Di recente mi hanno passato la Crema Deliskin RS della Relastil.
E' una crema lenitiva anti-rossori, per pelli normali e miste, sensibili e reattive (se no perché essere anti-rossori?) e viene definito come "un trattamento dermocosmetico specialistico studiato per la cura del viso di pelli sensibili, normali e miste, soggette a rossori ed a tendenza couperosica" (cit.).
Per chi non sapesse cosa vuol dire pelle couperosica (l'ho scoperto per scrivere questo post, la definivo come sensibile agli sbalzi di temperatura) vi rimando a questo link. Lo sapete: non scrivo minchiate come gli ingredienti... figuriamoci se faccio al secchiona fingendo di sapere il significato di una parola simile o peggio do' per scontato che lo sappiano tutti. Che poi la gente è pigra e preferisce rimanere ignorante che gugolarlo...
Me l'hanno passata per questo periodo invernale, per evitare una sofferenza inutile della pelle: per quanto non avesse fatto particolarmente freddo, ce n'è stato e il contatto della pelle delle guance con l'aria fredda dell'inverno può essere particolarmente dolorosa.
Per me quest'anno lo è stato: la mattina quando andavo al lavoro, quando uscivo per la pausa pranzo, quando tornavo a casa e quando, la sera tardi, portavo fuori il cane, ho avuto la pelle delle guance che veniva come infilzata da decide di aghi.
Non ho usato moltissimo questa crema, ma posso confermare, per mia modesta opinione, che la pelle ha apprezzato e ringraziato. Gli aghi non mi hanno fatto più male e la pelle ha avuto un sincero miglioramento.
La consiglio? Sì, ma se si ha meno di trent'anni e la pelle del viso che soffre di pelle couperosica (comunque sì, è un termine che esiste. Che bravi che siamo? Abbiamo imparato una nuova parola!) e quindi non ha bisogno di protezione ed idratazione ma non un tipo di nutrimento specifico.
Perché sì: io ho più di trent'anni e la mia pelle ha giovato della crema, ma non come e quanto avrei voluto io. Sig!
Whoa, oh, yeah
She was so young with such innocent eyes
She always dreamt of a fairytale life
And all the things your money can't buy
She thought that he was a wonderful guy
Then, suddenly, things seemed to change
It was the moment she took on his name
He took his anger out on her face
She kept all of her pain locked away
Oh mother, we're stronger
From all of the tears you have shed
Oh mother, don't look back
'Cause he'll never hurt us again
So, mother, I thank you
For all you've done and still do
You got me, I got you
Together we always pull through
We always pull through
We always pull through
Oh mother, oh mother, oh mother
It was the day that he turned on his kids
That she knew she just had to leave him
So many voices inside of her head
Saying over and over and over
'You deserve much more than this.'
She was so sick of believing the lies and trying to hide
Covering the cuts and bruises (cuts and bruises)
So tired of defending her life; she could have died
Fighting for the lives of her children
Oh mother, we're stronger
From all of the tears you have shed (all of the tears you have shed)
Oh mother, don't look back
'Cause he'll never hurt us again (He'll never hurt us again)
So, mother, I thank you (thank you)
For all that you've done and still do (still do)
You got me, I got you
(Yeah, you got me, and I got you)
Together we always pull through
Oh mother, oh mother, oh mother
All of your life you have spent
Burying hurt and regret
But, mama, he'll never touch us again
For every time he tried to break you down
Just remember who's still around
It's over, and we're stronger
And we'll never have to go back again
Oh mother, we're stronger
From all of the tears you have shed
Oh mother, don't look back (Oh mother, don't look back again)
'Cause he'll never hurt us again 'Cause he'll never hurt us again)
So, mother, I thank you (And I thank you for everything you've done)
For all that you've done and still do (Together we always move on)
You got me, I got you (You got me, I got you)
Together we always pull through (always pull through)
We always pull through
We always pull through
I love you, mom
Whoa, oh sì
Era così giovane con occhi così innocenti
Ha sempre sognato una vita da favola
E tutte le cose che i tuoi soldi non possono comprare
Pensava che fosse un ragazzo meraviglioso
Poi, improvvisamente, le cose sembrarono cambiare
Fu il momento in cui assunse il suo nome
Lei prese la sua rabbia sul viso
Ha tenuto chiuso tutto il suo dolore
Oh mamma, siamo più forti
Da tutte le lacrime che hai versato
Oh mamma, non guardare indietro
Perché non ci farà più del male
Quindi, mamma, ti ringrazio
Per tutto quello che hai fatto e ancora fai
Me l'hai detto, te l'ho detto
Insieme ci facciamo strada sempre
Ce la facciamo sempre
Ce la faremo sempre
Oh mamma, oh mamma, oh mamma
È stato il giorno in cui si è rivoltato contro i suoi figli
Che sapeva che doveva solo lasciarlo
Così tante voci dentro la sua testa
Dicendo ancora e ancora e ancora
"Ti meriti molto più di questo."
Era così stanca di credere alle bugie e di cercare di nascondersi
Coprendo tagli e contusioni (tagli e contusioni)
Così stanca di difendere la sua vita; sarebbe potuta morire
Combattendo per la vita dei suoi figli
Oh mamma, siamo più forti
Da tutte le lacrime che hai versato (tutte le lacrime che hai versato)
Oh mamma, non guardare indietro
Perché non ci farà più del male (Non ci farà più del male)
Quindi, mamma, ti ringrazio (grazie)
Per tutto quello che hai fatto e fai ancora
Me l'hai detto, te l'ho detto
(Sì, tu hai me e io te)
Insieme ci faremo sempre strada
Oh mamma, oh mamma, oh mamma
Tutta la vita che hai trascorso
a seppellire dolori e rimpianti
Ma, mamma, non ci toccherà mai più
Per ogni volta che ha cercato di farti cadere
Ricorda solo chi c'è ancora
È finita e siamo più forti
E non dovremo mai più tornare indietro
Oh mamma, siamo più forti
Da tutte le lacrime che hai versato
Oh madre, non guardare indietro (Oh madre, non guardare indietro)
Perché non ci farà più del male (Perché non ci farà più del male)
Quindi, mamma, ti ringrazio (e ti ringrazio per tutto quello che hai fatto)
Per tutto quello che hai fatto e ancora fai (Insieme andiamo sempre avanti)
Tu hai me, io ho te (tu hai me, io ho te)
Insieme ce la facciamo sempre (ce la facciamo sempre)
Ce la faremo sempre
Ce la faremo sempre
Ti voglio bene, mamma
Non c'è molto da dire, la storia la si legge da sé e da quando è uscita, si sa che parla dell'infanzia della Aguilera.
Decisamente, è una canzone che parla da sola.
Finalmente, dopo un sacco di tempo, mi sono decisa a (ri)iniziare e finire l'unico libro mai comprato dalla sottoscritta da Danila Comastri Montanari e mi sono decisa di fare una recensione su dei libri gialli storici.
Anzi: più che recensire, direi sproloquiare.
la Signora Comastro Montanari scrive soprattutto i gialli storici, ambientati in periodo romano, ma ha scritto anche un libro ambientato durante la Rivoluzione Francese.
Io sentii l'esistenza di questo libro tramite un podcast su Robespierre che mi ha portato a un video da cui comprai il libro:
TERRORE.
Terrore è un giallo ambientato nella Parigi del 1793.
A un giorno della proclamazione del Terrore, viene trovata la testa di un giacobino. Ma non sarà il solo.
Etienne Verneuil verrà chiamato dal suo migliore amico ad indagare su questi atroci delitti, districandosi tra i nemici della neonata rivoluzione, vendette personali e la fame del popolo.
Il mio giudizio? Non sono di bocca buona, quindi non apprezzo un libro solo perchè parla della rivoluzione francese (e sono figlia degli anni '80: Lady Oscar è sempre Lady Oscar) e, anzi, forse tendo a essere persino più stronza.
Non posso infatti negare di aver storto un po' il naso. Il protagonista a volte tende ad essere troppo modernizzato e attivare la mentalità del senno di poi, con quesiti che per quanto legittimi, raramente qualcuno si fa nel mentre. E lui è nel pieno di un evento semplicemente unico ed epocale.
O anche aggrottato un po' la fronte per i nomi che spesso fanno la loro comparsa per nessun motivo preciso, se non per ricordare al mondo che sono esistiti. Ho apprezzato Lazare Carnot, ad esempio, a cui ha dato respiro e pure un ruolo che ho trovato molto interessante, ma non ho capito perchè citare Etta Palm, se non per invogliare qualcuno a ricercare informazioni su certi personaggi e scoprire che sì: la Parigi rivoluzionaria era piena di Persone per lo meno interessanti.
In se la lettura è carina e scorrevole e ti affezioni pure a un paio di personaggi, ma ho come l'impressione che l'autrice abbia tagliato troppo. Verneuil è come noi vogliamo che sia e va bene, ma gli indizi che dovrebbero farti arrivare al colpevole non mi sono sembrati abbastanza anche se il convincerti fino all'ultimo della colpevolezza di qualcun altro è in verità ben orchestrata.
Il senso degli omicidi c'è, ma qui forse è la mia mente troppo contemporanea (o italiana, o femminile, boh) che mi fa pensare che il colpevole era un idiota a pensarla così. Ma fondamentalmente era un esaltato e si sa che gli esaltati non ci stanno molto con la testa.
Ho comunque la sincera convinzione che se fosse stato più lungo (anche se parliamo comunque di 300 pagine con un foglio poco più piccolo di un A5) e più approfondito in certe parti, oltre che una bella lettura, sarebbe stata fantastica. Lo dico sinceramente perchè la lettura è scorrevole e veloce. Non ci si annoia e sarebbe stato piacevole leggerlo anche se avesse avuto altre 200 pagine in più.
Ammetto, comunque, che mi sarebbe piaciuto sapere che dell'esistenza di un seguito: che fine a fatto Verneuil? Alla fine è stato uno di quei figli divorati? O alla fine ha fatto a patti con il suo sangue?
O forse, semplicemente, è il periodo che è sbagliato. Troppa passione, troppe emozioni, troppa...rivoluzione. Pure troppa Parigi: mette troppe aspettative. Molte sono assolte, molte altre no.
Se considerate, ad esempio, un altra serie di libri storici prodotti alla sintetica mano inglese di Ellis Peters: I misteri dell'Abazia, tutte risulta essere più chiaro.
Sono una serie di libri gialli dove ad investigare abbiamo padre Cadfael, ex crociato ora frate benedettino in uno sperduto monastero al confine tra Galles e Inghilterra. Lo sfondo pieno di pathos c'è: ci sono delle lotte per la conquista del regno, ma sono lontane (per quanto anche qui i nobili si fanno pesantemente la guerra per difendere la propria fazione) e quindi ci si più focalizzare anche sul resto, ovvero sulla storia.
Anche Cadfael pecca di troppa modernizzazione, ma come Verneuil non lo è in maniera particolarmente eccessiva e quindi puoi simpatizzare per lui e non pensare che sia un alieno viaggiatore del tempo.
La differenza sta ance nei personaggi: qui non ce ne sono più di quanti ce ne devono essere, ma è innegabile che la Rivoluzione Francese e Parigi sono un connubio pieno di troppa passione e troppi grandi uomini perchè non si citino e, sicuramente, citarne solo due o tre sarebbe quantomeno forzato (ci sono troppi nomi che si è obbligati a citare), mentre col monaco Cadfael possiamo trasportarci nella tranquilla routinne di un monaco benedettino al confine del mondo.
Il lettore deve appassionarsi alla storia e quindi quella vera deve essere uno sfondo, ma la rivoluzione a Parigi non può essere comprimaria ma solo protagonista e il canto corale che pretende è troppo complesso e articolato per decidere di metterne solo pizzichi e bocconi.
Nel mio negozio bio preferito, che vado ogni volta che necessito del mio deodorante di fiducia (Nutrino della Radici Toscane), ho di recente comprato prima l'Acido Ialuronico de LaSaponaria, per poi provare quello della Alkemilla.
Provai il primo perchè ho apprezzato più di un loro prodotto (ne parlerò appena mi tiro assieme) e ho voluto rischiare.
Il rischio è valso e mi sono trovata deliziosamente soddisfatta. L'odore non è dei migliori, ma sinceramente non si può neanche dire che odori di qualcosa. Le istruzioni ti dicono di metterlo qualche goccia sul viso e/o mischiato nella crema idratante. Essendo con il contagocce, entrambe le soluzioni sono estremamente fattibili. Ammetto di non averlo mischiato nella crema idratante, ma di averlo usato direttamente come crema idratante prima di andare a dormire. Ho provato a stenderlo a mani nude, ma ho presto sostituito la cosa con con un dischetto di cotone. Il motivo principale di questa scelta è stata data dall'impressione di sprecarne di meno. All'inizio sembra quasi ci sia una sensazione di appiccicaticcio (anche sulle dita quando la spalmi se lo fai senza batuffolo) ma è una sensazione estremamente breve: la pelle risulta ben presto morbida e levigata.
Una piacevolezza infinita.
Parlando con la commessa, mi ha parlato del rischio (forse che ha avuto qualcuno) di avere la pelle che risultava lucida dopo il suo utilizzo. Per mia esperienza, direi di no. Anzi. E ho la pelle tendenzialmente grassoccia.
L'ho regalato per il compleanno anche a mia cugina, che si avvicina ai quaranta. Lei aveva avuto una brutta reazione con una crema con acido ialuronico che le regalai a Natale e che comprai in farmacia. Le cominciò a bruciare il viso e a gonfiarsi. Se è vero che spesso ti brucia un po' ma è solo per una reazione alla effettiva esigenza della pelle di qual determinato ingrediente, è vero che era decisamente troppo nel suo caso.
Con questo prodotto, invece, a parte un leggero gonfiore, non ha avuto particolari disagi e la pelle le è rimasta comunque più idratata.
L'altro prodotto che ho comprato, quello dell'Alkemilla, l'ho comprato proprio per la fiducia che mi aveva dato quello precedente. Questo non è solo acido ialuronico, ma possiede anche estratti biologici di avena, aloe, malva, lino ed altea con l'intento di ampliarne l'azione idratante ed emolliente. Contrariamente all'altro, non con il contagocce, ma è contenuto in un tubetto da pomata con il becco stretto e lungo che permette un'attenta erogazione.
Come con il precedente, non posso lamentarmi. Questo prodotto sarebbe da stendere come una crema, io ho usato lo stesso procedimento dell'altro e tutt'ora non me ne pento.
La grande differenza tra i due sta nella sensazione del prodotto. L'effetto appiccicoso qui si sente decisamente di meno ed effettivamente, sembra essere più leggero, ma comunque efficace.
Faccio un esempio: mi sono truccata, il fondotinta mi ha fatto irritazione e quando (5 minuti dopo averlo messo) l'ho tolto mi sono ritrovata con parti del viso visibilmente irritate. Dopo aver pulito il viso con tanto di maschera purificante, avevo la pelle sì sgombra da qualunque cosa, ma ancora irritata. Indecisa su quale tester di crema crema nutriente o lenitiva (che comunque non avevo, ma solo idratanti) da mettere, alla fine sono andata dritta da questo prodotto che, in poco tempo, ha fatto sparire sia il rossore che il bruciore.
Un altra cosa che lo discosta dall'altro è proprio la questione odore. Mentre nell'altro c'era qualcosa di non particolarmente piacevole all'olfatto, qui manca del tutto questa sgradevolezza.
Sono entrambi di 30 ml, quindi la grandissima differenza sta nel prezzo che comunque in entrambi i casi è contenuto.
Non so gli altri prodotti simili, ma io questi li consiglio. Decisamente.
Tornata a casa presto, mentre mi cambiavo ho acceso il televisore, finendo su Focus: Predatori letali, puntata: il piccolo cucciolo solitario.
Due secondi e già amavo quel musino.
Era alle ultime battute, la notte passata a essere bullizzato dai leoni adolescenti e la mamma che la mattina lo recupera.
Poi però lei decide di non allattarlo, in quanto debole e malconcio. Deve fare una scelta... e io le darei fuoco.
Ho cominciato a urlarle dietro:
"No!!! No!!!"
Ho cambiato canale mille volte e mille e volte più una sono tornata a vedere.
Ero preoccupata per il piccolo cucciolo guerriero... sapendo comunque che quel che gli è successo, è successo troppo tempo fa perchè si possa intervenire. Se è morto, è morto. Amen.
Lo rimetto qui sotto... perchè sono follemente innamorata di lui.
Non dico come finisce... ma affermo solo che sono due i cuccioli che adoro, ora.
(Questo articolo è stato scritto il 9 febbraio 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
QUESTO ARTICOLO A NUMEROSE ARGOMENTAZIONI PARTICOLARMENTE SCORRETTE CHE POTREBBERO INDISPORRE LA MAGGIOR PARTE DEI (PER ME IPOCRITI) BENPENSANTI, SE LEGGETE LO FATE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO E NON VI LAMENTATE.
Vasto. Non sto qui a raccontare nuovamente la stesse cose che sono perfettamente leggibili su tutti i giornali e gli articoli disponibili anche online.
Ma fare solo mere considerazioni personali.
Forse perché ora si divertono a pubblicare la lettera del ragazzo suicida che dice addio dando la colpa agli altri di tutto quello che non andava nella vita.
Forse perché il 14 gennaio di quest'anno si è spento Gabe Marcela, poco più giovane del suicida, morto per un difetto congenito al cuore, dopo che la madre ha mosso il mondo (del web) per fargli giocare in anteprima l'ultimo videogioco di Legend Of Zelda, sua unica fonte di gioco perchè di correre davvero non poteva neanche pensarci.
Forse perché ci sono ragazzi seviziati dalla polizia che dovrebbe difenderli e poliziotti che muoiono eroicamente provando a salvare una sola vita.
Forse è per l'aria di cospirazione sui cambiamenti delle leggi del Tuom.
Forse è per l'Abruzzo.
Forse è per il senso di catastrofe che ci attanaglia.
Forse è il senso di impotenza davanti all'inesorabile avanzata del tempo.
Forse è per la voglia di non arrendersi, ma mandare a 'fanculo tutti quelli che parlano di perdono come se fosse una cosa facile.
Fabio di Lello era sicuramente caduto in un profondo stato depressivo per la morte della moglie Roberta. Comprensibile: parliamo di un uomo felice ed innamorato, soddisfatto della sua vita che gli andava bene e che di colpo ha perso ogni significato.
Io raramente credo che le persone possano amare fino al punto di autodistruggersi, ma lui amava davvero in questo modo, a quanto pare. I racconti che vengono fatti del suo modo di affrontare la perdita, la fanno da padroni su ogni articolo. E ogni volta penso che quest'uomo, in qualche modo, dovesse essere aiutato. In che modo? Non saprei, ma si vedeva che non stava bene. So cosa vuol dire quando un tuo famigliare perde troppo presto la persona cara. Sicuramente non lo lasci in uno stato di commiserazione, tristezza ed odio.
Se no scusatemi ma uno non prende una pistola e spara. Anche se lo vorrebbe.
O dobbiamo cominciare ad analizzare il senso di megalomania di un uomo che visibilmente non ha, perchè se no non sarebbe andato a piangere ancora sulla tomba dell'amata e non avrebbe aspettato lì l'arrivo dei carabinieri. Quello era semplicemente disperato. Solo e disperato, anche se circondato da migliaia di persone. Italo D'Elisa era il colpevole dell'omicidio e per questo lo ha punito, anticipando la comparsa del giovane davanti al tribunaleal quale, ovviamente, non credeva. Altrimenti avrebbe lasciato fare alla giustizia.
Purtroppo su questo non posso dargli torto. Neanche io ho più fiducia nella giustizia. Non l'ha più nessuno. Lenta e a favore dei delinquenti troppo spesso. Arroccati nei loro diritti e incapaci di voler fare il loro dovere. E se penso al loro sotto organico, che è indubbio che ci sono posti dove davvero lavorano per amore della legge, penso a quelli che lavorano mezza giornata scarsa.
Qui comunque scatta la prima riflessione: la differenza tra incidente e omicidio stradale.
L'incidente è dato da una serie di fatalità che hanno portato ad un tale evento, l'altro invece è causato da circostanze che potevano essere evitate.
Tralasciamo innanzitutto quelli che salgono su un veicolo pensando seriamente di ammazzare in questo modo qualcuno, o quelli che lo fanno nel flip imbecille di un gioco mentale o di fara con un altro amico con lo stesso livello di intelligenza. Parliamo dei casi più comuni. Mi capita spesso, davanti ai piagnistei dei morti stradali, di tacere per quieto vivere. Perché? Perchè sono urticata dall'idea di dover compiangere chi è morto perchè ha sbattuto contro un palo o è andato fuori strada perchè ubriaco o sotto effetto di stupefacenti. A volte penso che sia meglio così, perchè se rimaneva paralizzato toccava pure che le famiglie se lo dovessero prendere in carico e spenderci dei soldi, tempo e salute. Nessuno li ha costretti a prendere alcun che e se dicono il contrario è una cazzata. I casi sono così esigui da essere irrisori. Non sono donne a cui rifilano del roipnol o dopo aver preso qualcosa vengono violentate. Non siate così vili e meschini da metterli sullo stesso piano: se tu agisci sotto effetto di qualcosa sei un criminale: sai che non sei nello stato di poterlo fare davvero ma te ne fotti.
Se questi buon "temponi" invece causano la morte di qualcuno, allora è tutto un altro paio di maniche. Qui mi incazzo. Non sono innocenti, sono dannatamente colpevoli. Per me non è neanche omicidio colposo, ma volontario: guidare in stato alterato vuol dire essere consapevoli di essere una mina vagante.
Poi ci sono gli incidenti. Gli incidenti sono dettati dalla leggerezza.
Dalle sceme che parlano con il vivavoce e il telefono in mano (sì sono statisticamente le donne) pensando così di essere fighe e sagaci, agli imbecilli che se lo tengono all'orecchio (questi sono gli uomini, dei geni).
A quelli che non mettono la freccia a chi ha l'ansia del sorpasso.
Poi c'è chi cambia la stazione radio e chi parla con quello affianco.
C'è semplicemente chi sta pensando ai fatti suoi, perchè ha avuto una bella giornata o perchè è stata pessima ed è così concentrato da distrarsi. A volte si è solo stanchi.
Corriamo tutti, senza sapere davvero dove. Non pensiamo davvero a quello che stiamo facendo e... ne veniamo travolti.
Ammetto che quando cominciai a leggere il primo articolo su questa tragedia, nel titolo, mi aspettavo che lui rientrasse del primo caso e non il secondo. E invece no. Mi sbagliavo.
Più passa il tempo più penso seriamente che sì il ragazzo abbia causato la morte della donna, ma non ne sia l'assassino. Se non sapete la differenza, è inutile che crediate di saper pensare.
Qui sembra proprio che sia stato un incidente. Una distrazione che, brutto a dirsi, capita: sfido chiunque a dire che MAI nella loro vita non abbia dovuto inchiodare, uscendo da un parcheggio o da un incrocio, perchè si è visto di colpo l'arrivo di un'altro (che magari ha pure accelerato per non farti passare).
Qui lui si molto probabilmente si aspettava al massimo fosse giallo e di avere tempo e lei è partita nell'istante esatto in cui è scattato il verde.
Probabile e non impossibile che sia andata così e io conosco fin troppe persone che sono così "furbe" (ed è il motivo che preferisco muovermi per i fatti miei: per personalità non riesco a pensare "e vabbeh" ma "le la regola è così, è così. Se penso che sia sbagliata è un conto, ma se non lo penso, faccio la cosa giusta"). Dirò di più: conosco una storia analoga, ma al contrario. La vittima è sempre il motociclista: un giovane uomo che una sera passava col rosso. Il conducente della macchina che il ragazzo ha preso in pieno invece passava col verde. E' stato un incidente fatale e l'autista ha ripreso la macchina solo perchè aveva una famiglia da mantenere e non perchè non fosse letteralmente terrorizzato dalla sola idea di salire dentro l'abitacolo.
Ora compaiono anche i resoconti di come il ragazzo aveva affrontato la tragedia (giusto per la cronaca: a 22 anni sei un ragazzo, a 30 sei un uomo. Giovane ma uomo. sì, c'è differenza, per esperienze di vita e testa). Perchè ovviamente il ragazzo prima non non poteva parlarne in tv, non era un caso nazionale.
Il padre racconta come si fosse ritrovato solo e isolato (anche abbandonato) da tutti, ossessionato dall'incidente, tanto da pensare di non rendere più la macchina in tutta la sua vita. Non è uscito di casa per molto tempo ed era rimasto sconvolto sia dall'esperienza che dalle urla di vendetta contro di lui (e sarò brava: non ironizzerò sugli incitamenti che avrebbero detto se fosse stata una donna). Alla fine Italo poi non si è fatto scoraggiare e ha deciso di ricominciare a uscire e, al massimo, si muoveva con la bici.
Qui la seconda considerazione.
Qui nasce il giallo.
Di Leo afferma che lo vedeva sbeffeggiarlo in motorino, quando lui il motorino non l'aveva. Quindi c'era qualcuno che lo faceva, godendo del suo lutto, conscio tra l'altro del fatto che l'uomo non lo riconosceva, coperto dal casco. O peggio: qualcuno lo salutava per stima ed empatia per la tragedia e lui, nella mente alterata dal dolore pensava a una beffa e pensava che la beffa fosse fatta proprio dal suo "nemico".
Perchè la sua famiglia temeva che facesse un gesto estremo su se stesso, gesto che ha fatto: solo verso un altro. Perchè tutti pensiamo di fare il minimo indispensabile e istigare alla violenza siano le soluzioni migliori. E con lui hanno fatto questo.
SONO TUTTI COLPEVOLI, ORA.
Terza considerazione. Due cose, in verità.
Che dicono di sentirsi vicino alla famiglia D'Elisa e probabilmente, quando loro si sentivano allo stesso modo, gli hanno risposto (non ufficialmente) peste e corna. Ma non si può imputare loro l'incapacità di dare perdono, perchè per un grande torto, vi vuole un lungo percorso e ormai questo pretendiamo che non sia così.
E la cosa più raccapricciante: gli avvoltoi giornalistici che li perseguitano sperando in una dichiarazione in lacrime, manco fossimo tutti la strana famiglia di Gaber.
(Questo articolo è stato scritto il 2 febbraio 2017 sul blog della sottoscritta Donna in Rete: una finestra sul mondo)
Credo sinceramente che ci siano note e informazioni che in questo periodo non possono che colpire il lettore.
Perchè tra le manifestazioniamericane contro il proprio presidente, manifestazioni che non stanno cambiando le cose, ma almeno fanno esprimere le proprie opinioni (non come noi) e che li rende degni di rispetto per l'amore che dimostrano per quello in cui credono o che dicono di credere (ma lameno non si lamentano soltanto nascosti in casa), ci sono innumerevoli storie che non fanno altro che far pensare.
Ci sono Ray Johnstone che non vuole farsi abbattere dalla solitudine e dalla vecchiaia e che cerca dei nuovi compagni di pesca. Ha provato con Facebook, ma non ha ricevuto risposta, ma non si è arreso e ha messo un annuncio su Gumtree (sito popolare per gli annunci in Australia), sotto la dicitura "usato", il che denota anche un certo senso dello humor. Un annuncio che ha avuto migliaia di riscontri, dai vicini di casa e da persone anche più lontane, olre a imbarcazioni che lo vogliono ospitare sulla loro barca. Ancora ricordo amarmanete il vecchio romano che chiedeva di fare il nonno a una famiglia (e piangeva per la sua solitudine) e che poi ha finito per derubarla, ma mi consolo e credo ci sia ancora speranza nel mondo.
Un mondo sommerso che riemeprge, un po' come quello che dicono di aver trovato grazie alle rocce vulcaniche sulle isole Mauritius, che ancora permettono di sognare mondi nuovi senza cercarli fuori dal sistema solare, probabilmente soprattutto per le vittime di abusi in famiglia nel grande Stato/Continente che è la Russia, dove a quanto pare hanno rimosso dal codice penale russo il reato di "percosse in famiglia", declassandolo a illecito amministrativo, punibile con un'ammenda ridicola con un arresto altrettanto ridicolo. Un po' come il fondatore della Jingbei Investiment che denota solo di odiare e aver paura delle donne, non di avere ragione, a dimostrazione che il mondo arretrato è ovunque e in qualunque ceto sociale. In fondo si sa, di schifosi imbecilli ne è pieno il mondo ed è così pieno che comandano e impediscono al mondo di evolvere... poi ci si chiede perché dalla Cina scappano tutti.
Finiamo con il piangere in modi diversi le nostre amiche: Nadia Pulvirenti, che muore a 25 (venticinque) anni mentre svolgeva il suo lavoro di riabilitatrice spichiatrica e che è stata accoltellata dal suo paziente e mentre sdrammatizzano dicendo "sapeva i rischi che correva", quando in certe strutture dovrebbero stare attenti e no, non te lo devi aspettare, i suoi familiari chiedono al suo spirito di aiutarli a imparare a perdonare. Perché il perdono non è qualcosa che di lungo e tortuoso, qualcosa che è personale e che nel perbenismo buonista dei nostri giorni è del tutto abusato dando sempre ragione al male e mai alla vittima di quel male. Se la si smettesse di farla così facile con l'idea di perdonare e ci si interessasse di più di star vicino a chi soffre... magari Fabio di Lello non avrebbe ucciso l'assassino di sua moglie, non avrebbe passato questi mesi struggendosi dell'amore che tutti sogniamo di avere e che lui ha perduto, perchè forse avremmo più fiducia della giustizia. Anche se, lo so, in Italia è una parola vuota.
E concludo con la felicità degli animalisti, dove i falchi viaggiano in aereo meglio delle persone normali. Basta avere i soldi.