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mercoledì 28 novembre 2018

Fanfiction in continua evoluzione.

Oggi farò il commento di una storia che, incredibilmente, pur essendo una fanfiction, non è ancora stata abbandonata.
Sto parlando di Annoiati Pericolosi, una fanficion ambientata nei giorni nostri, ma comunque ispirata alla ben famosa opera letteraria del diciottesimo secolo Relazioni Pericolose di De Laclos.
Fatto sta che per lo meno il numero di capitoli (anche se alcuni piuttosto piccoli) permettono uno svago di qualche ora... non tante, ma ci arriveremo.
Io lessi anni fa il libro e ancora oggi ho un paio di sassolini nella scarpa per la disparità uomo e donna, non tanto perché lì ci sono, ma perché sono ancora le stesse.
L'autore (qui il suo blog) è un amante dello scrivere e del condividere i suoi racconti, ma non ha bene bene a mente come funzioni il mondo del web.
Lo capisco. Io non riesco più a scrivere le storie di cui ho raccontato qui, ma tra il lavoro e la casa non ho molto tempo per stare al pc... e non sono di certo un'esperta del mondo online. 
Sarà che non ho facebook: sospetto che Franco de Michele lo abbia solo con la sua vera identità... manco fosse Batman.

Voi che ne pensate?


martedì 6 novembre 2018

Disutopie vecchie e nuove

(Questo articolo è stato scritto il 28 luglio 2016 sul blog della sottoscritta Opimioni a go-go)

Oggi parliamo di libri.
Ebbene sì. I libri, quella cosa strana che tutti hanno ma in pochi usano.
L'argomento di oggi sono le disutopie.
Un genere poco commentato nel mondo, ma i due libri che qui tratterò sono particolarmente conosciuti nel mondo: uno perchè un classico, l'altro perchè - a quanto mi è sembrato di vedere - non solo ha fatto un buon lavoro di marketing, ma anche perchè... beh, merita.
I due libri sono Il mondo Nuovo di Aldos Huxley e Solo per sempre tua di Louise O'Neill.

http://lamiasolaopinione.blogspot.it/ rosascioccato.blogspot.com


I due libri, scritti a quasi un secolo di distanza, dimostrano indubbie similitudini e personalmente ho notato molto del primo nel secondo, senza che questi però ne risulti un clone, anzi, ma è indubbio che un colosso del genere fantascientifico de Il nuovo mondo è il massimo riferimento del genere e se si vuole scrive un libro di questo genere, è impossibile non averlo preso almeno in parte come modello.
Le mie recensioni qui sotto riporteranno la mia personalissima opinione, senza farne un riassunto per un ovvio motivo: il primo libro è un classico e la sua storia se non è nota è facilmente recuperabile, il secondo è parecchio commentato sul web e quindi non è difficile trovarne il riassunto che quindi anche in questo caso è superfluo.


Questo libro, scritto nel 1932 è una straordinaria perla del genere fantascientifico.
Per argomento e sviluppo, si può pensare che il libro sia incredibilmente attuale, nonostante i suoi ottant'anni.
Scritto più di quindici anni prima del più famoso 1984, è come lui un lampante colpo di genio del suo scrittore.
In questo libro abbiamo tutto quello che si può volere nelle paranoie di chiunque, sia nel campo scientifico che politico: dall'eugenetica al controllo mentale, ma anche i comportamenti sociali hanno un secco e ben definito modello.
Come ogni brava storia, questa società è nata dopo una guerra e la nascita di un unico grande governo, dove non si sa l'origine di tutto questo e parlano di quello che era il passato, come un'era barbara.
In questo mondo ci sono tutti gli elementi che possono alimentare le fantasie dei paranoici e far penare i pensatori:

  • un governo unico i cui capi sono gli unici a sapere perchè sono così e come erano prima
  • ossessione per il nuovo e il buttar via le cose recuperabili anche se solo lievemente scheggiate
  • serializzazione di ogni cosa
  • sessualizzazione precoce indotta già in giovane età
  • alienazione ai sentimenti perchè sbagliati
  • nascite in laboratorio e in serie
  • divisione in caste (con tanto manipolazione dei feti per intervenire sullo sviluppo di chi non è destinato agli alti livelli)
  • utilizzo di droghe euforizzanti per compensare il mancato condizionamento che induce ad amare la propria vita ed è impossibile non prenderlo
  • parole tabù come padre e madre (che sono usate come insulti)
  • vita collettiva e inaccettabile scegliere di passare il tempo in solitudine (Benni? In questo c'entri anche tu? Eh, Benny? Tu e la tua casa Balilla?)
  • e avere opinioni politiche? Ma scherziamo!

Tutto però ha un cambiamento proprio quando questa bella società incontra un suo simile: gli abitanti quindi incontrano un giovane uomo nato per errore da una donna e un uomo (lei viene mollata dove ci sono dei primitivi e, creduta morta, passa lì la vita dall'abbandono in avanti) di un'alta casta e che, confrontandosi contro di loro si scontra.
Nei fatti lui è stato allevato con lo stile non civilizzato, pur sapendo leggere e scrivere grazie alla madre.
Lo stratagemma è geniale e non puoi fare a meno di parteggiare per il giovane John e nel uso conflitto con il mondo da cui teoricamente dovrebbe venire
Se da un lato, infatti, ti viene voglia di mandare a quel paese le donne della riserva che si arrabbiano con sua madre perchè "gli ruba i mariti" manco fosse la puttana di turno e i loro compagni non avessero scelta (ma parliamo comunque di un libro scritto da un uomo nei primi anni trenta del 900, rispecchia bene anche molte situazioni qui contemporanee) e quando ritornano i contatti col nuovo mondo è allontanata da questo perchè... tatatadaaan: è una madre. Oggi è il contrario: sei allontanata se non ne hai lo status... ma è un'altra storia.

Il libro incuriosisce e appassiona e personalmente, avendolo letto per la prima volta a diciassette anni, lo reputo interessante per tutte le età e tutti i generi.
Non è complicato, nè contorto. Piacevole alla lettura e affascinante. Non ha idee di cospirazione, ma certo ti fa pensare, quasi a chiedersi il mondo non si sta dirigendo davvero fino a quel punto.
In fondo, guardatevi attorno: davvero non trovate un po' di tutti i punti in quella società?



Questo libro è decisamente un altro paio di maniche.
Lo ammetto, forse è un po' sessista (ma anche no, se Salvini più dire certe cose sulla Boldrini e non esserlo), ma non credo che sia una lettura per uomini.
Le premesse sono le stesse del libro precedente: il mondo per un qualche motivo (in questo caso le nostre amate catastrofi naturali) si è trasformato in Zone.
La storia è ambientata in una specie di scuola femminile dove le eva, le nuove donne (anche queste  nate progettate in laboratorio) vengono allevate per diventare le compagne degli Eredi della loro zona.
La protagonista tale freida (notare che no, la f non è maiuscola, ma nessuna donna avrà il nome maiuscolo), una eva insicura e bisognosa di conferme. Il suo ultimo anno di scuola è l'anno decisivo: come eva dell'ultimo anno, dovrà conoscere gli eredi ed essere scelta, o diventerà una compagna (come lei e la sua migliore amica isabel hanno sempre sognato), una concubina o una casta.
Il suo piccolo mondo però si sconvolge in quanto la presenza costante di isabel viene a mancare: lei, la favorita del loro anno, smette di essere l'ape regina della situazione e anzi, comincia a essere il genere di donna che nessuno vorrebbe essere: grassa.
Durante tutto il racconto ci sono costanti riferimenti all'indottrinamento che le eva subiscono sin dalla tenera età, o il comportamento feroce che lor hanno tra di loro che va dall'ipocrisia alla cattiveria sempre celate in un sorriso per amore della richiesta di accettazione.
Oltre a freida e isabel, un altro elemento fondamentale della storia e megan, altra eva del loro anno che, sparita isabel, diviene la nuova ape regina.
Premetto (e conoscendomi lo ripeterò anche alla fine) il romanzo è estremamente veloce. Non è pesante e anche quando è futile, non è stopposo e che l'innumerevole numero di pagine è assolutamente veloce, vuoi perchè di solito i libri hanno caratteri più piccoli, così come la spaziatura.
Ma c'è quel però. 
Oh, c'è, ma è totalmente personale.
Perchè?
Perchè se Il nuovo mondo lo guardi con un certo distacco, questo libro un po' di colpisce, urtando il tuo ego.
Ormai trent'enne, posso permettermi di guardare la me adolescente e darle un bel calcio sul fondo schiena ossuto, ma non ho voglia di rivedermi in un personaggio come quello di freida.
Tutte le ragazze si illudono di essere come isabel: bella, carina, simpatica, sincera, onesta... insomma, l'ape regina che tutte noi gregarie sogniamo di incontrare, ma in verità sono tutte delle stronze come megan.
La questione gregaria, in fondo, è il vero problema. Più leggi di freida più ti immedesimi. Purtroppo non è per la bravura dell'autrice (o della traduttrice), ma è per quella bruciante vocina nella tua testa che ti fa vedere troppo di lei in te, o nella vecchia te. Da come non risponde quando dovrebbe, pur di non farsi nemica dal capetta di turno, della sua esigenza di piacere.
In un certo senso, la sua dipendenza da sonniferi te la rende più accettabile perchè tu non necessariamente sei dipendente dai farmaci.
Forse è vero che, non essendo un'adolescente, vedo al questione "social network" in maniera più distaccata di come farebbe una diciassettenne (e quando viene tolto loro non l'ho reputato così tremendo), ma l'ossessione della magrezza è una costante della vita di tutte le donne.
Io personalmente sono magra e il mio problema non è mai stato dimagrire ma ingrassare, ma non ho passato una settimana degli ultimi dieci anni, senza sentire qualcuna che non se ne lamenta anche se non ne ha decisamente bisogno. Poi c'è l'insana esigenza di dover piacere che ti fa venir voglia di tagliarti le vene, visto che ti fa ingoiare rospi davvero grossi offerti dal falso sorriso della stronza di turno che è prona a distruggerti appena non la veneri.
Io ho avuto la mia megan e la mia megan mi ha distrutto con le diffamazioni di rito quando a un certo punto l'ho mandata a 'fanculo, quindi personalmente ho avuto la mia vittoria, ma la freida che è in me, nonostante gli anni e il lavoro su me stessa, è rimasta. E nonostante tutto, non sarebbe stato difficile per me rimanere freida.
Perchè lasciate perdere tutte le parti di condivisione virtuale della storia, per il resto, con o senza fotografie postate in rete e commenti del cavolo, siamo state tutte fredia e una delle sue sorelle eva.
Leggendolo non ho però potuto non pensare alla mia nipotina di undici anni e a come, in effetti, le cose si stiano avvicinando a quelle descritte.
Lasciamo perdere le assurdità messe solo per far arrivare alla creazione della scuola (la nascita di soli maschi per pillola che elimina la possibilità di concepimenti femminili), ma l'induzione delle donne di essere sottomessa, senza lamentele, stupida e analfabeta, ubbidiente, servizievole e a pura e sola disposizione maschile non è così lontano da quello che ti inducono a pensare ora: mia nipote, ad esempio, dopo aver ricevuto uno skateboard come regalo per la promozione mi ha commentato "lo so, ti sembrerà assurdo che io abbia voluto un gioco del genere, ma..." e si è sorpresa quando le ho detto che alla sua età anche io ci giocavo e che non era un gioco da maschi.
La presenza anche degli eredi, poi, è del tutto irrilevante se non nel mostrare come queste eva siano del tutto anonime e intercambiabili tra di loro per quanto quei ragazzi possano professarsi coinvolti, e che anche questi eredi lo sono, basta che loro riescano a finire nella categoria che hanno scelto (poi, più in alto va, meglio è), ma il problema della loro presenza è proprio non tanto l'impossibilità delle eva di scegliere se andare o no con uno di loro, ma anche di come attualmente ci mettiamo in mostra per dimostrare quali brave serve (non mogli) potremmo essere perchè dobbiamo essere etichettate e rimanere in quelle etichette e perchè devi essere sempre in relazione con un uomo se no non sei nessuno. 
E che hai una data di scadenza.
Sfumature poi sulle modifiche genetiche che eliminano il gene Arcobaleno poi è solo pura inutilità dell'essere e l'autrice poteva evitarlo se non vuole poi approfondire la cosa in un altra storia (che allora ben venga, io me lo leggerò volentieri).
Il finale di freida è piuttosto scontato, anche se non lo è il modo in cui si arriva: passando per isabel, fino al crudele destino che di isabel che alla fine ha ceduto le armi, o forse ha vinto.
L'amicizia/non-più-amicizia tra le due è un elemento costante nella storia e comunque un elemento estremamente interessante per l'interazione e nel far riflettere sull'amicizia, peccato che in fondo, non sia particolarmente approfondito e sembra solo la parte della (forse troppa) carne al fuoco della storia (come la questione del gene, ma questa non è più sviluppabile).

venerdì 2 novembre 2018

MARIA ANTONIETTA E LO SCANDALO DELLA COLLANA di Benedetta Craveri

(Questo articolo è stato scritto il 30 Giugno 2016 sul blog della sottoscritta Opimioni a go-go)

rosascioccato.blogspot.com


Maria Antonietta è di certo la più famosa regina di Francia.
Più di Caterina de Medici, che tenne unito il regno mentre a uno a uno i suoi figli passavano a miglior vita.
Più di Anna, infanta di Spagna, che ha protetto il figlio con maestrale eleganza dalla Fronda e ha dato alla Francia il Re Sole.
Potrei continuare citando anche la cara Maria Leszczyńska o la povera e sola Maria Teresa e andare zizzagando per tutta la storia del regno che più di tutti rappresenta l' Ancier Regim.
Ma è Maria Antonietta, rosa di Versailles, che ha le sfumature più malinconiche di tutte.


Il clamoroso Affare della Collana, poi, è forse l'emblema dell'incredibile impiccio in cui lei e il marito si stavano andando a cacciare (un impiccio che farà saltare migliaia di teste tra cui la loro, ma che soprattutto ha cambiato il mondo intero).
In questo libro, praticamente un compendio viste anche l'esiguo numero di pagine, ha l'incredibile capacità di lasciare al lettore un'intensa e precisa idea dei fatti, analizzando i personaggi principali di questa che, se non fosse successa davvero, sarebbe semplicemente un'opera rappresentabile alla Scala, suggestiva e surreale a tratti, divertente per altri, sicuramente con note drammatiche di interessante rilievo.

E' inutile, per me, stare qui a parlare della storia in sè: tutti la conoscono. Quindi scusatemi, passo direttamente al libro.


 La Craveri qui analizza in maniera metodica i fatti, raccoglie le fonti e il suo punto di vista rimane velato, anche perché sono i fatti che si commentano da soli e questo aneddoto, che accomuna la figlia illegittima di una casa reale decaduta e la sua sventurata regina, è esemplare sul mondo che fu.

Personalmente, lo ammetto senza mezzi termini, mi è piaciuta molto una certa ambiguità che si può notare alla conclusione della storia.
Un'ambiguità che certo è data anche dalle pieghe del tempo, ma che non può non lasciarti avvolti nel suo mistero.
E' un aneddoto che la Craveri non si risparmia di notare e che invece risulta essere estremamente interessante proprio perchè denota la superficialità che era ben ritratta anche dai libri di Watteau: quando guardi la nobiltà ritratta dall'artista e leggi della stessa superficialità nella fine di quel libro, non puoi non capire perfettamente come mezzo secolo dopo la morte dell'artista, i francesi hanno fatto una (la) Rivoluzione.




Se sei interessato...


giovedì 4 ottobre 2018

Letture per bambini veri e cresciuti

Arrivato l'autunno, è arrivata la scuola.
Questo mi ha fatto tornare in mente quello che leggevo o che avrei dovuto leggere da ragazzina.
Molti dei grandi classici della letteratura per ragazzi, infatti, non sono stati mai presi in considerazione quando avevo la fascia che è considerata ottimale per loro.
Alcuni li ho riscoperti da poco e molti mancano nella mia (sempre troppo piccola) biblioteca di letture.
Ormai leggo poca letteratura, preferendo ad essa saggi storici a volte un po' troppo monotematici (ma batto il chiodo fin che è caldo se no non concludo mai nulla) ma mi capita di indulgere ancora nella narrativa.
Il romanzo è quindi un modo per immaginare grazie agli altri, che indirizzano la mia fantasia seguendo loro direttive, così da tenere imbrigliata in un certo qual modo la mia.
Un ottimo esempio di questo tipo di lettura, appunto, è la letteratura per ragazzi che, indubbiamente è un genere di lettura bistrattato per la qualità che ha nelle sue perle e che spesso, ormai, è semplificato come se sotto una certa età si è stupidi e non immaturi... anzi: si pretende che siano maturi su certi frangenti e tanto stupidi da accontentarsi del mediocre.
Qui sotto propongo quindi delle letture che sono adatti a un preadolescente (e uno ad un adolescente) ma che risultano essere più complicati di certi finti romanzi cervellotici.

Di Ave Gagliardi


Questo è decisamente uno dei libri che più consiglierei a un ragazzino delle medie.
Io stessa lo lessi a quell’età e non posso non tornarci di tanto in tanto.
Ha tutto quello che si può volere: un grande mistero, un evento eccezionale, amicizia…
Domizia è la figlia di un nobile romano (braccio destro di Tiberio) che, un giorno, è protagonista di un evento eccezionale: dopo un rumore stridulo e assordane, si ritrova a parlare con una voce senza corpo. Una voce che ha macinato molto spazio per arrivare fin lì, pur non muovendosi affatto. È la voce di Claudio, un suo coetaneo, un romano come lei, ma un romano dei nostri tempi. Il ragazzo stava armeggiando col computer del padre e il risultato è un contatto diretto con la Roma Antica.
Non è l’unica cosa che accade: viene anche a sapere che suo padre rischia di essere (ingiustamente) accusato di alto tradimento, si farà aiutare da vecchi amici e ne conoscerà di nuovi. Tutto nello sfondo della meravigliosa Roma Imperiale di Cesare Augusto, il primo imperatore i cui quarant’anni di regno diedero 400 anni di storia al mondo.
Ave Gagliardi merita di essere letta.
In fondo al libro c'è anche un interessantissimo glossario che anche un adulto dovrebbe consultare.


L'isola del tesoro. Ediz. integrale
Di Robert Luis Stevenson


I romanzi di formazione non sono tutti belli, anzi, ma l’Isola del Tesoro è certamente una perla della letteratura d’avventura. Io l'ho trovato appassionante quando l'ho letto e l'ho letto che ero decisamente adulta. Se lo si legge d'estate, forse l'alta temperatura ti aiuta ad entrare nell'atmosfera, ma leggerlo d'inverno di fa dimenticare il freddo che c'è fuori.
Anche nei momenti di minore tensione, il lettore è sempre portato a vedere cosa c’è dopo.
Tutti i personaggi, anche quelli abbozzati, sono ben descritti e quelli si sfondo sono animati di vita propria.
Bellissimo. Nient'altro da dire.


Scuola per canaglie
Di Danny King 


Romanzo senza pretese, ma estremamente carino. Trama ben costruita e sequenze d’azione scritte come dovrebbero essere scritte: immagini chiari e ben definite che non sono difficili da immaginarsi.
Il protagonista è Wayne Banstead (non capirò mai sta fissa di avere per nomi dei cognomi) un quindicenne espulso da scuola e che ha come soprannome ladro nato. I suoi genitori decidono quindi di mandarlo alla Gafin School, una scuola specializzata proprio nel trattare personalità come Wayne.
La Gafin non è una scuola normale e non lo sono nemmeno i suoi insegnati, tutt’altro.
Gli studenti della scuola si ritroveranno loro malgrado a diventare non più solo ladri, ma addirittura rapinatori. Il loro bersaglio? Il British Museum.
Se vi piacciono le letture non impegnative ma comunque appassionanti, questo è il vostro romanzo.

venerdì 14 settembre 2018

SIMBOLO VUOTO - storie arturiane

(Questo articolo è stato scritto il 15 Giugno 2016 sul blog della sottoscritta Opinioni a Go Go!)

Dopo l'ultimo post cambio del tutto il genere.
L'ho detto che amo le storie e ne ho appena letta una che mi ha fatto piangere...
Che volete che vi dica: fondamentalmente sono una romantica e gli amori tragici hanno sempre un fascino tutto loro...

La storia poi è basato sulle Leggende Arturiane, e qui Mordred e Ginevra sono i protagonisti dei ricordi di Artù e dove la sofferenza di un padre si unisce a quella di due amanti alla fine delle loro vite...

Simbolo vuoto.

Leggetelo e fatemi sapere se non è triste... e non vi piace.