venerdì 12 maggio 2017

Amare pillole rosa con riflessione

rosascioccato@blogspot.com

Quando trovai questo aforisma non potei non rimanerne suggestionata. Credo sinceramente che in una sola frase si sia espresso tutto il malessere della condizione femminile.
Qui parte una divagazione personale senza capo nè coda, forse. Ma non m'interessa.
Lo status sociale di una donna è in primis (ancora) quello di essere madre.
Se non sei madre hai dei problemi e quando sei madre devi essere un'isterica che parla iniziando ogni frase con "il mio bambino".
Le vedete anche voi le signorine della televisione che non s'incula nessuno se non fino a quando decidono di avere un bambino. Ogni volta poi, sempre la stessa faccia alle stesse domande: sorriso compiaciuto della serie "ormai sono arrivata!", compiaciuta perchè ora lo status le rende legittimante nella loro esistenza. Loro in particolare le vedi così tanto tempo in televisione che sai già che genere di madre sono.
Non puoi non volere di non avere figli. Devi volerli.
Poi? Poi basta, hai il ruolo di madre. Sei madre e sei intoccabile.
E' come quando ci sono certe donne che si sposano: si sentono superiori alle loro amiche single perchè "ormai sono arrivate".

Lo dice una donna che è felice per le sposine e adora i bambini.
Signore, se per voi essere moglie e madre è così importante per sentirvi arrivate, allora sì: siete arrivate, ma al capolinea. Siete donne e siete importanti perchè siete persone e lo eravate alla stessa maniera prima di diventare mogli e madri. E non illudetevi: sappiamo tutti che non vi piace davvero quello che vedete allo specchio, perchè siete solo l'ennesima donna che a fatto figli o si è messo l'anello al dito solo perchè così pensano di essere qualcuno.










lunedì 8 maggio 2017

La donna cannone - Francesco de Gregori

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
Giuro che lo farò,
E oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò.
Quando la donna cannone
D'oro e d'argento diventerà,
Senza passare dalla stazione
L'ultimo treno prenderà.

E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà,
Dalle porte della notte il giorno si bloccherà,
Un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
E dalla bocca del cannone una canzone suonerà.

E con le mani amore, per le mani ti prenderò
E senza dire parole nel mio cuore ti porterò
E non avrò paura se non sarò bella come dici tu
Ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
Non torneremo più
Na na na na na na

E senza fame e senza sete
E senza ali e senza rete voleremo via.

Così la donna cannone,
Quell'enorme mistero volò
Tutta sola verso un cielo nero nero s'incamminò.
Tutti chiusero gli occhi nell'attimo esatto in cui sparì,
Altri giurarono e spergiurarono che non erano stati lì.

E con le mani amore, con le mani ti prenderò
E senza dire parole nel mio cuore ti porterò
E non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu
Ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
Non torneremo più
Na na na na na na

E senza fame e senza sete
E senza ali e senza rete voleremo via





Non ci dovrebbe neanche essere nulla da dire su questa canzone.
Una perla che brilla più di un diamante.

Decisamente una delle più belle canzoni di De Gregori, se non del secolo scorso.
La Donna Cannone ispirata ad una storia veramente accaduta.
Su un giornale comparve un articolo intitolato "La donna cannone molla tutti e se ne va".
L'articolo racconta che la donna, per stare con la persona amata, fugge dal circo, lasciandolo orfano della sua maggiore attrazione.

« Siamo agli inizi del Novecento, in uno di quei capannoni destinati ai circensi. In uno di quegli attimi morti, mentre la gente va via dal circo, mentre gli artisti riposano le stanche membra, due occhi si incrociano.. due anime sentono di doversi amare.. Ma la regola lo vieta. Non avrebbero potuto esaudire il loro puro desiderio di condividere le proprie emozioni con l'altro perché "le regole del circo" non consentivano. Così la donna cannone, quell'enorme mistero, volò. »


Una legge circense che si rifà ad altre molto simili che un tempo c'erano anche per gli attori e i saltimbanchi, vorrei aggiungere. Ma erano leggi sancite dagli uomini e che solo con la caduta dell'Ancien Regime caddero a loro volta.

La storia comunque colpì De Gregori, soprattutto per la legge non (più) scritta.
De Gregori si fa dunque portavoce di quella donna/oggetto, sfruttata solo come elemento di divertimento che cerca la libertà di amare. Lei che più di altre e proprio per la sua unicità è un simbolo universale.
La sua voglia di normalità e di fuggire da un mondo che la legava in un ruolo che le era stretto, che le toglieva la libertà di essere se stessa, anima negata di esserlo.

La donna cannone perde le sue insicurezze e le sue paure a favore della sua esigenza di libertà, senza barriere, pregiudizi. Si nota tutta la malinconia, la paura e la speranza in pochi minuti di canzone.
La donna cannone è emblema di tante donne che sono ancora legate ad un mondo che le vuole relegate, un mondo che spesso le donne stesse promuovono, dopo aver ceduto le armi.

Ma le donne cannone non lo fanno. Non lo faranno mai.

Quando ha riproposto questa canzone, De Gregori afferma:
«Le canzoni cambiano nella testa di chi le ha scritte, molto più velocemente che non nella testa di chi le ascolta»

Cheddire, una poesia.


fonte per l'infomrazione: 1, 2.

martedì 2 maggio 2017

dillo con la moda! parte 3

Ritorno con quello che si può definire il mio concetto di... "Dillo con la moda". Devo dire che questa poi ha un taglio decisamente accattivante. Meno banale del Primo, più bello del secondo. Almeno nel taglio.
Non sto a cercare la marca per un semplice motivo: non so neanche di che anno è ma è il concetto del messaggio, ovviamente, che conta.
Perchè essere femministe vuol dire essere libere di non dover sopportare l'essere giudicate per il nostro sesso.
E non siate amiche mie, lo dirò ogni volta che farò spuntare magliette guerriere: ci dicono che non possiamo fare certe cose, che anche prima di essere adolescenti dobbiamo smettere di giocare a calcio perchè non è da donne.
Devi essere felice di avere offensivi e continui commenti sul proprio culo o del proprio seno, che sia grasso o sodo, alto o basso... e devi pure essere contenta e ringraziare.
Che devi per forza essere lesbica se dici di no a un ragazzo che non ti piace.
Perchè hai qualche problema se non sei docile e sorridere sempre.
Perchè in un gruppo non sei quella che viene ascoltata e la tua idea non è mai presa in considerazione se c'è prima quella di un maschio.
Perchè non puoi permetterti di piangere o arrabbiarti perchè se no sei esterica ed è tutto nella tua testa.




Perchè lo sai: avresti spaccato il mondo, se non ti avessero tarpato le ali prima.

mercoledì 12 aprile 2017

Sherin Khankan

Sherin Khankan è una scrittrice, attivista e Imam Danese.
Sherin Khankan è nata il 13 ottobre del 1974, ha studiato a Damasco e nel 2000 è tornata in Danimarca, sua Patria, dove ha conseguito il master in Sociologia delle Religioni e Filosofia all’università di Copenaghen.
I suo genitori sono due immigrati: lui rifugiato politico siriano, lei un’infermiera finlandese emigrata in Danimarca per lavorare.
Dai suoi genitori ha imparato principalmente un paio di cose, fondamentali e che sono a fondamento della sua vita. Suo padre, infatti, solava dirle che l’uomo perfetto è una donna (citando così il poeta Sufi Ibn Arabi) perché un perfetto musulmano (e uomo) deve, in realtà, cercare ad avvicinarsi all’ideale femminile, un’idea progressista che gli ha dato grattacapi nella sua terra d’origine e che lei ora applica nella sua vita di tutti i giorni; da sua madre ha imparato il pensiero che i figli devono essere liberi di crescere nella libertà di essere quello che sono e lei ora cerca di seguire questo esempio quando alleva i suoi quattro figli.
Nata da due personalità così diverse, figlie di culture così diverse, Sherin (da qui useremo il suo nome di battesimo per questioni pratiche) si sente e si definisce come figlia di due mondi, il cui obbiettivo è di conciliare gli opposti. Dopo aver deciso di abbracciare la religione paterna (amata perché suo padre le ha mostrato il lato bello della sua religione e non perché gliel’ha imposta) è un’attivista sui temi riguardanti la sua religione, dall’integrazione femminile all’estremismo, scrivendo numerosi testi su Islam e Politica.
Nel 2001, poco prima dell’attacco alle torri gemelle, ha fondato l’Association for Critical Muslims che promuove i valori progressisti dell’Islam.
Non solo, Sherin è la prima donna ad essere l’Imam di una moschea danese per sole donne, Moschea Mariam inaugurata da lei e altre donne nel 2016, ed è tra le poche guide spirituali femminili del mondo islamico contemporaneo. Da qui Sherin si batte per la valorizzazione delle donne nell’Islam e per la conciliazione tra tradizione e modernità, intenzionata a contrastare l’Islam radicale ed estremista creando un’alternativa alle figure patriarcali delle istituzioni islamiche a favore delle donne e della loro integrazione grazie alla rilettura del Corano in chiave più contemporanea.
Sherin si preoccupa di essere un esempio per le altre donne e stimolare un cambiamento all’interno dello stesso patrimonio delle tradizioni islamiche. Come consulente spirituale, lei ha voluto promuovere un luogo dove le donne musulmane possano pregare, confrontarsi, trovare confronto senza sentirsi estranee o giudicate. 
Un esempio è quello del velo: Sherin non lo indossa se non durante la preghiera. Il velo infatti (e non solo nella tradizione islamica) è una metafora per la modestia e quindi spetta ad ogni donna il diritto di interpretarlo come più le si addice ed è per questo che lei è intenzionata difendere il diritto di ogni donna di decidere come, dove, quando e soprattutto se indossarlo.
Come Imam lei stessa non pensa di essere contro la sua religione: a una donna infatti non è vietato esserlo neanche seconde la religione islamica canonica, semplicemente non è ben vista dai tradizionalisti, visto anche che nelle moschee di solito le donne hanno uno spazio separato (e/o retrostante) da quello degli uomini (personalmente conoscevo un musulmano che diceva che dovevano stare dietro per evitare che venisse loro guardato il culo, giusto per far intendere quanto è salda la fede di un uomo o quanto più essere patetica la scusa) e molte di loro pregano a casa (per volontà propria o altrui). Nei fatti, alle donne è proibito essere un Imam don dal Corano, ma dalla decisione di un Califfo del VII secolo: anche l’ultima moglie di Maometto, Aisha, guidasse la preghiera e fosse consigliere spirituale dei fedeli (praticamente, come è successo a noi donne cristiane, solo che noi abbiamo avuto un Papa a deciderlo).

Nella Moschea Mariam celebrano matrimoni misti e hanno stabilito quatto regole base:
- La poligamia non è permessa
- Il diritto di divorziare è anche delle donne
- In caso di violenza fisica o psicologica l’unione è nulla
- Nel divorzio le madri hanno uguali diritti suoi figli.



La sua speranza?
«Vorrei che le donne avessero più voce nell’Islam, è anche un modo efficace di combattere l’islamofobia, perchè l’Islam non sarebbe più visto come una cultura maschilista e oppressiva. Ma il vero sogno è creare un network femminile per il dialogo religioso. Stiamo organizzando un incontro per il 14 settembre tra religiose cristiane, musulmane ed ebree, per dimostrare che è possibile capirsi. Credo che le chiavi della pace stiano nelle mani delle donne».  



fonte: 1 - 2 - 3

mercoledì 5 aprile 2017

Alla fine ci provo...

Nulla di particolarmente assurdo o memorabile. Solo una nuova sezione del Blog. Ho deciso che, alla fine, se non comincio non inizierò mai e allora tanto vale cominciare.
Dal prossimo post inaugurerò la sezione Biografie. Voglio trattare personaggi femminili che mi hanno impressionato o hanno suscitato la mia attenzione in un qualunque modo.
Ce ne sono già un paio sulla lista. Un paio che non mi impongono una particolare ricerca e che quindi saranno per me già più gestibili di quanto non siano altrimenti.
Queste due donne sono due personaggi estremamente diverse ma hanno attirato la mia attenzione perché per due motivi estremamente diversi. La prima è per la passione per un grande ideale per cui sta combattendo senza armi se non quella dei suoi grandi ideali. Una donna che spero possa cambiare il mondo su larga scala, come la sta cambiando in piccola, anche se quello che fa è colossale più di una montagna. L'altra donna è attraente per altre cose: assassina efferata, riusciva a suggestionare così bene le persone con la sua arte di simulazione da approfittare i preconcetti sulle donne da risultare una delle persone più efferate del nostro Paese.


domenica 2 aprile 2017

Me And A Gun, TORI AMOS

5am
Friday morning
Thursday night
Far from sleep
I'm still up and driving
Can't go home
obviously
So I'll just change direction
Cause they'll soon konw where I live
And I wanna live

Got a full tank and some chips
It was me and a gun
And a man on my back
And I sang "holy holy" as he buttoned down his pants
You can laugh
It's kind of funny things you think
at times like these
Like I haven't seen Barbados
So I must get out of this

Yes I wore a slinky red thing
Does that mean I should spread
For you, your friends your father, Mr. Ed

Me and a gun
and a man 
On my back
But I haven't seen Barbados
So I must get out of this
Yes I wore a slinky red thing
Does that mean I should spread
For you, your friends your father, Mr. Ed
And I know what this means
Me and Jesus a few years back
Used to hang and he said
"It's your choice babe just remember
I don't think you'll be back in 3 days time
So you choose well"
Tell me what's right
Is it my right to be on my stomach
of Fred's Seville

Me and a gun
and a man 
On my back
But I haven't seen Barbados
So I must get out of this

And do you know Carolina
Where the biscuits are soft and sweet 
These things go through you head
When there's a man on your back
And you're pushed flat on your stomach
It's not a classic cadillac

Me and a gun
and a man 
On my back
But I haven't seen Barbados
So I must get out of this


05:00
venerdì mattina
giovedì notte
Lungi dal sonno
Sono ancora in piedi e di guida
Non può tornare a casa
ovviamente
Quindi mi limiterò a cambiare direzione
Causa che presto konw dove vivo
E io voglio vivere

Ha ottenuto il serbatoio pieno e alcuni chip
E 'stato io e una pistola
E un uomo sulla mia schiena
E ho cantato "santo santo" mentre si abbottonava giù i pantaloni
Si può ridere
È una specie di cose divertenti che si pensa
in momenti come questi
Come non ho visto Barbados
Quindi devo uscire da questo

Sì ho indossato una cosa rossa slinky
Vuol dire che avrei dovuto diffondere
Per te, i tuoi amici tuo padre, Mr. Ed

Io e una pistola
e un uomo
Sulla mia schiena
Ma non ho visto Barbados
Quindi devo scapapre via da qui
Sì ho indossato una cosa rossa e stretta
Vuol dire che mi sarei dovuta aprire
Per te, i tuoi amici tuo padre, Mr. Ed
E io so cosa significa
Io e Gesù pochi anni fa
che ero solita indossare e ha detto
"E' la tua scelta, piccola, ma ricorda
non credo ci saranno di nuovo tre giorni di tempo
Per scegliere bene"
Dimmi ciò che è giusto
E 'il mio diritto di essere sullo stomaco
di Fred's Seville

Io e una pistola
E un uomo
Sulla mia schiena
Ma non ho visto Barbados
Quindi devo uscire da qui

E sai, Carolina,
dove i biscotti morbidi e dolci
Queste cose ti attraversano la mente
Quando c'è un uomo sulla tua schiena
E vi spingono la pancia su una superficie liscia
Questa non è una Cadillac classica.

Io e una pistola
E un uomo sulla mia schiena
Ma non ho mai visto le Barbados
Quindi devo scappare via da qui


(chiedo scusa se alcuni pezzi non sono ben tradotti - accetto correzioni)



Giusto per la cronaca: è il racconto dello stupro che la cantante, Tori Amos, subì a 23 anni a Los Angeles dopo un concerto, in un Bar (Fred's Seville, probabilmente). In un video dice "Ho scritto questa canzone dopo aver visto Thelma & Luise", dicendo dopo che è su qualcosa che le era successo qualche anno prima. Ora lei non colpevolizza nè se stessa, nè tutti gli uomini.