Donne
In cerca di guai
Donne a un telefono che non suona mai
Donne
In mezzo a una via
Donne allo sbando senza compagnia
Negli occhi hanno dei consigli
E tanta voglia di avventure
E se hanno fatto molti sbagli
Sono piene di paure
Le vedi camminare insieme
Nella pioggia o sotto il sole
Dentro pomeriggi opachi
Senza gioia né dolore
Donne
Pianeti dispersi
Per tutti gli uomini così diversi
Donne
Amiche di sempre
Donne alla moda, donne contro corrente…
Negli occhi hanno gli aeroplani
Per volare ad alta quota
Dove si respira l’aria
E la vita non è vuota
Le vedi camminare insieme
Nella pioggia o sotto il sole
Dentro pomeriggi opachi
Senza gioia ne dolore
Donne
In cerca di guai
Donne a un telefono che non suona mai
Donne
In mezzo a una via
Donne allo sbando senza compagnia
Lyrics by Alberto Salerno Music by Zucchero Published By: Gruppo Intersong Srl / Les Copains Edizioni Musicali Srl (P) 1985 Universal Music Italia Srl
Non credo abbia bisogno di nessun commento, spiegazione o background.
Forse perchè, come molte altre belle canzoni, è profonda, leggera e amata proprio perché non necessita di rompicapi e non pretende nulla se non essere se stessa.
Che si capisca, una buona volta, che femminismo e misandria sono due cose diverse.
Se vi rifugiate in quello, siete misogini e in quanto tale siete inferiori.
Chi non rispetta un altro è inferiore, chi pensa che sia la battuta sessista una battuta è inferiore.
A volte mi chiedo perché continuo a parlare, ma almeno io lo faccio. E non subisco per poi lamentarmi, perchè quando vedo un uomo che mette le mani in faccia e butta in un angolo "per calmarla", io gli metto le mani al collo.
Ci fanno compagnia certe lettera d'amore
Parole che restano con noi
E non andiamo via
Ma nascondiamo del dolore
Che scivola, lo sentiremo poi
Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
È una mancata verità che prima o poi succederà
Cambia il vento ma noi no
E se ci trasformiamo un po'
È per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi
Siamo così
È difficile spiegare
Certe giornate amare, lascia stare
Tanto ci potrai trovare qui
Con le nostre notti bianche
Ma non saremo stanche neanche quando
Ti diremo ancora un altro sì
In fretta vanno via della giornate senza fine
Silenzi, che familiarità
E lasciano una scia le frasi da bambine
Che tornano, ma chi le ascolterà
E dalle macchine per noi
I complimenti del playboy
Ma non li sentiamo più
Se c'è chi non ce li fa più
Cambia il vento ma noi no
E se ci confondiamo un po'
È per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
Ancora con noi
Siamo così, dolcemente complicate
Sempre più emozionate, delicate
Ma potrai trovarci ancora qui
Nelle sere tempestose
Portaci delle rose
Nuove cose
E ti diremo ancora un altro sì
È difficile spiegare
Certe giornate amare, lascia stare
Tanto ci potrai trovare qui
Con le nostre notti bianche
Ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro sì....
Una canzone che fa breccia sulla vulnerabilità e la "mobilità" femminile. Senza dubbio.
DI chi sia la paternità a nessuno importa, soprattutto a quelli che la amano. Forse proprio perchè è tanto amata che in molto vogliono dire di esserne gli autori.
Piace molto anche per l'interpretazione di Fiorella Mannoia, di cui non sono una grande fan, ma che ha sicuramente parecchie freccie al suo arco: dalla voce calda come un mantello di velluto più rosso dei suoi capelli, a una capacità polmonare che bagna ancora il naso ai finti tentori che si definiscono cananti e cantautori di oggi.
Il bello della canzone, comunque, è che è ancora amabilmente forte e attuale. Tutte le donne: dalle ragazzine che ancora non ci si sentono davvero alle ragazzine ancora più mature che quasi non ci si sentono più, possono dire che almeno un pezzo è parte di loro.
Il mio personale è "Cambia il vento ma noi no / E se ci trasformiamo un po' / È per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi " che in fondo sentiamo un po' tutte come vero.
Sarà che a ben vedere quasi ci sono nata, visto che ha fatto trent'anni quest'anno.
La canzone parla delle donne, del loro io che non è poi così nascosto, di come si adattano e comunque rimanere ferme a se stesse: perchè quando si dice che una donna è volubile, è solo perchè quella donna non la si conosce appieno e se invece di "una" si dice "la", allora è perchè non si conosce niente.
Apprezzo molto la questione del testo modificato, che è presente in questa magnifica perla.
Infatti la signora Mannoia ha deciso di cambiare la frase "e se ci confondiamo un po'" perchè a suo dire inappropriata:
"Perché in quella frase ci vedo una ammissione di debolezza che non trovo appropriata. Sicuramente a volte saremo confuse, a tutti gli esseri umani capita, ma ci leggo come un'ammissione di una sorta di inferiorità; è come se dicessimo: "Scusate se ci siamo ribellate, ma è perché non riusciamo a comunicare più con voi" e il mio orgoglio si è ribellato. Ma, ripeto, è una sola."
Perchè in fondo è una nota dolente che anche io, sin da piccolina sentivo: perchè dovrei essere confusa? Sono davvero stupida come dice lo zio?
Crescendo poi ho capito che non solo "lo zio" (in verità gli zii) erano gli stupidi, ma anche i falliti. Perchè tra quello che diceva che non valevo niente perchè brutta, quello che lo dice a sua figlia, quello che picchiava sua moglie e quello che diceva ai bambini piccoli che Babbo Non esisteva e sua figlia era l'unica intelligente tra i suoi nipoti perchè lo sapeva e quelli che rubavano i puffi alle nipoti o gli rompevano i giocattoli, si capirà che non sono le femmine le "confuse".
Purtroppo però, quello lo si impara cresciendo... si spera.
L'altro giorno ho provato a creare un account Facebook. Non per altro, solo per avere una pagina sui miei blog. Non mi interessava fare catfisshing, non mi interessava manco giocare (anche se forse l'avrei fatto), figuriamoci fare amicizia con qualcuno che non conosco e che è così fallito da voler scopare online con qualcuno la cui età anagrafica è decisamente inferiore a quella consentita.
E' finito con il fatto che, mentre caricavo i post (e ci avevo messo più di un'ora) mi hanno detto che dovevo convalidare la mia esistenza.Volevano per forza io dessi il mio numero di cellulare.
Al che mi sono rifiutata.Praticamente, Rosa Scioccato è vissuta un'ora su quel social Network.
Per principio, non do' il mio numero a una multinazionale. Già che l'abbia il mio operatore telefonico mi fa incazzare. Io sono quel genere di donna che non vorrebbe neanche quello, figuriamoci se lo da senza un valido motivo.
Non fermano le molestie, le associazioni a delinquere, il mobbing, il ciberbullismo perchè a loro dire sono fuori dalla loro competenza, ma intanto vogliono il tuo numero di cellulare.
Ho già il GPS (che appartiene al governo americano perchè Galileo è da 12 anni - a essere buona - che l'Europa non lo conclude) che mi osserva e sa dove sono e con lui tutti i governi (fascisti e dittatori) del mondo. Non lo darò ad altri.
Che poi non ci credo quando dicono che tratteranno adeguatamente i miei dati riservati.
Forse più avanti ci riprovo, ma quando avrò tempo da perdere.