche di avere il diritto di ordinarti di fare quello che vuole pure in casa tua.

E quindi sì: io me la immaginai mandare a quel paese la vicina che la uccise per lesa maestà. 


Sbagliavo? Sicuramente, ma nessuno sa ancora con chi e perchè lei avesse litigato in quei giorni.


Un’altra cosa che ricordo è legata a un servizio di un telegiornale che mostrava varie foto di repertorio, principalmente del funerale.

Parlo di immagini di repertorio, perché Chiara Poggi fu seppellita il 18 dello stesso mese, ma in quei giorni i miei genitori erano sicuramente ancora in vacanza e io, quel servizio, lo vidi con mia madre.

Rimasi colpita da due mie coetanee bionde che se la ridevano complici davanti alle telecamere. Ricordo ancora cosa commentai: che erano delle amiche di merda: più esaltate dalla presenza dei giornalisti che della morte dell’amica (avevano fatto vedere il funerale quindi dedussi che fosse in quell’occasione, ma che fosse durante il funerale o no poco importa: era squallido allora ed è squallido anche ora). 

Mia madre commentò che non erano delle sue amiche ma le cugine.

Io sorrisi e dissi, col tono di chi la sa lunga: 

“Allora sono state loro. Sicuro!”. 

Lei mi sgridò dicendo che non sapevo di cosa parlassi e che era impossibile. Io ribadii la mia tesi e non mi mossi da quell’idea.

Perché, capiamoci, so di cosa parlo: io ho delle cugine, ne ho molte, e sono per la maggior parte delle merde, che ti venderebbero per poter fare un servizio orale al ragazzo e sentirsi gratificate nell’essere preferite a te, che fanno di tutto per sminuirti perché per loro è l’unico modo in cui si possono sentire davvero bene (spero che ora abbiano fatto un percorso  di psicoterapia, anche solo per i loro figli). Però, per quanto io possa avere una bassa stima di queste mie parenti, sono assolutamente sicura che se avessero ammazzato una qualunque di noi (per quanto spostano sentirsi superiori e fighe) non si presenterebbero mai in quelle condizioni. Non sorriderebbero con compiacimento alle telecamere, parlando come se la vittima in questione non fosse una loro parente.

Le cugine di Chiara (che non distinguo e non m’interessa distinguere, se non quando tratterò dell'alienante narrazione che viene fatta su queste due) hanno mostrato un totale disinteresse davanti alle telecamere, senza un qualunque sentimento affettivo nei confronti della cugina. Era vero? I retroscena di chi si parla ora mi farebbero pensare che non era proprio così, perché ci sono delle piccole attenuanti. Attenuanti che non le scagionano del tutto, ma delle attenuanti.

Mi ripeto, per quanto io abbia una bassa, bassissima!, opinione sulle mie cugine (anzi: ci piazzo pure i cugini) un comportamento del genere sarebbe ben lontano da quello delle Cappa.


L’ultimo ricordo del periodo riguarda l’arresto o, comunque, le accuse rivolte ad Alberto Stasi. Quello che chiamavano Il biondino dagli occhi di ghiaccio, ma che a me sembrava soltanto un mammone figlio di papà, col culo moscio e soprattutto lo sguardo di chi non era riuscito a dormire la notte perchè è in ansia per un esame.

Probabilmente avrò pensato che tra un fidanzato del genere (piusttosto scialbo e inutile) e quelle cugine orribili, la ragazza era messa davvero male.

Ma l’ho mai visto come colpevole? No.


Non seguii particolarmente le indagini, la mia vita mi bastava per non dover sentir parlare dell'ennesima Mary Sue, così pia da diventare martire della Chiesa Cattolica.

Quando parlarono della condanna di Stasi, io feci solo la faccia di chi dice: “Boh, sarà…”, ma poi proseguii con la mia vita.


Il mio ricordo poi passa a qualche anno dopo, quando, in treno, l’algoritmo di google mi propose un articolo il cui titolo diceva che, se non sbaglio, parlasse di un amico del fratello, nuovo probabile indagato e ex-amore (ma forse non tanto ex) di Chiara.

Era un articolo breve, che parlava di come fossero spuntati fuori degli indizi che attenzionavano un nuovo probabile assassino, un amico del fratello di Chiara Poggi, Marco

Nell’articolo si affermava che Chiara Poggi e Andrea Sempio avessero avuto una sorta di relazione prima che lei si mettesse con Alberto Stasi e che lei stesse riallacciando i rapporti (o per lo meno qualche contatto sporadico) con lui. 

Lo descrivevano come un ragazzo sportivo che insegnava arti marziali e che da come era impostato l'articolo sembrava che all'epoca dei fatti avesse 28 anni.

Pensai che, effettivamente, la cosa potesse starci: c’era una certa logica nel vedere la ragazza allacciare i rapporti con un amico del fratello, un ragazzo più grande che magari riuscisse a darle più attenzione del primino della classe ossessionato dai buoni voti con cui stava.

Sarebbe stata plausibile la possibilità che, rivisto per caso l’amico del fratello (che a 28 anni magari viveva già fuori casa) questi ci avesse provato (Chiara Poggi non era certo brutta) ma che lei, magari dopo essersi goduta qualche lusinga, avesse comunque preferito il fidanzato e da qui si poteva ricadere al classico femminicidio. La foto di repertorio lo mostrava come il classico cazzone con un mega ego e l’arroganza dell’uomo che non vuole chiedere mai e a cui tutto è dovuto (se poi ora si sentono i suoi monologhi nelle intercettazioni… non sbagliavo particolarmente).

Quando di recente ho scoperto che era un diciannovenne, mi sono stupida. Non nego la probabilità che lessi male l'articolo e quindi scambiare l’età, ma trovai subito alquanto inverosimile che lei, di 26 anni, intrecciasse dei rapporti con un ragazzino di 19. A 26 anni, non presti attenzione a un adolescente che ha appena finito il liceo, se non per quello che è: un ragazzino ancora sporco del latte materno e che ha ancora il coprifuoco. A 26 anni (e io li ho avuti) ti può interessare un neo maggiorenne solo se sei tanto bello da essere impossibile non notarlo. E no, Andrea Sempio non rientrava in quella categoria di ragazzo.


Tre o quattro anni fa, poi, mi capitò di rimanere un sabato pomeriggio a casa senza, nulla da fare se non accendere il televisore intrattenendomi con zapping. Non so se lo sapete ma il sabato pomeriggio non c'è assolutamente niente di decente in televisione.

Finii per guardare su Tv8 (o era il 9) l'unica cosa vagamente passabile: un documentario sui casi di cronaca nera: quella puntata trattava dell'omicidio Garlasco.

Mi stupirono una serie di cose. Io ricordavo solo che lui avesse una faccia da cazzone e che le cugine per me avevano un comportamento colpevole.

Nonostante fossi sicura che non avrei guardato quel documentario fino alla fine, non fu così. Il racconto aveva tutto quello che poteva catturare la mia curiosità, tanto che arrivai alla certezza che Alberto Stasi fosse solo un capro espiatorio, scelto perchè era il colpevole perfetto e che i carabinieri si fossero piegati con il solito servilismo. 

Certo, quando ascoltai la cagata pazzesca che disse sul sangue mestruale di Poggi (per quanto avrei voluto mandare a quel paese la PM perchè faceva la bulla) digrigni i denti, fino a quando non dissero che il test dei carabinieri era un falso positivo, confermando che, sì, lui era un coglione, ma quello non era un indizio, ma solo un’analisi sbagliata a cui non avevano fatto le dovute verifiche prima di interrogarlo. Ergo: tutti dei coglioni.

Poi ci furono i tempi che non riuscivano a rendere fattibile l’omicidio, l’alibi cencellato Stasi (a cui si aggiunge ora della chiavetta usata per copiare file, ma vabbeh) e il movente mai scoperto (anche solo lei che gli da del buffone, sembra assurdo, ma conosco donne finite in ospedale per questo motivo). 

Quello che mi fece più specie fu scoprire che lo zio era intervenuto intimando alla procura di stare lontano dalle figlie.

E diciamocelo: l’avvocato Cappa, con quella faccia da schiaffi, quei baffi e quei modi di fare alla Guido Nicheli da milanese imbruttito (che poi l’attore era Bergamasco, pace all’anima sua) certo non suscita la simpatia di nessuno. La mia no di certo.

Questo e la mia diffidenza verso le istituzioni mi fece sentenziare che erano loro le colpevoli e che le autorità si erano come al solito piegate davanti a qualcuno di potente e della dignità delle istituzioni e della giustizia… chissenefrega.


E poi? poi niente: era la solita storia di lecchinismo e innocenti in carcere, mi capitò qualche mese dopo di parlarne con un’amica (per lei Sempio era colpevole) ma la discussione durò qualcosa come 5 minuti. 


La vita poi è andata avanti senza che la cosa mi interessasse, almeno fino a quest’anno perchè, come tutti, sono stata travolta anche io dal Caso Garlasco.

L’attuale procuratore di Pavia, Giorgio Napoleone, ha riaperto le indagini su Andrea Sempio e da quel momento, ovvero dal momento in cui è apparsa la notizia, tutto il resto, guerre e genocidi compresi, sono scomparsi dall’interesse italiano.

Io lo scoprii con youtube, credo da Darkside

Da lì, passai alle interviste dell’autore delle iene (Alessandro de Giuseppe) a cui si deve molto di questa apertura.

Per poi passare a Luigi Grimaldi (l’unico che apprezzo davvero ascoltare, perchè è l’unico che sa raccontare davvero bene) e tanti altri, di cui apprezzo alcune cose, ma non tutte.

Tutta la questione però, mi lascia sempre più perplessa: i media distorcono la verità, per amore di bagarre, dove per forza che gli innocentisti di Stasi vogliano Sempio colpevole. Lo ripetono tanto spesso che chi li ascolta ma non si interessa davvero del caso, lo ripete a pappagallo. Chiunque ascolti io e che vuole Stasi libero, invece, a volte non considera nemmeno se è colpevole o innocente (figuriamoci quindi mettersi a disquisire su Sempio) ma perché è la condanna ad essere fallace.

Poi ci sono le illazioni pindariche (e tutti a parlarne) palesi depistaggi (e tutti a parlarne) insulti all'intelligenza altrui (e tutti a parlarne) guerra tra procure (e noi tutti qui a parlarne) fino a parlare di veri e propri complotti (e tutti a parlarne) .

E io continuo a chiedermi: ma sul serio?!


Che poi per me la parte importante non è tanto che un innocente è in galera, ma che finalmente si sta indagando anche su chi ce l’ha mandato.


(e aspetto al varco con chi sarebbe in concorso Sempio… ho il mio TOTO NOMI personale… ma solo perchè ormai mi sono appassionata)

mercoledì 3 gennaio 2024

LETTERA APERTA (ovvero: quando ci vuole ci vuole)

Esco dal silenzio per dire una cosa sola: siamo persone tristi e patetiche. E' una considerazione che dopo così tanti giorni ora voglio condividere o sbotto. Mi ortica non tanto perchè c'è stato tanto squallore a cui ho assistito, che o sbotto  così o sbotto con qualcuno nella vita reale. 

Mi metto in mezzo perché anche io sono una persona nella media: con aspettative non realizzate e un pizzico di fastidio per chi ostenta ricchezze sul web, per i "figli di".

Il caso di Chiara Ferragni e del Pandoro però mi discosta dal (spero solo) 50% della popolazione che rientra nella media come me.

IO NON FACCIO SCHIFO. Sono triste e patetica, ma almeno non sono squallida.

A me di questa donna non interessa nulla: non la seguo sui social, non seguo suo marito, le sue sorelle o sua madre, se ce l'ha il suo animale domestico, so di quello che ha fatto a Sanremo solo perché ho visto i veri meme del Sentiti Libera, ne parlavano i giornali (che poi fanno lavorare praticamente solo loro quindi dovrebbero ringraziarli) o quella parte della mia famiglia che, sì, il Festival della Canzone non se lo perde. A me non piace il programma (e manco chi lo conduce) quindi possono fare quello che vogliono che non mi tocca. Le canzoni le sento poi quando passano alla radio. Forse.

Io dei vari panettoni o delle uova di Pasqua (perché sì, hanno trovato un modo per spillarle dei soldi perché non sia mai che una donna sia schifosamente ricca, bella e felice: non lo fanno per etica, o per giustizia verso il consumatore, lo fanno per questo) ad esempio, personalmente manco sapevo che ci fosse della beneficienza di mezzo. C’è una collaborazione perché tutti fanno a gara per fare collaborazioni con lei. Poco etico? La mia domanda è: come veniva raccontata la storia? Che poi vorrei vedere tutti quelli che fanno la stessa cosa se non guadagnano il 90% in più di quanto mandano in beneficenza (sapete che molte grandi onlus suano solo 1% dei soldi per la feneficenza?): vi rendete conto che non hanno fatto né più né meno di molti altri? L’unico che per me si salva è PIF. E se scopro il contrario ci rimango pure male.

Con queste parole intendo che non rientro nella categoria di quelli che non solo hanno goduto nello scivolone (eufemismo?) dell’imprenditrice milanese, ma che ora lanciano merda e si mettono anche a scrivere sulle vetrine insulti che, a ben vedere, hanno la giustificazione ipocrita del “era per un ospedale pediatrico”. Non è indignarsi della suddetta malefatta: è godere della figura di merda. Perché la multa c’è, la pagherà (comunque non all’ospedale ma allo stato, gli altri soldi che sborsa per l’ospedale sono i suoi) però sembra che lei sia andata a cavare gli occhi a quei bambini, tanto è feroce l’attacco che ha subito.

Oh! Mica è Al Capone che è stato arrestato solo grazie al Fisco! Non è una criminale pluripregiudicata (se no, visto che siamo in Italia, vivrebbe bellamente nel suo paesino natio e verrebbe presa solo quando ormai è prossima alla morte).

Scusate, ma Santanchè? Io ancora voglio capire a chi dei suoi amici ha dato i soldi per una delle più brutte pubblicità pro-Italia, ma che a ben vedere sono più cafone dei culi su Instagram e che sono finiti senza giustificazione nelle tasche di qualcuno (voluto dalla Santachè) e io voglio che la ministra restituisca di tasca sua tutti i 138 mila euro usati per Open to Meraviglia (trovo raccapricciante che i partiti che vogliono togliere gli inglesismi dall'italiano corrente poi siano così bassi di lessico da usare solo quelli per parlare, sembrano la parodia di un imprenditore milanese - ma almeno quello lavora e fattura). O dei soldi che si è inculata con i ristori del covid e soprattutto dell’aver messo in cassa integrazione (e senza doverli far lavorare) i lavoratori che si facevano pure gli straordinari.

E di quelli che difendono stupratori (Grillo e La Russa in primis, of corse!)? Perché, diciamocelo: se un uomo dice “sì, era incosciente ma me la sono scopata comunque” ammette uno stupro. E lo stupro non è dettato dalla libido o delle opportunità che si hanno per scopare. Sì, non ricordo i resoconti dell’altro ma anche dai loro resoconti era palese l’abuso. Poi vuoi uomini che li difendete siete collusi e schifosi e orgogliosi di esserlo. Non pagheranno? Che strano che in Italia certa gente viene assolta!

E quelli che col cazzo che vi tolgono le accise: devono pagarsi le amanti.

O quelli che hanno usato il parco macchine statale per i loro affari privati.

Quelli che sparano, usano l’immunità parlamentare, e raccontano una puttanata paragonabile solo a quella dei Cintoli.

E dovranno pagare? No.

Porca puttana: devo continuare?

Se avete così tanta dignità: perché non andate a buttare sangue di maiale (no, dai, tintura lavabile rossa che mi spiace per i maiali) davanti ai palesi ladri corrotti che ci circondano?

Ci godete perché lei è una donna, bella, che si è arricchita in una maniera che non sembrava possibile a nessuno di noi italiani medi e lo ha fatto da Dio.

Soprattutto: a molti sta pure simpatica, e se non sta simpatica, comunque piace.

Sono cose che a me, ad esempio, non capita. Certo, io contrariamente a voi non me ne faccio un atto di lesa maestà, a quanto pare. E il mio confronto con lei, altezza a parte, lo vivo benissimo.

Mi sono ritrovata a dover concordare con Saviano (che per quanto possa stimare il suo lavoro, è comunque lo squallido uomo che in Rai fece la morale sulla sessualità a una ragazza suicida, facendo ben vedere qual è il suo vero punto di vista sulla questione: che è uno maschilista e non capirà mai come certi attivisti strizzino gli occhi su certe oscenità) quando afferma che questo godimento deriva da, diciamocelo, l’illusione che non si è a quello stesso livello perché aventi un’etica e una dignità, quando, diciamocelo!, vendereste pure i vostri figli ai talebani pur di arrivare ad essere la personalità italiana più famosa del mondo.

Vi rosica così tanto quel misto di colpo di fortuna, talento, bellezza, spregiudicatezza e simpatia (perché ripeto: immagino che a molti stia simpatica Ferragni o non sarebbe arrivata dove è arrivata se stava antipatica) che le ha dato quell’enorme successo.

Considerando poi che è donna, la cosa vi è ancora più accettabile. E soprattutto vi sentite autorizzati ad essere così aggressivi. Uno squallore pateticissimo. Se fossi in voi, le idee suicide che ho avrebbero vinto perchè so quanto mi farei schifo ad essere così.

A guardare bene non ha fatto né più né meno di molti altri, allora perché è solo lei che vi dà fastidio?

Tra l’altro le tasse, comunque, LEI le ha pagate. Ah, già! Facciamo come Lega e Fratelli d’Italia a Palermo (almeno mi sembra fosse Palermo): le tasse sono il pizzo dello stato. Che intanto hanno permesso a sti cafoni di comprarsi villazze di lusso e tanto altro ancora. Un bel traguardo per chi non ha mai fatto niente (o non starebbero in politica). Quando vi dicono “non ho ho mai detto che avrei fatto/ non ho mai detto questo” quando erano alla base della loro campagna elettorale (li avete votati voi: sono sicura che li avete votati voi). Almeno il PD ha l’intelligenza di stare zitto. Certo, che sta zitto: il partito che non prende posizione manco quando dovrebbe, che pur di arraffare da ogni parte non accontenta nessuno, che non ha spina dorale manco ora che è all'opposizione (motivo? A buon intendotor...)  che fa l’altruista (soprattutto a se stesso) ma coi soldi degli altri, ipocrita e ladro per antonomasia, anche se tra poco scalzeranno (non parlo degli altri, perché tra misoginia, finta etica – vi ricordate la questione degli stipendi dei parlamentari- c’è solo da sparare alla croce rossa). E anche questi li avete votati voi.

Poi ci sono quelli che non votate, sono ladri infami anche peggiori, ma voi giù a striciare al loro fianco con gli occhi a cuoricino.

Se vi fate protettori di dignità e diritti, fatelo davvero e non solo contro chi vi rinfaccia la vostra mediocrità, pure nei confronti della per voi tanto odiata Chiara Ferragni.

E perché non prendersela con chi ha palesi intrallazzi con associazioni malavitose da generazioni? O quelli che trafficano in armi (dello Stato facendo tra l’altro accordi rovinosi per lo Stato Italiano) per guadagnarci? O quelli che ci hanno venduto praticamente a tutti?!

Sul serio, signori: siete squallidi. E sì: lei ha il talento che voi non avete. Qualunque esso sia, qualunque voi vogliate.

Uscite di casa e andate a camminare. Per dove non lo so, ma non vi dico manco di tornare a casa solo quando vi sentite un po’ in pace con voi stessi, perché altrimenti vi troveremo pure a Chi l’Ha visto?.



(e ho pure scoperto che avevo già il tag "italiani medi di merda"...)

mercoledì 23 marzo 2022

OK, SONO UNA TREKKER. FATEVENE UNA RAGIONE (ovvero: Star Trek Picard 2)

SI AVVISA IL LETTORE CHE CI SARANNO EVENTUALI SPOILER E LUNGUAGGI CHE POSSONO NON PIACERE AL POLITICAMENTE CORRETTO


Star trek picard, season 2, stagione 2, Star Trek : Pikard

Da tre settimane è uscita la nuova serie di Star Trek Picard.
Da bambina cresciuta con The Next Generation (e follemente innamorata di Data) non potevo non esimermi dal guardarlo. Ho guardato anche la prima stagione (ovviamente) ma è in giro già da un po' e... sì, ieri sera me la sono comunque sparata tutta dopo aver rivisto dall'inizio le tre puntate appena uscite della nuova.

Devo essere sincera: la prima non mi ha fatto impazzire soprattutto nel finale. Il mostro che viene dal cielo e che bisogna fermare è fin troppo visto nelle americanate degli ultimi anni e io quelle le ho odiate tutte. Per il resto, il tema degli errori di governo dettati dalla paura (e da altro e di cui hanno spesso parlato in TNG), gli ideali compromessi e l'esigenza di redimersi e fare ammenda, invece, li ho apprezzati molto.
C'erano poi Picard, il mio capitano preferito in assoluto e Sette che mi è sempre piaciuta (sì, mi sono sciroppata anche tutte le puntate di Star Trek Voyager, problemi?). 
Ho sinceramente apprezzato alcuni nuovi personaggi e sono tutt'ora convinta che molte cose dovessero essere sviluppate meglio. Per il resto... eccoci qui che vi parlo della seconda serie.
Perché? Perché oggettivamente, genere fantascienza a parte (non che certe serie poliziesche o simili non rientrano nella sezione fantascienza... solo perché non hanno pistole laser non vuol dire che non ci rientrino) è ancora uno dei plot meglio riusciti.
In questa stagione fanno qualcosa di visto e rivisto: salto nel tempo per salvare il passato.
In un film (o erano delle puntate di una serie? vallo a ricordare) Picard e i suoi sono andati nel passato e hanno salvato il genere umano. Dai Borg...
I Borg che fanno la parte di strani alleati/nemici/va a capire che cavolo sta succedendo in questa serie.
Q, altro personaggio nato con TNG fa la sua comparsa e Picard stesso dice nella prima puntata che non sta bene.
Ora... Perchè nella prima punta la Regina Borg (personaggio indiscutibilmente splendido il più delle volte anche se capita la rendano un po' macchietta come donna sensualona e cattivona) dice a Picard di guardare in alto, quando poi lui si ritrova faccia a faccia con Q?

Questo mi lascia perplesso e spero di sbagliarmi. Non voglio fare congetture assurde, ma spero non abbiano fatto assimilare i Q dai Borg e alla fine questo Q, il solito Q, il (per lo meno a me) simpatico Q che ancora non è del tutto assimilato riesce a fare qualcosa... oppure è al soldo della Regina.

Poi c'è la possibilità che qualcun altro si sia diretto verso il passato per cambiarlo e lui abbia deciso di intervenire... e ha qualcosa che non va perché quelle modifiche stanno cambiando pure lui ma, essendo un Q, riesce a capirlo.

Poi c'è l'idea stessa dei viaggi nel tempo dove tutto quello che sta facendo Picard doveva succedere per forza, perché se no non sarebbe mai nata la Federazione, ma la Confederazione (quando gli piacciono le quattro citazioni ai loro due giorni di storia agli americani... mamma mia!)

Mi fuma il cervello. Spero solo sia almeno decente... così posso perdonarli e sperare nella terza stagione.

Andiamo con ordine nei miei sproloqui.

La prima pallosissima puntata, basata sulla totale incapacità di impegnarsi in una relazione e aprirsi davvero dell'ammiraglio Jean-luc Picard finisce con lui che mette l'autodistruzione all'astronave, viene recuperato da Q e finisce nel mondo alternativo creato con il cambiamento temporale.

Nella seconda scopriamo che è un pianeta governato da un unico governo dispotico e inquinatissimo, dove Sette ne è la presidentessa (pardon, Presidente... ovvio. Forse vogliono aumentare l'idea di disutopia, o forse è questione di doppiaggio perché sarebbe riuscito più difficile da dire nel tempo a disposizione, o forse i traduttori sono solo analfabeti), lui è lo sterminatore dei mondi, Raffi è il capo della sicurezza del governo, Chris è colonnello, Agnes una scienziata triste e sola con tanto di gatto virtuale (lovvo, soprattutto perché quel gatto, da bravo micio, è fondamentalmente un dissidente) che ne accentua la solitudine ed Elnor il membro della resistenza romulana
Hanno appena distrutto i  Borg e la Regina deve essere giustiziata (pardon, eradicata).
Qui scoprono la variazione temporale e tentano di partire, vengono scoperti e Elnor (che in queste due puntate ha mostrato "la via del candore" o come si chiama e che te lo fa amare di più) viene colpito.

Terza puntata.
Bastardi.
Fanno morire Elnor per salvare la Regina, Raffi è distrutta e (giustamente) incazzatissima.
Partono e (ovviamente) quello a cui dicono di non dare nell'occhio e stare lontano da polizia e ospedali (Chris che è l'unico che può essere scambiato per un immigrato... forse perchè lo è per gli americani, sia come inglese che come cileno) dove finisce? Prima in una clinica che aiuta gli immigrati clandestini, per poi essere arrestato durante una retata.
Raffi e Sette continuano la loro missione e begano per ovvi motivi.
Intanto la parte più figa: il mente a mente di Agnes con la Regina Borg.

Spero le abbia lasciato un virus nei circuiti.

Per ora sembra migliorare, ma chissà...
Incrociamo le dita: il Trailer fa sperare. Volete sperare con me?


masile, la favolosa signora masile, stagione 4

E io mi chiedo se, per lo meno, non mi capiti la stessa cosa che è successa con La Favolosa Signora Maisel, dove non avevo capito che l'ultima puntata era l'ultima puntata... poi ho contate gli episodi e... cavoli, se è brutta questa stagione. Visto l'inattività da Covid che ha prolungato il tempo di ideare qualcosa, potevano sbattersi un po' di più. 
E che cazzo.
Mi rassicura che non è l'ultima (se non sbaglio si ferma a 5) perché questa è decisamente sconclusionata. Soprattutto, ho riso più perché volevo ridere (ne avevo bisogno) che perché fosse davvero divertente.



Post sconclusionato concluso.







giovedì 29 luglio 2021

SFOGO

OGGI MI SFOGO.

L'ho messo nel titolo e lo faccio.
Dopo tre anni di attività praticamente paragonabile a una schiavitù volontaria, posso definirmi libera.
Disoccupata ma libera. Anche se virtualmente ero disoccupata e di certo non ho sono stata pagata più di 5.000 euro annui.

Esatto, come se il mio lavoro non valesse nulla.
Se non vale nulla, allora non lo faccio più. 

E' da un anno che aspettavo: da quando dopo un incidente domestico che mi ha quasi uccisa l'anno scorso, mi sono ritrovata ad andare comunque al lavoro con le vertigini e la nausea per sentirmi dire che la moglie del capo era troppo stravolta per scrivere la pratica, ma non lo era abbastanza perchè andassero fuori a cena al sushi visto  che i loro amici li aspettavano
E chi ha dovuto sostituirla? Io.
Poi le cose sono andate a deteriorarsi ulteriormente e ora basta.

In questi hanno ho lavorato senza praticamente uno stipendio (troppo basso pure per una partita iva) e senza mai una sosta e ora sono felice che non tornerò indietro.
Sono anni che non faccio una vacanza e anche ora non ne ho, ma mi godrò il riposo e la libertà di fare quel che voglio.
Il problema non è neanche il capo con un ben improntato senso di onnipotenza divina, manco avesse 3 anni e vivesse di solo super io, ma quanto le due sanguisughe dietro.
Perchè se lui, che poteva assumermi pure a tempo indeterminato senza pagare i contributi (ma che nel frattempo parla di assunzione con qualcun altro e ha ripreso la segretaria fancazzista) e che è la causa principale delle due fallite che gli stanno dietro, ha degli isterismi comprensibili e soprattutto, con lui si riesce ad avere una conversazione civile.
Che poi si mangiano tutti i soldi che si devono prendere gli altri perché devono fare la manicure o toppare i buchi di bilancio perché devono farsi la manicure. Non scherzo: la risposta era che quei 200 euro tanto non erano uno stipendio pieno.
Ok, oggettivamente: il buco di bilancio nasce dalle spese folli qui chiamate manicure, ma essenzialmente è spendere più di quanto si poteva e non pagare manco la bolletta del telefono perchè in quel momento: quando ci sono i debiti, ti accorgi che c'è un problema e la crisi di qualche anno fa, che ha messo in ginocchio più di un settore, ha colpito tutti, soprattutto chi non ha avuto cuscinetti di salvataggio perchè si è mangiato tutto.
E quelle due sono nell'elenco.
Non cito lui, causa massima, solo perchè pur di scoparsi mezza città alleviava le isterie della moglie permettendole di fare qualunque cosa e con la scusa che lui, che in sè per sè è la società stessa, non si deve abbassare a capire come stanno spendendo i suoi soldi.
E io sono stata tra quelle persone che ha aiutato a rimanere a galla. Ho risolto pratiche, ho lavorato come una matta.

Le relazioni tossiche si insinuano delle due che gli stanno dietro: la moglie e la sorella.
E subito dopo in effetti devo mettere pure la figlia e la segretaria.

Essenzialmente delle ruba stipendio.
E voi direte: ma la ditta e se decide di pagare qualcuno senza che facciano nulla allora affari suoi... beh, cari: però prima deve pagare chi gli altri che lavorano.

Probabilmente nei prossimi giorni racconterò un paio di aneddoti. 
Un po' per 
e un po' perchè finalmente ho un po' di tempo per fare qualcosa che mi mancava.

Per ora scriverò solo un paio di righe sulle due cognate.
Due donne che, oggettivamente, sono fatte l'una per l'altra.
Non sentirai mai dire tra di loro una cattiveria. Si salutato, sorridono e parlano ore delle loro cose.
Un po' come segretaria e figlia, ma è un'altra storia.
Queste due, dietro, danno le colpe di ogni cosa all'altra.

Per questioni di Privacy, le chiamerò con il loro "ruolo". E sì, moglie e sorella è il loro ruolo. Perchè non fanno davvero molto in quello studio se non stare sedute a giocare a solitario e a parlare al telefono di questioni private.
E attenzione: forse ci sarà qualche linguaggio colorito (o più che scurrile) ma è per precisa citazione delle divinità che parlano o per precisa analisi dei fatti.

E mi dispiace solo che non ho davvero tutte le frasi a mente (ma credo che le metterò in altri post).
La cosa triste? E' che sanno entrambe che l'altra è un'infamona bugiarda, ma quando parlano tra di loro ci credono pure.

(piccola nota, con l'allineamento a sinistra avrete Sorella, a destra Moglie e in centro la frase pronunciata da entrambe)

E' finita la carta igenica? E' colpa sua! Non ci pensa, non ci arriva e stupida.

Capo è arrabbiato?
Io sono buona e cara, non ho fatto niente di male (cancellate di male e avrete la verità dei fatti) 

E' lei che ce l'ha con me, io non so che le ho fatto.

Lei mi tratta come se fossi una deficiente, come se fossi io a essermi fatta clonare tre volte la carta di credito negli ultimi dodici mesi.

Lo vedi che è pazza.

E' un'ignorante ritardata.

Una volta mi è venuta in studio e si è tirata giù le braghe dicendo che se volevo potevo anche mettergliela in culo fisicamente e non virtualmente!

E' una vipera. Una stronza che si inventa le cose.

E' una povera derelitta.

Non capisce un cazzo. Un cazzo ti dico.

Con tutti i soldi che le ha dato! Un'ingrata!

Con tutti i soldi che gli ho dato! Quella manco un grazie!

(questa poi è interessante, perché a me non hanno dato niente, manco i soldi che mi devono entrambe)


domenica 3 gennaio 2021

CONSIGLI PRATICI PER UNA PELLE IDRATATA (ovvero: lo consiglio solo perché ora la mia pelle del viso sta meglio)

Strano ma vero, sono tornata.
Sono tornata nonostante il libro da finire, nonostante la stanchezza cronica data delle ore di sonno mancanti e dal dolore alla cervicale che mi perseguita.
Si, sono una mezza carretta, ma ho superato i trentacinque (35!) anni e gli acciacchi si sentono.
 
Tutta colpa dell'ultima notte insonne passata guardando (lo giuro: mi vergogno, ma lo giuro è tutto vero) le lavette su Amazon. Il tutto perchè mia sorella (dulcis in fundo) a capodanno disse proprio che ne voleva prendere di più, in modo che se aveva più di quattro ospiti nella casa nuova non rischiava di tirar fuori le salviette grandi che erano meno pratiche.
Dalle lavette, comunque, sono passata senza volerlo alle (purtroppo per me) anche troppo interessanti asciugamani compressi e da lì alle maschere in tessuto compresse
Non mi dilungherò anche quali altri balzi ha avuto la mia ricerca perché è delle maschere in tessuto che voglio parlare.
Come tutti, tra covid, freddo, mascherina, sciarpa, vento e (essenzialmente) inverno e stress, ho avuto la pelle che presentava parecchio stress se non un invecchiamento precoce.

Sì. Precoce. Non rompete.

Io non ho mai avuto rughe d'espressione, e ora ho una odiosa e fastidiosa riga sulla guancia.
In più avevo odiosi punti neri, a1ccenni di brufolini da stress ed era tirata e dolorante.

Uno schifo.

Mi sorella ha, inoltre, una fissa per le maschere in tessuto e trattamenti viso di vario tipo.
Io se metto una crema la sera è già tanto e la mattina guardo storta qualunque lozione.

Sono pigra, enormemente pigra.
E non ho così tanti soldi da spendere per lozioni di vario tipo.

Però la mia pelle è ferita e mi fa male.
Come la mia cervicale.

Allora proprio oggi ho deciso di fare un trattamento per viso e corpo... e si chiama bagno caldo.

Riempita la vasca con acqua calda, un po' di bagnoschiuma e un paio di cucciai di bicarbonato, mi ci sono immersa fino al mento.

Prima di buttarmi nell'acqua però ho spalmato con un pennello sul viso una maschera dai da te facilmente replicabile ed il risultato è stato spettacolare.

Io ho una pianta di Aloe Vera che (per colpa di una mancata adeguata idratazione da parte mia) ha perso una figlia. Da lì ho recuperato la gelatina che è al suo interno. circa due cucchiaini.
Probabilmente non tutti hanno una pianta di Aloe Vera, ma si può comprare il gel.
Tra l'altro una mia amica, volendo fare la figa e denotare quanto io sia sfigata, mi ha detto che non si può usare la pianta d'Aloe se non ha minimo quattro o cinque anni (accetto smentite). La mia ne ha più di dieci. Si, lo so: è un miracolo che sia viva. In più, voi non lo sapete, ma la mia piccola è stata vittima di innumerevoli attentati: le hanno dato troppa acqua dal primo anno (mia nonna e mia madre che negano) e ogni volta che esce a prendere il calore estivo immancabilmente diluvia. Poi ci sono io che come quest'estate mi dimenticavo di darle un minimo per vivere.

Però nonostante tutto, ha pure figliato.

All'Aloe, comunque, ho aggiunto circa 2 cucchiaini di Olio di Mandorle (io ho quello dell'Erboristica) e uno, uno e mezzo di Acido Ialuronico (il mio questa volta non è quello de La Saponaria o dell'Alkemilla di cui ho già parlato, ma quello della Forsan).
Mischiati in modo che l'Aloe assimilasse gli altri due ingredienti, ho spalmato il tutto viso e collo ( qui per fortuna è rimasto nonostante l'acqua calda) e lì è rimasto per metà del bagno.

Per meglio assimilare la cosa ho deciso di farmi suggestionare da 2 cose: la prima è la tecnica spa di far riscaldare gli asciugamenti, l'altra è proprio la maschera in tessuto.
Mi sono ovviamente chiesta se fosse possibile riciclare qualcosa in casa per fare la maschera in tessuto (e la ricerca web mi ha immediatamente portato a Clio MakeUp che parla di come farne una), ma se devo farmi una bagno o comunque devo farmi una maschera viso, io preferisco che sia un momento dove stacco il cervello.
Lavoro molto, lavoro molto col cervello e sono sempre bombardata di ansie e cose da fare.
Decidere di mettere un asciugamano di cotone sul viso, un asciugamano caldo, umido di acqua calda e rimanere con gli occhi chiusi e controllare il respiro è stato sia rilassante per la mente, che piacevole per il corpo.
Vi dirò la verità: il cervello fumava per l'ansia data dalla mancanza di stimoli e cose da fare, ma non ha potuto non decongestionarsi un po'.

Ho tolto il residuo, usando lo stesso asciugamano con acqua tiepida.

Il risultato finale?

L'asciugamano umido e caldo ha aiutato a dilatare i pori e i punti neri sono ridotti del 70%.
La mia pelle è più idrata e distesa, piacevole al tatto. Lo ha notato persino mia madre che mi ha detto che era più rilassata. E mia madre non noterebbe manco se ho un occhio nero...
Persino la righetta stronza si è ritirata un po'.


Che dire... la consiglio.
Consiglio soprattutto l'approccio al trattamento.

E voi? cosa ne pensate?

sabato 14 marzo 2020

Sfogo per una perdita

Oggi è morto lo zio di mio padre: un ottantenne, prete.
Mio padre lo ha saputo questa mattina tramite un lapidario messaggio di sua sorella maggiore. Lei è avvezza a messaggi estremamente concisi: da brava bergamasca va dritta al sodo e non si dilunga oltre.
E' sempre stato un uomo gentile e divertente, a cui piaceva far divertire i bambini con giochi di prestigio: era il migliore.
Noi nipoti gli volevamo tutti un mondo di bene e lo adoravamo, quando eravamo piccoli.
Ora è col Dio a cui ha dedicato tutta la vita e, in fondo, forse per lui andrà bene così.
Però... c'è un però.
Sono stati degli infami, quelli della comunità religiosa a cui apparteneva e dove dormiva.
La versione ufficiale era 

"ha avuto un po' di influenza settimana scorsa, ma era passata... ieri non ha voluto mangiare a cena e stamane è stato trovato morto".

Peccato che erano dieci giorni che il fratello continuasse imperturbabilmente a chiamarlo e lui non rispondeva, gli dicevano 

"lei richiami", lui richiamava e ripetevano "lei richiami".

Lui però sapeva che c'era qualcosa che non andava: suo fratello richiamava sempre al massimo entro dieci minuti. Sempre. 
Non si vedevano più molto, non perchè non volessero ma non potevano: tra la patente tolta di uno (il prete) e i ricoveri dell'altro, si vedevano quando c'erano le congiunzioni astrali che lo permettevano.
Ma si sentivano: avevano i cellulari e si sentivano.
Tranne in questa occasione.
Motivo per cui ha chiamato un amico, anch'esso prete, che viveva in un'altra comunità ma che sarebbe dovuto andare dove risiedeva mio zio. Lui gli avrebbe riferito.
Sarebbe dovuto andare stamattina, ma un parrocchiano gli ha detto della perdita.

Dei parenti? Chissene frega. Se fosse stato per loro, avrebbero continuato a dire "lei provi a richiamare più tardi".

La mia opinione? Lo hanno lasciato morire da solo come un cane e la cena non gliel'hanno proprio portata.

Venite a chiedervi i soldi.

domenica 1 marzo 2020

Corona agli imbecilli

Sapete, con lo scoppiare dell'Isteria del Corona Virus qui in Italia, mi sono ritrovata a pensare molte cose.
Che siamo un popolo di imbecilli già lo sapevo.
La mia stessa famiglia è nel loop degli ansiogeni ma, contrariamente a molti altri, non siamo presi dentro dalla foga degli acquisti convulsi forse solo perchè abbiamo ascoltato davvero gli avvisi.
Mentre dicevano che i negozi normali sarebbero stato chiusi, esclusi gli alimentari, qualcuno di sicuro ha capito che sarebbero stato chiusi anche quelli e visto che abbiamo un governo di merda, è ovvio che ti aspetti che blocchino tutto da un giorno all'altro e che di certo (basta vedere cosa hanno fatto nella zona rossa) non si preoccupano di dare viveri e assistenza ai poveracci che costringono a casa (mica siamo cinesi, che si preoccupano di avere frutta e verdura fresca distribuiti in tutti i condomini) e quindi un bel sacco del supermercato... Diciamocelo: sarebbe stato credibile che nella notte ci chiudessero tutto, dopo averlo saccheggiato loro.
Poi parliamo dei 150 antibatterici acquistati da una farmacia al Pam di Milano (a circa 2 euro) poi rivenduti a 9,90... 
Tranne un paio di persone che conosco, nessuno vicino a me è andato del tutto fuori di testa
Dalla stupidità, quella sì.
Ho da raccontare un aneddoto in particolare.
Nell'immancabile chat di famiglia che abbiamo tutti nel cellulare, la mia ha avuto un apice di stupidità che ancora poco tollero nel solo ricordo.
Mia cugina, Nia, è una mamma super impegnata: con una figlia in prima liceo e uno in seconda elementare, entrambi pieni di impegni extrascolastici, un lavoro e una casa da gestire e un marito che arriva a casa si siede sul divano. La normalità delle donne italiane con figli, insomma.
Nia è anche una donna estremamente attiva nei social. Così impegnata che non ci puoi parlare... perché deve sempre rispondere a cose importantissime: gruppi di "mamme per la scuola", gruppi di amiche...
In uno di questi stupidi gruppi, oppure una sua amica imbecille (non so come altro chiamarla) l'hanno informata che per entrare al supermercato avrebbe dovuto avere la mascherina.
Nia si è allarmata immediatamente: lei non ha mascherine a casa! Come fa a fare la spesa?
Immediatamente scrive al gruppo di famiglia per chiedere conferma: Lu, nostra zia, è commessa nel banco alimentari in un supermercato a Milano... lo sa sicuramente!
Peccato che prima di lei, leggo io. La mia risposta è stata una:
"Sicuramente no." non sto qui a dire perché, non ho voglia di sprecare dita sulla tastiera. 
Lei incalza: le hanno detto che ci sono addirittura i cartelli davanti ai supermercati.
Al che ribatto io: dove sono questi cartelli? Chi le ha dato questa informazione? Ha fatto una foto della nuova direttiva? Andrebbe bene anche solo la direttiva del supermercato, sarebbe assurda, ma andrebbe bene pure quella.
Lei non risponde, ma piuttosto devia, rispondendo a mia sorella, Chichi, che le dice di ordinare online con l'App. App che ovviamente era in tilt (lei lo aveva già fatto per evitare il supermercato) visto l'eccessivo utilizzo di tutti. Certo, le sua amiche hanno tempo da perdere perchè sono mamme e piuttosto che preoccuparsi dei figli, possono schiacciare per 40 minuti un pulsante di un'App.
Finalmente, dopo mezz'ora, risponde Lu che rassicura: nessuna imbecillità del genere. Lei si rassicura e passa ad altro.
La cosa che mi ha irritato di più (oltre all'intrinseca affermazione che io ho per forza torto) è il sapere che con molta probabilità uno ha detto "e se ci fanno andare con le mascherine?" (Come qualche giorno prima ha detto "e se ci chiudono anche gli alimentari senza avere il tempo di rifornirci?!") e i caproni hanno voluto credere a quel pensiero perchè così giustifica la possibilità di comportarsi senza un minimo di logica.
Ci dicono pavidi ed egoisti... 
Non è così: siamo anche intolleranti con gli imbecilli.
Tra cui quelli che chiamano dall'Australia da una trasmissione radio e chiedono "Dica la verità, quanto è grave?!" e tu devi riuscire a non scoppiare a ridere.
O quella che dice "io mi rifiuto di uscire di casa! Lavoro in Smart Working! Non ci vado dai clienti veneti!" per poi chiedere di andare a trovarla perché si annoia (si sa, gli altri non hanno un lavoro abbastanza importante da non correre al suo capezzale!).
O sarà che io di tempo per guardarmi gli arretrati in TV non l'avevo...

Che poi... io continuo a pensare ad un'altra cosa... molto più vicino di 'sto Covid19, qui avevamo la Meningite e se lo sono dimenticati tutti tranne me: l'unica che non teme altro che la gastroenterite... 

Ma poi mi devono spiegare come è possibile che una persona che sta due giorni in Italia, dopo altrettanti che rientra nel suo Paese e ha i sintomi dell'influenza, è colpa dell'Italia anche se il virus necessita di 8 giorni di incubazione... 

E vorrei fare anche notare che è scoppiato tutto dopo Atalanta-Valencia... Cavoli, forse a furia di insinuarlo, qualcuno sarà così stupido da crederci. E comunque, dovrebbero bloccare tutte le gare di due settimane ed evitare le solite pantomime dei corrotti incorruttibili.

E comunque... io preferisco uno Stato che fa mille tamponi a cazzo, piuttosto che a nessuno come negli altri perchè tanto la salute pubblica non frega nulla a nessuno. Ma magari... un po' di discrezione non avrebbe fatto male.
E soprattutto, dovremmo immergere nella candeggina almeno un centinaio di politici: così il Virus Ignoto che li rende la feccia del mondo non infetta altri.

Ho sclerato abbastanza... ma sono stufa.

sabato 26 ottobre 2019

Una tragedia alla Don Matteo... forse? Ma? Purtroppo col senno di poi non si fanno rivoluzioni.

(Questo articolo è stato scritto il 9 febbraio 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)



QUESTO ARTICOLO A NUMEROSE ARGOMENTAZIONI PARTICOLARMENTE SCORRETTE CHE POTREBBERO INDISPORRE LA MAGGIOR PARTE DEI (PER ME IPOCRITI) BENPENSANTI, SE LEGGETE LO FATE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO E NON VI LAMENTATE.

Vasto. Non sto qui a raccontare nuovamente la stesse cose che sono perfettamente leggibili su tutti i giornali e gli articoli disponibili anche online.
Ma fare solo mere considerazioni personali.

Forse perché ora si divertono a pubblicare la lettera del ragazzo suicida che dice addio dando la colpa agli altri di tutto quello che non andava nella vita.
Forse perché il 14 gennaio di quest'anno si è spento Gabe Marcela, poco più giovane del suicida, morto per un difetto congenito al cuore, dopo che la madre ha mosso il mondo (del web) per fargli giocare in anteprima l'ultimo videogioco di Legend Of Zelda, sua unica fonte di gioco perchè di correre davvero non poteva neanche pensarci.
Forse perché ci sono ragazzi seviziati dalla polizia che dovrebbe difenderli e poliziotti che muoiono eroicamente provando a salvare una sola vita.
Forse è per l'aria di cospirazione sui cambiamenti delle leggi del Tuom.
Forse è per l'Abruzzo.
Forse è per il senso di catastrofe che ci attanaglia.
Forse è il senso di impotenza davanti all'inesorabile avanzata del tempo.
Forse è per la voglia di non arrendersi, ma mandare a 'fanculo tutti quelli che parlano di perdono come se fosse una cosa facile.

Fabio di Lello era sicuramente caduto in un profondo stato depressivo per la morte della moglie Roberta. Comprensibile: parliamo di un uomo felice ed innamorato, soddisfatto della sua vita che gli andava bene e che di colpo ha perso ogni significato.
Io raramente credo che le persone possano amare fino al punto di autodistruggersi, ma lui amava davvero in questo modo, a quanto pare. I racconti che vengono fatti del suo modo di affrontare la perdita, la fanno da padroni su ogni articolo. E ogni volta penso che quest'uomo, in qualche modo, dovesse essere aiutato. In che modo? Non saprei, ma si vedeva che non stava bene. So cosa vuol dire quando un tuo famigliare perde troppo presto la persona cara. Sicuramente non lo lasci in uno stato di commiserazione, tristezza ed odio.
Se no scusatemi ma uno non prende una pistola e spara. Anche se lo vorrebbe.
O dobbiamo cominciare ad analizzare il senso di megalomania di un uomo che visibilmente non ha, perchè se no non sarebbe andato a piangere ancora sulla tomba dell'amata e non avrebbe aspettato lì l'arrivo dei carabinieri. Quello era semplicemente disperato. Solo e disperato, anche se circondato da migliaia di persone.
Italo D'Elisa era il colpevole dell'omicidio e per questo lo ha punito, anticipando la comparsa del giovane davanti al tribunale al quale, ovviamente, non credeva. Altrimenti avrebbe lasciato fare alla giustizia.
Purtroppo su questo non posso dargli torto. Neanche io ho più fiducia nella giustizia. Non l'ha più nessuno. Lenta e a favore dei delinquenti troppo spesso. Arroccati nei loro diritti e incapaci di voler fare il loro dovere. E se penso al loro sotto organico, che è indubbio che ci sono posti dove davvero lavorano per amore della legge, penso a quelli che lavorano mezza giornata scarsa. 


Qui comunque scatta la prima riflessione: la differenza tra incidente e omicidio stradale.
L'incidente è dato da una serie di fatalità che hanno portato ad un tale evento, l'altro invece è causato da circostanze che potevano essere evitate.
Tralasciamo innanzitutto quelli che salgono su un veicolo pensando seriamente di ammazzare in questo modo qualcuno, o quelli che lo fanno nel flip imbecille di un gioco mentale o di fara con un altro amico con lo stesso livello di intelligenza. Parliamo dei casi più comuni.
Mi capita spesso, davanti ai piagnistei dei morti stradali, di tacere per quieto vivere. Perché? Perchè sono urticata dall'idea di dover compiangere chi è morto perchè ha sbattuto contro un palo o è andato fuori strada perchè ubriaco o sotto effetto di stupefacenti. A volte penso che sia meglio così, perchè se rimaneva paralizzato toccava pure che le famiglie se lo dovessero prendere in carico e spenderci dei soldi, tempo e salute. Nessuno li ha costretti a prendere alcun che e se dicono il contrario è una cazzata. I casi sono così esigui da essere irrisori. Non sono donne a cui rifilano del roipnol o dopo aver preso qualcosa vengono violentate. Non siate così vili e meschini da metterli sullo stesso piano: se tu agisci sotto effetto di qualcosa sei un criminale: sai che non sei nello stato di poterlo fare davvero ma te ne fotti.
Se questi buon "temponi" invece causano la morte di qualcuno, allora è tutto un altro paio di maniche. Qui mi incazzo. Non sono innocenti, sono dannatamente colpevoli. Per me non è neanche omicidio colposo, ma volontario: guidare in stato alterato vuol dire essere consapevoli di essere una mina vagante.
Poi ci sono gli incidenti.
Gli incidenti sono dettati dalla leggerezza.
Dalle sceme che parlano con il vivavoce e il telefono in mano (sì sono statisticamente le donne) pensando così di essere fighe e sagaci, agli imbecilli che se lo tengono all'orecchio (questi sono gli uomini, dei geni).
A quelli che non mettono la freccia a chi ha l'ansia del sorpasso.
Poi c'è chi cambia la stazione radio e chi parla con quello affianco.
C'è semplicemente chi sta pensando ai fatti suoi, perchè ha avuto una bella giornata o perchè è stata pessima ed è così concentrato da distrarsi.
A volte si è solo stanchi.
Corriamo tutti, senza sapere davvero dove. Non pensiamo davvero a quello che stiamo facendo e... ne veniamo travolti.

Ammetto che quando cominciai a leggere il primo articolo su questa tragedia, nel titolo, mi aspettavo che lui rientrasse del primo caso e non il secondo. E invece no. Mi sbagliavo.
Più passa il tempo più penso seriamente che sì il ragazzo abbia causato la morte della donna, ma non ne sia l'assassino. Se non sapete la differenza, è inutile che crediate di saper pensare.

Qui sembra proprio che sia stato un incidente. Una distrazione che, brutto a dirsi, capita: sfido chiunque a dire che MAI nella loro vita non abbia dovuto inchiodare, uscendo da un parcheggio o da un incrocio, perchè si è visto di colpo l'arrivo di un'altro (che magari ha pure accelerato per non farti passare).
Qui lui si molto probabilmente si aspettava al massimo fosse giallo e di avere tempo e lei è partita nell'istante esatto in cui è scattato il verde.
Probabile e non impossibile che sia andata così e io conosco fin troppe persone che sono così "furbe" (ed è il motivo che preferisco muovermi per i fatti miei: per personalità non riesco a pensare "e vabbeh" ma  "le la regola è così, è così. Se penso che sia sbagliata è un conto, ma se non lo penso, faccio la cosa giusta").
Dirò di più: conosco una storia analoga, ma al contrario. La vittima è sempre il motociclista: un giovane uomo che una sera passava col rosso. Il conducente della macchina che il ragazzo ha preso in pieno invece passava col verde. E' stato un incidente fatale e l'autista ha ripreso la macchina solo perchè aveva una famiglia da mantenere e non perchè non fosse letteralmente terrorizzato dalla sola idea di salire dentro l'abitacolo.

Ora compaiono anche i resoconti di come il ragazzo aveva affrontato la tragedia (giusto per la cronaca: a 22 anni sei un ragazzo, a 30 sei un uomo. Giovane ma uomo. sì, c'è differenza, per esperienze di vita e testa). Perchè ovviamente il ragazzo prima non non poteva parlarne in tv, non era un caso nazionale.
Il padre racconta come si fosse ritrovato solo e isolato (anche abbandonato) da tutti, ossessionato dall'incidente, tanto da pensare di non rendere più la macchina in tutta la sua vita. Non è uscito di casa per molto tempo ed era rimasto sconvolto sia dall'esperienza che dalle urla di vendetta contro di lui (e sarò brava: non ironizzerò sugli incitamenti che avrebbero detto se fosse stata una donna). Alla fine Italo poi non si è fatto scoraggiare e ha deciso di ricominciare a uscire e, al massimo, si muoveva con la bici.

Qui la seconda considerazione.
Qui nasce il giallo.
Di Leo afferma che lo vedeva sbeffeggiarlo in motorino, quando lui il motorino non l'aveva.
Quindi c'era qualcuno che lo faceva, godendo del suo lutto, conscio tra l'altro del fatto che l'uomo non lo riconosceva, coperto dal casco.
O peggio: qualcuno lo salutava per stima ed empatia per la tragedia e lui, nella mente alterata dal dolore pensava a una beffa e pensava che la beffa fosse fatta proprio dal suo "nemico".
Perchè la sua famiglia temeva che facesse un gesto estremo su se stesso, gesto che ha fatto: solo verso un altro.
Perchè tutti pensiamo di fare il minimo indispensabile e istigare alla violenza siano le soluzioni migliori. E con lui hanno fatto questo.

SONO TUTTI COLPEVOLI, ORA.

Terza considerazione.
Due cose, in verità.
Che dicono di sentirsi vicino alla famiglia D'Elisa e probabilmente, quando loro si sentivano allo stesso modo, gli hanno risposto (non ufficialmente) peste e corna. Ma non si può imputare loro l'incapacità di dare perdono, perchè per un grande torto, vi vuole un lungo percorso e ormai questo pretendiamo che non sia così.
E la cosa più raccapricciante: gli avvoltoi giornalistici che li perseguitano sperando in una dichiarazione in lacrime, manco fossimo tutti la strana famiglia di Gaber.


mercoledì 16 ottobre 2019

Notizie dal mondo, tanto che fanno pensare, ma forse troppo poche per fare qualcosa

(Questo articolo è stato scritto il 2 febbraio 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)



Credo sinceramente che ci siano note e informazioni che in questo periodo non possono che colpire il lettore.
Perchè tra le manifestazioni americane contro il proprio presidente, manifestazioni che non stanno cambiando le cose, ma almeno fanno esprimere le proprie opinioni (non come noi) e che li rende degni di rispetto per l'amore che dimostrano per quello in cui credono o che dicono di credere (ma lameno non si lamentano soltanto nascosti in casa), ci sono innumerevoli storie che non fanno altro che far pensare.
Ci sono Ray Johnstone che non vuole farsi abbattere dalla solitudine e dalla vecchiaia e che cerca dei nuovi compagni di pesca. Ha provato con Facebook, ma non ha ricevuto risposta, ma non si è arreso e ha messo un annuncio su Gumtree (sito popolare per gli annunci in Australia), sotto la dicitura "usato", il che denota anche un certo senso dello humor. Un annuncio che ha avuto migliaia di riscontri, dai vicini di casa e da persone anche più lontane, olre a imbarcazioni che lo vogliono ospitare sulla loro barca. Ancora ricordo amarmanete il vecchio romano che chiedeva di fare il nonno a una famiglia (e piangeva per la sua solitudine) e che poi ha finito per derubarla, ma mi consolo e credo ci sia ancora speranza nel mondo.
Un mondo sommerso che riemeprge, un po' come quello che dicono di aver trovato grazie alle rocce vulcaniche sulle isole Mauritius, che ancora permettono di sognare mondi nuovi senza cercarli fuori dal sistema solare, probabilmente soprattutto per le vittime di abusi in famiglia nel grande Stato/Continente che è la Russia, dove a quanto pare hanno rimosso dal codice penale russo il reato di "percosse in famiglia", declassandolo a illecito amministrativo, punibile con un'ammenda ridicola con un arresto altrettanto ridicolo. Un po' come il fondatore della Jingbei Investiment che denota solo di odiare e aver paura delle donne, non di avere ragione, a dimostrazione che il mondo arretrato è ovunque e in qualunque ceto sociale. In fondo si sa, di schifosi imbecilli ne è pieno il mondo ed è così pieno che comandano e impediscono al mondo di evolvere... poi ci si chiede perché dalla Cina scappano tutti.
Finiamo con il piangere in modi diversi le nostre amiche: Nadia Pulvirenti, che muore a 25 (venticinque) anni mentre svolgeva il suo lavoro di riabilitatrice spichiatrica e che è stata accoltellata dal suo paziente e mentre sdrammatizzano dicendo "sapeva i rischi che correva", quando in certe strutture dovrebbero stare attenti e no, non te lo devi aspettare, i suoi familiari chiedono al suo spirito di aiutarli a imparare a perdonare. Perché il perdono non è qualcosa che di lungo e tortuoso, qualcosa che è personale e che nel perbenismo buonista dei nostri giorni è del tutto abusato dando sempre ragione al male e mai alla vittima di quel male. Se la si smettesse di farla così facile con l'idea di perdonare e ci si interessasse di più di star vicino a chi soffre... magari Fabio di Lello non avrebbe ucciso l'assassino di sua moglie, non avrebbe passato questi mesi struggendosi dell'amore che tutti sogniamo di avere e che lui ha perduto, perchè forse avremmo più fiducia della giustizia. Anche se, lo so, in Italia è una parola vuota.

E concludo con la felicità degli animalisti, dove i falchi viaggiano in aereo meglio delle persone normali. Basta avere i soldi.