Visualizzazione post con etichetta Italiani medi di merda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italiani medi di merda. Mostra tutti i post

lunedì 22 dicembre 2025

DI INSULTI ALL'INTELLIGENZA DELL'ITALIANO MEDIO E CORRUZIONE (ovvero: "la legge siamo noi"? Ma ora hanno riaperto il caso Garlasco e si spera qualche testa cada)

 Era un po' di tempo che non scrivevo su questo blog. Sono successe tante cose e sinceramente avevo poca voglia sia di comunicare che di fare altro.

Ho letto qualche libro che ho deciso di condividere e che   per questo ho fatto la bozza di un post.

La cosa che mi ha ha di più interessato E che ora voglio condividere però è un caso che sta interessando proprio come me parecchia parecchia gente. Ebbene sì parlo del Caso Garlasco.


Non sono un’amante di quello che ora viene chiamato True Crime. Devono essere vecchi di un secolo, per interessarmi, perché spesso noto solo lo squallore della vicenda. Mi interesso solo se questo crimine è un effetto dei crimini di stato, dei colletti bianchi e se parlano del marcio di quella parte della società che detta le regole ma non le segue (magari ci farò dei post) oppure si tratta di discriminazione di genere. Tutto ha una base ben precisa: voglio un mondo migliore e i crimini legati alle ingiustizie sociali sono per me la fonte di non tutti, ma della maggior parte dei mali del mondo. 


Visto che per forza non voglio fare le cose normali, non tratterò direttamente da questo argomento, ma di tutta la melma che ci sta attorno.

Voglio però specificare, con questo articolo, come mi sono avvicinata a questa storia e cosa mi interessa davvero, perchè anche nel Caso Garlasco c’è qualcosa di sociale, in particolare della comunicazione che ne viene fatta e che, lo so, come me irrita molte persone.

Perchè in ogni media: dal giornale, alla televisione, fino ad arrivare ai nuovi media (YouTube, podcast vari, e mi sa anche Tik Tok) spesso sono vettori di un messaggio troppo di parte e che allontana dalle vere questioni: l’omicidio di Chiara e il mal costume delle autorità.


Ma per prima cosa, voglio raccontarvi il mio personale antefatto: come mai sono tra i milioni di italiani che segue questo caso.

Premessa ovvia, ma che a quanto pare bisogna sempre esplicitarla: tutto quello che leggerete non è da intendersi come un’accusa o una diffamazione nei confronti di nessuno, ma è solo la personale rappresentazione di come ho percepito la vicenda (e come me, anche molti altri) e quindi se volete che ci sia un’accusa, allora è nei confronti dei media e di chi, a qualsiasi titolo, ha distorto o falsificato la realtà.


Ma ora partiamo dall'inizio: quali furono le mie impressioni all’epoca dei fatti e quello che ricordo.


Io, del 13 agosto del 2007 io non ricordo nulla.

Avevo 22 anni e probabilmente (visto la data in questione) ero a casa da sola, in Lombardia.

Come e quando venni a conoscenza dell’omicidio di Chiara Poggi, non lo ricordo, so solo che, certamente, non ebbi paura a rimanere a casa da sola.

Ricordo che si parlasse di un delitto “da vicinato”, ovvero che l’assassino fosse un vicino con cui Poggi ebbe una discussione. Anzi, non un vicino: una vicina. Perché le prime indiscrezioni affermarono proprio che a commettere questo omicidio fosse una donna con cui la vittima litigò anche con un toni piuttosto accesi.

Ricordo ancora reputai la cosa piuttosto verosimile: di vicini che ti fanno montare un bel po’ di rabbia ci sono ovunque e, soprattutto se hai vent’anni e il tuo vicino ha l’età per essere un tuo genitore, spesso usa atteggiamenti saccenti in cui pretende non solo di sapere tutto della vita e di esserti superiore per intelligenza e moralità, ma pensa anche di avere il diritto di ordinarti di fare quello che vuole pure in casa tua.

E quindi sì: io me la immaginai mandare a quel paese la vicina che la uccise per lesa maestà. 


Sbagliavo? Sicuramente, ma nessuno sa ancora con chi e perchè lei avesse litigato in quei giorni.


Un’altra cosa che ricordo è legata a un servizio di un telegiornale che mostrava varie foto di repertorio, principalmente del funerale.

Parlo di immagini di repertorio, perché Chiara Poggi fu seppellita il 18 dello stesso mese, ma in quei giorni i miei genitori erano sicuramente ancora in vacanza e io, quel servizio, lo vidi con mia madre.

Rimasi colpita da due mie coetanee bionde che se la ridevano complici davanti alle telecamere. Ricordo ancora cosa commentai: che erano delle amiche di merda: più esaltate dalla presenza dei giornalisti che della morte dell’amica (avevano fatto vedere il funerale quindi dedussi che fosse in quell’occasione, ma che fosse durante il funerale o no poco importa: era squallido allora ed è squallido anche ora). 

Mia madre commentò che non erano delle sue amiche ma le cugine.

Io sorrisi e dissi, col tono di chi la sa lunga: 

“Allora sono state loro. Sicuro!”. 

Lei mi sgridò dicendo che non sapevo di cosa parlassi e che era impossibile. Io ribadii la mia tesi e non mi mossi da quell’idea.

Perché, capiamoci, so di cosa parlo: io ho delle cugine, ne ho molte, e sono per la maggior parte delle merde, che ti venderebbero per poter fare un servizio orale al ragazzo e sentirsi gratificate nell’essere preferite a te, che fanno di tutto per sminuirti perché per loro è l’unico modo in cui si possono sentire davvero bene (spero che ora abbiano fatto un percorso  di psicoterapia, anche solo per i loro figli). Però, per quanto io possa avere una bassa stima di queste mie parenti, sono assolutamente sicura che se avessero ammazzato una qualunque di noi (per quanto spostano sentirsi superiori e fighe) non si presenterebbero mai in quelle condizioni. Non sorriderebbero con compiacimento alle telecamere, parlando come se la vittima in questione non fosse una loro parente.

Le cugine di Chiara (che non distinguo e non m’interessa distinguere, se non quando tratterò dell'alienante narrazione che viene fatta su queste due) hanno mostrato un totale disinteresse davanti alle telecamere, senza un qualunque sentimento affettivo nei confronti della cugina. Era vero? I retroscena di chi si parla ora mi farebbero pensare che non era proprio così, perché ci sono delle piccole attenuanti. Attenuanti che non le scagionano del tutto, ma delle attenuanti.

Mi ripeto, per quanto io abbia una bassa, bassissima!, opinione sulle mie cugine (anzi: ci piazzo pure i cugini) un comportamento del genere sarebbe ben lontano da quello delle Cappa.


L’ultimo ricordo del periodo riguarda l’arresto o, comunque, le accuse rivolte ad Alberto Stasi. Quello che chiamavano Il biondino dagli occhi di ghiaccio, ma che a me sembrava soltanto un mammone figlio di papà, col culo moscio e soprattutto lo sguardo di chi non era riuscito a dormire la notte perchè è in ansia per un esame.

Probabilmente avrò pensato che tra un fidanzato del genere (piusttosto scialbo e inutile) e quelle cugine orribili, la ragazza era messa davvero male.

Ma l’ho mai visto come colpevole? No.


Non seguii particolarmente le indagini, la mia vita mi bastava per non dover sentir parlare dell'ennesima Mary Sue, così pia da diventare martire della Chiesa Cattolica.

Quando parlarono della condanna di Stasi, io feci solo la faccia di chi dice: “Boh, sarà…”, ma poi proseguii con la mia vita.


Il mio ricordo poi passa a qualche anno dopo, quando, in treno, l’algoritmo di google mi propose un articolo il cui titolo diceva che, se non sbaglio, parlasse di un amico del fratello, nuovo probabile indagato e ex-amore (ma forse non tanto ex) di Chiara.

Era un articolo breve, che parlava di come fossero spuntati fuori degli indizi che attenzionavano un nuovo probabile assassino, un amico del fratello di Chiara Poggi, Marco

Nell’articolo si affermava che Chiara Poggi e Andrea Sempio avessero avuto una sorta di relazione prima che lei si mettesse con Alberto Stasi e che lei stesse riallacciando i rapporti (o per lo meno qualche contatto sporadico) con lui. 

Lo descrivevano come un ragazzo sportivo che insegnava arti marziali e che da come era impostato l'articolo sembrava che all'epoca dei fatti avesse 28 anni.

Pensai che, effettivamente, la cosa potesse starci: c’era una certa logica nel vedere la ragazza allacciare i rapporti con un amico del fratello, un ragazzo più grande che magari riuscisse a darle più attenzione del primino della classe ossessionato dai buoni voti con cui stava.

Sarebbe stata plausibile la possibilità che, rivisto per caso l’amico del fratello (che a 28 anni magari viveva già fuori casa) questi ci avesse provato (Chiara Poggi non era certo brutta) ma che lei, magari dopo essersi goduta qualche lusinga, avesse comunque preferito il fidanzato e da qui si poteva ricadere al classico femminicidio. La foto di repertorio lo mostrava come il classico cazzone con un mega ego e l’arroganza dell’uomo che non vuole chiedere mai e a cui tutto è dovuto (se poi ora si sentono i suoi monologhi nelle intercettazioni… non sbagliavo particolarmente).

Quando di recente ho scoperto che era un diciannovenne, mi sono stupida. Non nego la probabilità che lessi male l'articolo e quindi scambiare l’età, ma trovai subito alquanto inverosimile che lei, di 26 anni, intrecciasse dei rapporti con un ragazzino di 19. A 26 anni, non presti attenzione a un adolescente che ha appena finito il liceo, se non per quello che è: un ragazzino ancora sporco del latte materno e che ha ancora il coprifuoco. A 26 anni (e io li ho avuti) ti può interessare un neo maggiorenne solo se sei tanto bello da essere impossibile non notarlo. E no, Andrea Sempio non rientrava in quella categoria di ragazzo.


Tre o quattro anni fa, poi, mi capitò di rimanere un sabato pomeriggio a casa senza, nulla da fare se non accendere il televisore intrattenendomi con zapping. Non so se lo sapete ma il sabato pomeriggio non c'è assolutamente niente di decente in televisione.

Finii per guardare su Tv8 (o era il 9) l'unica cosa vagamente passabile: un documentario sui casi di cronaca nera: quella puntata trattava dell'omicidio Garlasco.

Mi stupirono una serie di cose. Io ricordavo solo che lui avesse una faccia da cazzone e che le cugine per me avevano un comportamento colpevole.

Nonostante fossi sicura che non avrei guardato quel documentario fino alla fine, non fu così. Il racconto aveva tutto quello che poteva catturare la mia curiosità, tanto che arrivai alla certezza che Alberto Stasi fosse solo un capro espiatorio, scelto perchè era il colpevole perfetto e che i carabinieri si fossero piegati con il solito servilismo. 

Certo, quando ascoltai la cagata pazzesca che disse sul sangue mestruale di Poggi (per quanto avrei voluto mandare a quel paese la PM perchè faceva la bulla) digrigni i denti, fino a quando non dissero che il test dei carabinieri era un falso positivo, confermando che, sì, lui era un coglione, ma quello non era un indizio, ma solo un’analisi sbagliata a cui non avevano fatto le dovute verifiche prima di interrogarlo. Ergo: tutti dei coglioni.

Poi ci furono i tempi che non riuscivano a rendere fattibile l’omicidio, l’alibi cencellato Stasi (a cui si aggiunge ora della chiavetta usata per copiare file, ma vabbeh) e il movente mai scoperto (anche solo lei che gli da del buffone, sembra assurdo, ma conosco donne finite in ospedale per questo motivo). 

Quello che mi fece più specie fu scoprire che lo zio era intervenuto intimando alla procura di stare lontano dalle figlie.

E diciamocelo: l’avvocato Cappa, con quella faccia da schiaffi, quei baffi e quei modi di fare alla Guido Nicheli da milanese imbruttito (che poi l’attore era Bergamasco, pace all’anima sua) certo non suscita la simpatia di nessuno. La mia no di certo.

Questo e la mia diffidenza verso le istituzioni mi fece sentenziare che erano loro le colpevoli e che le autorità si erano come al solito piegate davanti a qualcuno di potente e della dignità delle istituzioni e della giustizia… chissenefrega.


E poi? poi niente: era la solita storia di lecchinismo e innocenti in carcere, mi capitò qualche mese dopo di parlarne con un’amica (per lei Sempio era colpevole) ma la discussione durò qualcosa come 5 minuti. 


La vita poi è andata avanti senza che la cosa mi interessasse, almeno fino a quest’anno perchè, come tutti, sono stata travolta anche io dal Caso Garlasco.

L’attuale procuratore di Pavia, Giorgio Napoleone, ha riaperto le indagini su Andrea Sempio e da quel momento, ovvero dal momento in cui è apparsa la notizia, tutto il resto, guerre e genocidi compresi, sono scomparsi dall’interesse italiano.

Io lo scoprii con youtube, credo da Darkside

Da lì, passai alle interviste dell’autore delle iene (Alessandro de Giuseppe) a cui si deve molto di questa apertura.

Per poi passare a Luigi Grimaldi (l’unico che apprezzo davvero ascoltare, perchè è l’unico che sa raccontare davvero bene) e tanti altri, di cui apprezzo alcune cose, ma non tutte.

Tutta la questione però, mi lascia sempre più perplessa: i media distorcono la verità, per amore di bagarre, dove per forza che gli innocentisti di Stasi vogliano Sempio colpevole. Lo ripetono tanto spesso che chi li ascolta ma non si interessa davvero del caso, lo ripete a pappagallo. Chiunque ascolti io e che vuole Stasi libero, invece, a volte non considera nemmeno se è colpevole o innocente (figuriamoci quindi mettersi a disquisire su Sempio) ma perché è la condanna ad essere fallace.

Poi ci sono le illazioni pindariche (e tutti a parlarne) palesi depistaggi (e tutti a parlarne) insulti all'intelligenza altrui (e tutti a parlarne) guerra tra procure (e noi tutti qui a parlarne) fino a parlare di veri e propri complotti (e tutti a parlarne) .

E io continuo a chiedermi: ma sul serio?!


Che poi per me la parte importante non è tanto che un innocente è in galera, ma che finalmente si sta indagando anche su chi ce l’ha mandato.


(e aspetto al varco con chi sarebbe in concorso Sempio… ho il mio TOTO NOMI personale… ma solo perchè ormai mi sono appassionata)

mercoledì 3 gennaio 2024

LETTERA APERTA (ovvero: quando ci vuole ci vuole)

Esco dal silenzio per dire una cosa sola: siamo persone tristi e patetiche. E' una considerazione che dopo così tanti giorni ora voglio condividere o sbotto. Mi ortica non tanto perchè c'è stato tanto squallore a cui ho assistito, che o sbotto  così o sbotto con qualcuno nella vita reale. 

Mi metto in mezzo perché anche io sono una persona nella media: con aspettative non realizzate e un pizzico di fastidio per chi ostenta ricchezze sul web, per i "figli di".

Il caso di Chiara Ferragni e del Pandoro però mi discosta dal (spero solo) 50% della popolazione che rientra nella media come me.

IO NON FACCIO SCHIFO. Sono triste e patetica, ma almeno non sono squallida.

A me di questa donna non interessa nulla: non la seguo sui social, non seguo suo marito, le sue sorelle o sua madre, se ce l'ha il suo animale domestico, so di quello che ha fatto a Sanremo solo perché ho visto i veri meme del Sentiti Libera, ne parlavano i giornali (che poi fanno lavorare praticamente solo loro quindi dovrebbero ringraziarli) o quella parte della mia famiglia che, sì, il Festival della Canzone non se lo perde. A me non piace il programma (e manco chi lo conduce) quindi possono fare quello che vogliono che non mi tocca. Le canzoni le sento poi quando passano alla radio. Forse.

Io dei vari panettoni o delle uova di Pasqua (perché sì, hanno trovato un modo per spillarle dei soldi perché non sia mai che una donna sia schifosamente ricca, bella e felice: non lo fanno per etica, o per giustizia verso il consumatore, lo fanno per questo) ad esempio, personalmente manco sapevo che ci fosse della beneficienza di mezzo. C’è una collaborazione perché tutti fanno a gara per fare collaborazioni con lei. Poco etico? La mia domanda è: come veniva raccontata la storia? Che poi vorrei vedere tutti quelli che fanno la stessa cosa se non guadagnano il 90% in più di quanto mandano in beneficenza (sapete che molte grandi onlus suano solo 1% dei soldi per la feneficenza?): vi rendete conto che non hanno fatto né più né meno di molti altri? L’unico che per me si salva è PIF. E se scopro il contrario ci rimango pure male.

Con queste parole intendo che non rientro nella categoria di quelli che non solo hanno goduto nello scivolone (eufemismo?) dell’imprenditrice milanese, ma che ora lanciano merda e si mettono anche a scrivere sulle vetrine insulti che, a ben vedere, hanno la giustificazione ipocrita del “era per un ospedale pediatrico”. Non è indignarsi della suddetta malefatta: è godere della figura di merda. Perché la multa c’è, la pagherà (comunque non all’ospedale ma allo stato, gli altri soldi che sborsa per l’ospedale sono i suoi) però sembra che lei sia andata a cavare gli occhi a quei bambini, tanto è feroce l’attacco che ha subito.

Oh! Mica è Al Capone che è stato arrestato solo grazie al Fisco! Non è una criminale pluripregiudicata (se no, visto che siamo in Italia, vivrebbe bellamente nel suo paesino natio e verrebbe presa solo quando ormai è prossima alla morte).

Scusate, ma Santanchè? Io ancora voglio capire a chi dei suoi amici ha dato i soldi per una delle più brutte pubblicità pro-Italia, ma che a ben vedere sono più cafone dei culi su Instagram e che sono finiti senza giustificazione nelle tasche di qualcuno (voluto dalla Santachè) e io voglio che la ministra restituisca di tasca sua tutti i 138 mila euro usati per Open to Meraviglia (trovo raccapricciante che i partiti che vogliono togliere gli inglesismi dall'italiano corrente poi siano così bassi di lessico da usare solo quelli per parlare, sembrano la parodia di un imprenditore milanese - ma almeno quello lavora e fattura). O dei soldi che si è inculata con i ristori del covid e soprattutto dell’aver messo in cassa integrazione (e senza doverli far lavorare) i lavoratori che si facevano pure gli straordinari.

E di quelli che difendono stupratori (Grillo e La Russa in primis, of corse!)? Perché, diciamocelo: se un uomo dice “sì, era incosciente ma me la sono scopata comunque” ammette uno stupro. E lo stupro non è dettato dalla libido o delle opportunità che si hanno per scopare. Sì, non ricordo i resoconti dell’altro ma anche dai loro resoconti era palese l’abuso. Poi vuoi uomini che li difendete siete collusi e schifosi e orgogliosi di esserlo. Non pagheranno? Che strano che in Italia certa gente viene assolta!

E quelli che col cazzo che vi tolgono le accise: devono pagarsi le amanti.

O quelli che hanno usato il parco macchine statale per i loro affari privati.

Quelli che sparano, usano l’immunità parlamentare, e raccontano una puttanata paragonabile solo a quella dei Cintoli.

E dovranno pagare? No.

Porca puttana: devo continuare?

Se avete così tanta dignità: perché non andate a buttare sangue di maiale (no, dai, tintura lavabile rossa che mi spiace per i maiali) davanti ai palesi ladri corrotti che ci circondano?

Ci godete perché lei è una donna, bella, che si è arricchita in una maniera che non sembrava possibile a nessuno di noi italiani medi e lo ha fatto da Dio.

Soprattutto: a molti sta pure simpatica, e se non sta simpatica, comunque piace.

Sono cose che a me, ad esempio, non capita. Certo, io contrariamente a voi non me ne faccio un atto di lesa maestà, a quanto pare. E il mio confronto con lei, altezza a parte, lo vivo benissimo.

Mi sono ritrovata a dover concordare con Saviano (che per quanto possa stimare il suo lavoro, è comunque lo squallido uomo che in Rai fece la morale sulla sessualità a una ragazza suicida, facendo ben vedere qual è il suo vero punto di vista sulla questione: che è uno maschilista e non capirà mai come certi attivisti strizzino gli occhi su certe oscenità) quando afferma che questo godimento deriva da, diciamocelo, l’illusione che non si è a quello stesso livello perché aventi un’etica e una dignità, quando, diciamocelo!, vendereste pure i vostri figli ai talebani pur di arrivare ad essere la personalità italiana più famosa del mondo.

Vi rosica così tanto quel misto di colpo di fortuna, talento, bellezza, spregiudicatezza e simpatia (perché ripeto: immagino che a molti stia simpatica Ferragni o non sarebbe arrivata dove è arrivata se stava antipatica) che le ha dato quell’enorme successo.

Considerando poi che è donna, la cosa vi è ancora più accettabile. E soprattutto vi sentite autorizzati ad essere così aggressivi. Uno squallore pateticissimo. Se fossi in voi, le idee suicide che ho avrebbero vinto perchè so quanto mi farei schifo ad essere così.

A guardare bene non ha fatto né più né meno di molti altri, allora perché è solo lei che vi dà fastidio?

Tra l’altro le tasse, comunque, LEI le ha pagate. Ah, già! Facciamo come Lega e Fratelli d’Italia a Palermo (almeno mi sembra fosse Palermo): le tasse sono il pizzo dello stato. Che intanto hanno permesso a sti cafoni di comprarsi villazze di lusso e tanto altro ancora. Un bel traguardo per chi non ha mai fatto niente (o non starebbero in politica). Quando vi dicono “non ho ho mai detto che avrei fatto/ non ho mai detto questo” quando erano alla base della loro campagna elettorale (li avete votati voi: sono sicura che li avete votati voi). Almeno il PD ha l’intelligenza di stare zitto. Certo, che sta zitto: il partito che non prende posizione manco quando dovrebbe, che pur di arraffare da ogni parte non accontenta nessuno, che non ha spina dorale manco ora che è all'opposizione (motivo? A buon intendotor...)  che fa l’altruista (soprattutto a se stesso) ma coi soldi degli altri, ipocrita e ladro per antonomasia, anche se tra poco scalzeranno (non parlo degli altri, perché tra misoginia, finta etica – vi ricordate la questione degli stipendi dei parlamentari- c’è solo da sparare alla croce rossa). E anche questi li avete votati voi.

Poi ci sono quelli che non votate, sono ladri infami anche peggiori, ma voi giù a striciare al loro fianco con gli occhi a cuoricino.

Se vi fate protettori di dignità e diritti, fatelo davvero e non solo contro chi vi rinfaccia la vostra mediocrità, pure nei confronti della per voi tanto odiata Chiara Ferragni.

E perché non prendersela con chi ha palesi intrallazzi con associazioni malavitose da generazioni? O quelli che trafficano in armi (dello Stato facendo tra l’altro accordi rovinosi per lo Stato Italiano) per guadagnarci? O quelli che ci hanno venduto praticamente a tutti?!

Sul serio, signori: siete squallidi. E sì: lei ha il talento che voi non avete. Qualunque esso sia, qualunque voi vogliate.

Uscite di casa e andate a camminare. Per dove non lo so, ma non vi dico manco di tornare a casa solo quando vi sentite un po’ in pace con voi stessi, perché altrimenti vi troveremo pure a Chi l’Ha visto?.



(e ho pure scoperto che avevo già il tag "italiani medi di merda"...)

giovedì 29 luglio 2021

SFOGO

OGGI MI SFOGO.

L'ho messo nel titolo e lo faccio.
Dopo tre anni di attività praticamente paragonabile a una schiavitù volontaria, posso definirmi libera.
Disoccupata ma libera. Anche se virtualmente ero disoccupata e di certo non ho sono stata pagata più di 5.000 euro annui.

Esatto, come se il mio lavoro non valesse nulla.
Se non vale nulla, allora non lo faccio più. 

E' da un anno che aspettavo: da quando dopo un incidente domestico che mi ha quasi uccisa l'anno scorso, mi sono ritrovata ad andare comunque al lavoro con le vertigini e la nausea per sentirmi dire che la moglie del capo era troppo stravolta per scrivere la pratica, ma non lo era abbastanza perchè andassero fuori a cena al sushi visto  che i loro amici li aspettavano
E chi ha dovuto sostituirla? Io.
Poi le cose sono andate a deteriorarsi ulteriormente e ora basta.

In questi hanno ho lavorato senza praticamente uno stipendio (troppo basso pure per una partita iva) e senza mai una sosta e ora sono felice che non tornerò indietro.
Sono anni che non faccio una vacanza e anche ora non ne ho, ma mi godrò il riposo e la libertà di fare quel che voglio.
Il problema non è neanche il capo con un ben improntato senso di onnipotenza divina, manco avesse 3 anni e vivesse di solo super io, ma quanto le due sanguisughe dietro.
Perchè se lui, che poteva assumermi pure a tempo indeterminato senza pagare i contributi (ma che nel frattempo parla di assunzione con qualcun altro e ha ripreso la segretaria fancazzista) e che è la causa principale delle due fallite che gli stanno dietro, ha degli isterismi comprensibili e soprattutto, con lui si riesce ad avere una conversazione civile.
Che poi si mangiano tutti i soldi che si devono prendere gli altri perché devono fare la manicure o toppare i buchi di bilancio perché devono farsi la manicure. Non scherzo: la risposta era che quei 200 euro tanto non erano uno stipendio pieno.
Ok, oggettivamente: il buco di bilancio nasce dalle spese folli qui chiamate manicure, ma essenzialmente è spendere più di quanto si poteva e non pagare manco la bolletta del telefono perchè in quel momento: quando ci sono i debiti, ti accorgi che c'è un problema e la crisi di qualche anno fa, che ha messo in ginocchio più di un settore, ha colpito tutti, soprattutto chi non ha avuto cuscinetti di salvataggio perchè si è mangiato tutto.
E quelle due sono nell'elenco.
Non cito lui, causa massima, solo perchè pur di scoparsi mezza città alleviava le isterie della moglie permettendole di fare qualunque cosa e con la scusa che lui, che in sè per sè è la società stessa, non si deve abbassare a capire come stanno spendendo i suoi soldi.
E io sono stata tra quelle persone che ha aiutato a rimanere a galla. Ho risolto pratiche, ho lavorato come una matta.

Le relazioni tossiche si insinuano delle due che gli stanno dietro: la moglie e la sorella.
E subito dopo in effetti devo mettere pure la figlia e la segretaria.

Essenzialmente delle ruba stipendio.
E voi direte: ma la ditta e se decide di pagare qualcuno senza che facciano nulla allora affari suoi... beh, cari: però prima deve pagare chi gli altri che lavorano.

Probabilmente nei prossimi giorni racconterò un paio di aneddoti. 
Un po' per 
e un po' perchè finalmente ho un po' di tempo per fare qualcosa che mi mancava.

Per ora scriverò solo un paio di righe sulle due cognate.
Due donne che, oggettivamente, sono fatte l'una per l'altra.
Non sentirai mai dire tra di loro una cattiveria. Si salutato, sorridono e parlano ore delle loro cose.
Un po' come segretaria e figlia, ma è un'altra storia.
Queste due, dietro, danno le colpe di ogni cosa all'altra.

Per questioni di Privacy, le chiamerò con il loro "ruolo". E sì, moglie e sorella è il loro ruolo. Perchè non fanno davvero molto in quello studio se non stare sedute a giocare a solitario e a parlare al telefono di questioni private.
E attenzione: forse ci sarà qualche linguaggio colorito (o più che scurrile) ma è per precisa citazione delle divinità che parlano o per precisa analisi dei fatti.

E mi dispiace solo che non ho davvero tutte le frasi a mente (ma credo che le metterò in altri post).
La cosa triste? E' che sanno entrambe che l'altra è un'infamona bugiarda, ma quando parlano tra di loro ci credono pure.

(piccola nota, con l'allineamento a sinistra avrete Sorella, a destra Moglie e in centro la frase pronunciata da entrambe)

E' finita la carta igenica? E' colpa sua! Non ci pensa, non ci arriva e stupida.

Capo è arrabbiato?
Io sono buona e cara, non ho fatto niente di male (cancellate di male e avrete la verità dei fatti) 

E' lei che ce l'ha con me, io non so che le ho fatto.

Lei mi tratta come se fossi una deficiente, come se fossi io a essermi fatta clonare tre volte la carta di credito negli ultimi dodici mesi.

Lo vedi che è pazza.

E' un'ignorante ritardata.

Una volta mi è venuta in studio e si è tirata giù le braghe dicendo che se volevo potevo anche mettergliela in culo fisicamente e non virtualmente!

E' una vipera. Una stronza che si inventa le cose.

E' una povera derelitta.

Non capisce un cazzo. Un cazzo ti dico.

Con tutti i soldi che le ha dato! Un'ingrata!

Con tutti i soldi che gli ho dato! Quella manco un grazie!

(questa poi è interessante, perché a me non hanno dato niente, manco i soldi che mi devono entrambe)


venerdì 16 agosto 2019

ITALIANI MEDI DI MERDA

Non è manco questione di femminismo o cose simili.
Ma quando un uomo sposato apre un account su Meetic (con tanto di account fasullo che poi dici non essere tuo anche se collegato alla tua prepagata) per incontrare ragazze (Ma non avevo mica intenzioni strane... l'ho fatto così, per vedere! Mi ha convinto un collega!), poi esce anche con una ragazza dicendo alla moglie che va agli allenamenti della squadra di calcio che dirige e, dopo, lo fa anche con un altra, non può dire che la moglie lo molla perché l'ha tradito con un altro se lui lo ha fatto prima e se ne va solo perché la tipa che incontrava di nascosto aveva una casa abbastanza grande per poter mantenere sia lui che il figlio.
Ma stiamo zitti, perché se no, colti in flagranza di reato, i colpevoli sono pure indignanti innocenti.
E poi parliamo per il figlio: un figlio che adora e stra adora, sì... per il quale rinuncerebbe a tutto anche al suo amato calcio... lo giura e spergiura da anni, fino a quando davvero non può più metterlo in mano a terze persone. Perché in quel momento il figlio: luce dei suoi occhi manco fosse il cellulare che guarda tutto il tempo in cui è con lui (e il bimbo è piazzato davanti al televisore) nei momenti in cui non è piazzabile da terzi, è abbastanza grande per evitare di fare da cozza. 
Perché poi... sai: devi capire che il moccioso può rompere tutto perché tutto gli è dovuto, giusto? Infondo anche a suo dire (complimenti ai genitori) che gli è dovuto perché è un maschio e figlio di cotanto uomo! La madre? Ah! Lei si pentirà di aver lasciato papà! (ma anche no, fidati: anche no! Certe teste di cazzo sono solo capaci di fare le vittime, peccato che intanto logorano la vita altrui!)
Perché si deve lamentare se la sera deve portare fuori il cane che non ha voluto, ma di certo non può la mattina portare il bambino a scola perché entrerebbe tardi. Che entri tardi la sua compagna, perché in fondo il suo lavoro non è così importante. Giusto?
Poi... fare un favore a qualcuno?
Certo, se la cosa piace al signor grande uomo ma se per caso è un imprevisto o un fastidio... assolutamente no. Perché ripagare gli altri della gentilezza che mostrano nei suoi confronti, con tanto di fingere alle puttanate che dice (tra cui appunto il motivo del divorzio), è un'opzione impossibile.


Perché sai... poi non riposo bene e... beh! Il calcio! Devo poter riposare, non posso accompagnarti a prendere il treno... 
Perché sai... devo andare agli allenamenti, non posso accompagnarti dal dottore.
Perché sai... ma se muori, i tuoi genitori mi lasciano per un po' stare a casa tua? Se no poi io come faccio? Non posso mica farmi il culo! Ho il pene! Mi è dovuto!
Povero me!


Ma inculatevi falliti italiani medi di merda!